Buone Feste




Ogni posto è una miniera. Basta lasciarsi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l'amico di un amico di una persona che si è appena incontrata. E così il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità davanti al quale ci si potrebbe fermare senza più bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è.
(Tiziano Terzani da Un indovino mi disse)
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Ostacoli all'intesa sessuale: i fattori individuali




Negli anni '90 i sessuologi Master e Johnson affermavano che un buon rapporto sessuale inizia sempre quando si è ancora vestiti
I due studiosi statunitensi mettevano in evidenza l'importanza della continuità tra l'espressione emotiva precedente ai rapporti sessuali e l'intimità che può crearsi successivamente.
L'intimità emotiva, alla base di una buona comunicazione sessuale all'interno di una coppia, è caratterizzata dai livelli di fiducia e comunicazione tra due partners e rappresenta un elemento che favorisce la costruzione di un terreno di condivisione degli aspetti più intimi tra i membri della coppia.
E' frequente riscontrare come diversi partners - uomini e donne - si allarmino per gli aspetti qualitativi e quantitativi del sesso con il partner, senza manifestare preoccupazione e desiderio di impegnarsi al raggiungimento di una sessualità piacevole.

L'aspetto piacevole della sessualità è spesso rappresentato da un insieme di elementi che vanno ben oltre il coito, e che hanno a che fare con la qualità della relazione affettiva tra i partners, le modalità di comunicazione reciproca sui fattori individuali e relazionali, l'intimità e l'intesa sessuale.
Nell'analisi dei principali fattori che ostacolano il realizzarsi di un'intesa sessuale soddisfacente è necessario affrontare sia quegli elementi individuali che riguardano sé,  quelli che hanno a che fare con il/la partner e gli aspetti qualitativi della relazione.
Tra i principali fattori che ostacolano la costruzione di una buona intesa sessuale, l'ansia è  un fattore che veicola una serie di elementi antagonisti del piacere sessuale, sia a livello neuropsicofisiologico attraverso un processo fisico di eccitazione governato dal sistema nervoso simpatico, sia a livello individuale e di coppia.
Nell'intesa sessuale di  coppia l’ansia può essere generata da fattori che riguardano uno solo dei due partner  o entrambi, e spesso riguardano il calo di attrazione verso il partner, scarse abilità sessuali, o aspetti che hanno più a che fare con l'incapacità di fondere i sentimenti di amore con il desiderio sessuale.

Inibizioni di tipo morale

La comunicazione con il partner sui propri desideri ed emozioni in ambito sessuale può scontrarsi con le inibizioni morali derivanti dall'educazione sessuale ricevuta. Spesso le inibizioni si traducono in una serie di vincoli interni in uno dei partner - e successivamente nella coppia -  che stabiliscono rigidamente cosa è lecito fare da cosa non si può fare nella sessualità. Un'educazione sessuale repressiva è spesso caratterizzata da questi vincoli e la sua manifestazioen comportamentale è spesso un repertorio di comportamenti sessuali caratterizzato da pochi gesti meccanici che è possibile sperimentare solo a determinate condizioni (a letto, durante la notte, con la luce spenta).

Sentirsi poco attraenti
Un altro aspetto individuale che ostacola la costruzione di un'adeguata intimità sessuale è caratterizzato dalle emozioni legate all'insoddisfazione per il proprio aspetto e forme corporee.
La relazione sessuale tuttavia non è la comunicazione tra due organi genitali diversi, ma tra due corpi diversi e, ancora di più, tra due persone diverse. La diversità è la fonte della ricchezza di questa comunicazione, ma è anche un terreno dove questi aspetti possono entrare in conflitto.
Spesso l'insicurezza derivante dalla percezione dei propri difetti fisici porta al timore di un giudizio negativo del partner e agli stati d'animo che derivano da questo timore: ansia e vergogna. La percezione dei difetti del partner e la loro mancata accettazione portano spesso ad un calo dell'attrazione sessuale.

Diversi studi hanno messo in evidenza come la stabilità di una coppia nel tempo è direttamente proporzionale al grado di intimità che i partner riescono a stabilire tra di loro. L’intimità è rappresentabile come un collante di fiducia e apertura profonda tra i partners che per funzionare ha bisogno di essere continuamente alimentato.  Le inibizioni morali, la scarsa attrattiva personale sono solo due degli elementi che si possono rivelare all'altro, a patto che si sia in grado di accogliere le proprie paure e debolezze abbandonando il timore di apparire fragili, vulnerabili o di essere giudicati dal proprio/a partner.


( continua...)

Leggi la prima parte  Problematiche sessuali di coppia: l'intesa sessuale
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*Sessuologia Cagliari Blog festeggia il primo anno di vita*



Un anno fa Sessuologia Cagliari Blog si affacciava per la prima volta su internet.
Mai avrei pensato che un simile esperimento, nato per offrire spunti di riflessioni su problematiche sessuali individuali e di coppia e per creare una possibilità concreta di conoscenza e di contatto diretto con la figura del sessuologo (spesso vissuta come imbarazzante), potesse raggiungere simili risultati.
Ringrazio tutti coloro che seguono costantemente il mio blog,  chi è passato di qua anche solo per una volta, chi mi chiede direttamente ed indirettamente di continuare a scrivere, e che in questi 12 mesi ha contribuito ai quasi 30.000 contatti, diverse collaborazioni con portali internet, e tanti progetti per il prossimo anno. 30.000 contatti sono tanti se penso al primo giorno di vita del blog, ma oggi, dopo questo primo passo, sono una goccia nell'oceano se penso al mio progetto come l'inizio di un viaggio di mille miglia...
Per festeggiare questo traguardo Sessuologia Cagliari Blog si veste di nuovo, e vi presenta un progetto di studio grafico che mi ha visto impegnato per diversi mesi, e che vuole rappresentare un intimo ringraziamento per tutti coloro che seguono con cuore il mio progetto di diffusione dell'informazione psicosessuologica e che direttamente ed indirettamente mi chiedono di continuare con forza, passione, dedizione . Grazie a tutti!
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Terapie riparative: una raffinata forma di perversione



Le negative connotazioni sull'omosessualità suggerite in questi giorni hanno riaperto il sipario di un grande teatro rappresentato dai salotti televisivi che ci hanno esposto a visioni di tristi crociate omofobe ad opera di sedicenti personaggi che promuovono forme di riparazione per i dis-ordini dell'orientamento sessuale.   Le cosiddette terapie riparative riconoscono l'omosessualità come l'esito di un disordine interno all'individuo che la terapia mira a riparare. La riparazione consentirebbe all'individuo sottoposto a trattamento di convertire il proprio orientamento sessuale da omosessuale ad eterosessuale.
Un fantastico mondo in bianco e nero:  una vera e propria forma raffinata di perversione.
Sono passate più di tre decadi dal momento in cui la comunità scientifica internazionale ha messo fine a teorizzazioni ed indicazioni diagnostiche (gravate dal pregiudizio) che tratteggiavano l'omosessualità come una forma di psicopatologia ed invocavano, indirettamente e talvolta non,  una cura.
Nel 1920  è stato lo stesso Freud, celebre neurologo e psicoanalista austriaco a scrivere:

L'impresa di trasformare un omosessuale in un eterosessuale
non offre prospettive di successo molto migliori dall'impresa opposta.

Senza per forza scomodare Freud, e al di là del senso comune e dei salotti televisivi, una vasta schiera di studiosi del comportamento sessuale, psicologico e affettivo umano hanno mostrato, attraverso studi culturali e scientifici, che l'omosessualità non è una patologia, ma una variante della sessualità, dell'affettività e del desiderio sessuale umano.
Le terapie riparative giustificano la loro esistenza sulla base di teorie (false perchè non dimostrate attraverso studi clinici e riconoscimenti della comunità scientifica internazionale) sullo sviluppo sessuo-affettivo e relazionale infantile, e sono chiaramente una forma di pregiudizio anti-omosessuale.

Gli psicologi della riparazione sostengono che l'omosessualità sia l'esito di un trauma dovuto alla presenza di genitori disfunzionali, che avrebbero determinato una distorsione e ribaltamento delle componenti maschili e femminili della personalità dell'individuo: una carenza di mascolinità nell'uomo, e una carenza di femminilità nella femmina.


Nel 2002 Shidlo e Schoeder hanno condotto uno studio su circa 200 soggetti omosessuali che si sono sottoposti a terapia riparativa. In particolare lo studio in questione si è posto l'obiettivo di analizzare le motivazioni che spingevano queste persone ad intraprendere una terapia con la richiesta terapeutica di convertire il proprio orientamento sessuale da omosessuale in eterosessuale.
Il senso di colpa e la paura della dannazione, i sentimenti di ansia e angoscia per sentirsi rifiutati dal proprio gruppo di appartenenza (famiglia, gruppo di amici ecc..) e la salvaguardia del matrimonio sono tra le principali motivazioni hanno spinto queste persone ad iniziare un percorso riparativo, che nell'87% dei casi è stato dichiarato un fallimento a causa dell'intensificazione della sintomatologia depressiva ed ansiosa e la comparsa, nel 70% dei casi di nuovi sintomi, quali comportamenti compulsivi, autolesivi, ed ideazione o tentativi di suicidio. Un vero e proprio peggioramento, al di la della perdita di tempo e dei soldi spesi inutilmente.

Le terapie riparative garantiscono-  ad una raffinata schiera di omofobi -  di mantenere e di poter credere che la sessualità umana sia in bianco e nero (eterosessuale sano ed omosessuale dis-ordinato). Nei soggetti dello studio pubblicato nella rivita Professional Psychologyla comparsa di nuove sintomatologie a conclusione delle presunte terapie riparative è dovuto ad un capovolgimento del ruolo del terapeuta, che abbandona la convinzione che l'omosessualità sia una condizione assolutamente normale e naturale e si allinea agli stereotipi e pregiudizi sociali contro l'omosessualità che rinforzano l'odio e il dispresso di Sè, spesso provati dagli stessi pazienti omosessuali (a seguito dell'interiorizzazione di stereotipi e pregiudizi che il contesto sociale utilizza per definire la loro identità).

Un adeguato  intervento clinico mira ad aiutare il paziente o la paziente omosessuale a liberarsi il più possibile dai conflitti che interferiscono con la sua capacità di vivere una vita gratificante in conciliazione con la propria identità ed orientamento sessuale.

Le terapie riparative non sono altro che una forma di perversione che propone una struttura rigida e una visione della sessualità umana innaturale. La sessualità è un sentiero emozionale, relazionale, affettivo che una visione in bianco e nero non può riconoscere. Le terapie riparative non riparano nulla, non funzionano, non correggono, non curano, ma sono strumenti perversi che aiutano a mantenere la convinzione delirante di un mondo in bianco e nero, dove spesso l'avversione verso il proprio orientamento sessuale viene alimentata su una dimensione valoriale di matrice religiosa.


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Diversamente amabili



L'uomo non è disturbato dalle cose in sè, ma dal modo che egli ha di vederle.
(Epitteto)
Il processo di accettazione dell'attrazione e dell'investimento affettivo ed emotivo nei confronti di una persona del proprio sesso è spesso un sentiero della sessualità doloroso e difficile, molto spesso proprio per la presenza di frane, spine e strade dissestate che rappresentano il peso di stereotipi e pregiudizi sociali che indirettamente promuovono comportamenti come il nascondersi, il celare a se stessi la propria identità, i propri sentimenti, i propri progetti di vita e desideri. L’Associazione Culturale ARC bandisce la seconda edizione del concorso fotografico diversamente AMabili, il cui tema di quest'anno è il Coming Out.
Proprio ieri questo blog ha pubblicato un post che ha tentato di fornire una chiave di lettura su alcune affermazioni che esprimono, in maniera celata, la presunzione che l'eterosessualità sia l'unico stato individuale opportuno e desiderabile di vivere la propria sessualità.


Ogni ragazzo o ragazza che in un determinato momento della sua esistenza sente di provare un'attrazione, sentimenti, emozioni nei confronti di una persona del suo proprio sesso, ha subìto in prima persona (spesso sin dai banchi dell'asilo) azioni dirette o indirette di discriminazione - verbale e non verbale - pagandone spesso le conseguenze in termini emotivi ed affettivi. Tali conseguenze spesso sono espresse, solo per fare qualche esempio, in termini di opportunità perse, e di interiorizzazione e giustificazione di quelle immagini e azioni costruite dalla comunicazione perversa che come esito portano alla constatazione (illusoria) che solo l'eterosessualità sia l'unica modalità (giusta) di vivere il proprio orientamento sessuale.

Per tanti omosessuali sentire sulla propria pelle questa comunicazione (diretta o indiretta) significa spesso arrivare all'esito di vivere una condizione emotiva ed affettiva pilotata da una certa forma di omofobia interiorizzata - un nucleo interiore velenoso frutto dello scambio tra ciò che si prova internamente ciò che esternamente la società pensa e sente - che si traduce spesso nell'accettazione passiva di immagini e atteggiamenti negativi e carichi di pregiudizio nell'illusoria convinzione di essere oggettivamente sbagliati.


La mancanza di modalità di rappresentazione positive dell'omosessualità spesso porta il giovane omosessuale a percepirsi come sbagliato, rispetto ad una presunta normalità. A tal riguardo l'Associazione ARC, da anni impegnata in un'azione culturale di lotta contro ogni forma di discriminazione delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, pone l'accento e valorizza quel momento emotivo positivo di scelta consapevole di voler dichiarare agli altri la propria omosessualità, chiamato Coming Out ed espresso dal titolo della rassegna Diversamente Amabili, un grido di forza che sono certo arriverà al cuore di tutti coloro che intimamente sentono di potersi aprire a questa importante e attuale tematica.

Il concorso fotografico è aperto a tutti. Tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione sono presenti nel sito dell'associazione all'indirizzo http://www.associazionearc.eu/




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Buttiglione e il suo giorno da pecora: "Gay oggettivamente sbagliato"
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Buttiglione e il suo giorno da pecora: "Gay oggettivamente sbagliato"



E' bastato un attimo per scatenare il  putiferio. A sentenziare sull'omosessualità questa volta è il politico Rocco Buttiglione, presidente dell’Unione Democratici di Centro, che dai microfoni di Radio 2 durante il programma Un giorno da Pecora ha annunciato la sua visione dell’omosessualità e aderito alla proposta del programma condotto dal maestro dell'interviste Claudio Sabelli Fioretti e dall'irriverente conduttore di Catersport Giorgio Lauro: far vivere a tutti, potenti e non, un giorno da pecora!
(Citazione estrapolata dal sito della trasmissione http://www.radio2.rai.it/dl/Radio2/sito/PublishingBlock-a61d68e3-3319-4d72-a6e8-368a6c2d3db4.html

Rocco Buttiglione, classe 48, laurea in Giurisprudenza e docente universitario, già deputato e considerato un filosofo-politico dei tempi morderni utilizza il suo giorno da pecora per trasformare una dimensione della sessualità umana - l'orientamento sessuale - e nello specifico la vita, gli affetti, le relazioni di tante persone omosessuali, in qualcosa di oggettivamente sbagliato.

Durante la trasmissione radiofonica il presidente si è così espresso:

Sul piano politico e sociale io sono contro ogni discriminazione contro i gay.
Ma moralmente penso che sia sbagliato.

Nell'ironico contesto della suddetta trasmissione Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro - noti conduttori della trasmissione- hanno chiesto all'onorevole di proporre una lista di cose moralmente sbagliate.

Il presidente ha così risposto:

Per dirne una, l'adulterio, il trattare male le persone,
non pagare le tasse, non dare i soldi ai poveri.

Gli ironici conduttori hanno voluto approdondire il pensiero del presidente :

È moralmente sbagliato essere gay?

Il presidente conclude:

"L'omosessualità è oggettivamente sbagliatà"

I mezzi di comunicazione di massa sono dei potenti strumenti di diffusione dell'informazione e giocano un ruolo fondamentale nella costruzione dell'immagine che le persone interiorizzano relativamente ad un dato fenomeno. Considerare l'omosessualità come un oggetto sessuale, da guardare e giudicare, alla stregua dell'evasione fiscale, è un'azione comunicativa ad ampia connotazione perversa che si esprime attraverso la minimizzazione e riduzione in polvere dell’individualità, la personalità, gli affetti e le relazioni di tante persone che sentono di potersi vivere comeomosessuali - e non come oggetti sessuali sbagliati.  

Considerare l'omosessualità un oggetto, è una forma comunicativa perversa di oggettivazione sessuale, un fenomeno difensivo espresso dalla comunicazione umana, che si verifica quando delle parti sessuali o delle funzioni di un individuo o gruppo di individui vengono separate dalla loro persona o gruppo di persone, e vengono ridotte ed associate allo stato di mero oggetto o immagine (evasione fiscale). Questo primo passo (per esempio associare l'immagine dell'evasione fiscale all'omosessualità) innesca un processo a catena che sortirà come risultato l'associazione (spesso inconsapevole) dell'immagine alla complessità del fenomeno (nello specifico l'omosessualità) che per paura e altre emozioni disturbanti si vuole allontanare da Sè e dalla realtà percepita.

Da esperto in sessuologia clinica non posso fare a meno di notare la preoccupante ondata e il dilagare di processi comunicativi di oggettivazione a sfondo sessuale: dei veri e propri veleni, spesso espressi da persone con alto potere persuasivo. L'effetto è spesso quello di alimentare e rinforzare comportamenti sociali aggressivi e di esclusione di gruppi e persone con determinate caratteristiche


Le abitudini linguistiche e le immagini che esponenti di potere associano alla comunicazione su vari argomenti sono elementi fondamentali nell'orientare la percezione che le persone costruiscono su un determinato fenomeno. L'orientamento omosessuale negli ultimi tempi è stato spesso associato ad immagini truci, violente, perverse portando così a rinforzare uno stereotipo (che spesso è un'immagine interiorizzata) che si esprime attraverso il pregiudizio (le azioni e comportamenti espresse proprio a partire da quell'immagine che viene alimentata e costruita con la comunicazione e il linguaggio che la connota).

Eppure ciò che più di perverso c'è è proprio la comunicazione che si basa sull'oggettivazione di questa dimensione naturale e non patologica della sessualità umana.

























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Problematiche sessuali di coppia: L'intesa sessuale (parte I)




Copyright © Ann McMurry
 Nella relazione tra due partner i rapporti sessuali rappresentano una dimensione della vita a due che contiene la possibilità di gratificazione per entrambi. Il sesso non sempre rappresenta un mezzo per dimostrare amore al partner, sebbene i rapporti sessuali abbiano anche questa funzione. E' frequente riscontrare che le coppie che mantengono alti livelli di soddisfazione e gratificazione spesso sono composte da partner che hanno imparato a relazionarsi utilizzando il letto matrimoniale come luogo della comunicazione più intima, di ascolto dei bisogni del partner, e di espressione dei propri bisogni, ovvero costruendo ciò che più comunemente viene chiamata intesa sessuale. Quali sono gli ostacoli che impediscono la costruzione di un'intesa sessuale?
Il rapporto di coppia diviene scontato e si ha la percezione che il tempo per parlare d'amore sia sempre meno. Queste sono spesso le sensazioni percepite davanti ad una problematica di coppia.  

E il sesso?

Meglio non parlarne, soprattutto quando a letto le cose non vanno.

Già da qualche anno diverse indagini, tra le quali un'indagine Abacus della Società Italiana di Andrologia iniziava a tratteggiare le caratteristiche della coppia contemporanea, perché è proprio sotto le lenzuola che una coppia su tre entra in crisi, fornendo come principali scusanti l'eccessivo stress, le problematiche a lavoro e i problemi economici.

Queste sono solo alcune di una serie di ragioni che sembrano far dimenticare la possibile presenza di difficoltà (che invece secondo queste indagini rappresentano circa l’80% delle cause) legate a vere e proprie disfunzioni di natura sessuale e relazionale di coppia.

Laura ha una relazione con Giorgio da circa 4 anni. Si rivolge al sessuologo perchè da qualche mese ha avvertito un drastico calo del desiderio sessuale:

"..Il sesso è sempre stato un problema per noi, e questo aspetto della nostra vita di coppia mi ha spaventato sin dall'inizio della nostra relazione. Non so quali termini usare, ma Giorgio è  un uomo un po' particolare... non so come definirlo.. forse timido. Quando si presenta un problema, anche e sopratutto di natura sessuale lui preferisce non affrontarlo".


Costruire un'intesa sessuale significa avviare un processo a due dove la capacità di comunicazione,  la stima e fiducia verso il partner, il rispetto per la difficoltà dell'altro, la disponibilità al dialogo e confronto, svolgono un ruolo di primo piano. La sessualità, quando non è solo finalizzata alla gratificazione genitale (che può esserci ed essere gratificante per entrambi i partner in svariati momenti della relazione di coppia), è il terreno di espressione di affetti profondi,  individuali e di coppia. E’ altresì un momento di conoscenza ed esplorazione attiva,  che si esprime attraverso la capacità di entrare in un contatto profondo con il partner, di potersi scambiare piacere, emozioni e sentimenti.

Così Laura continua la storia del suo calo del desiderio:

" .. quando ho avuto un problema, come questo relativo al desiderio sessuale, ho sempre cercato sempre di comunicarlo a Giorgio. Capita spesso che lui devii il discorso, lo minimizzi, lo senta solo con le orecchie e lo cancelli subito dopo.  Giorgio mi da la sensazione che pensi solo al suo piacere ..quelle volte che lo facciamo è sempre un  mordi e fuggi. Lui raggiunge l'orgasmo e io resto li... con mille interrogativi. E' in quei momenti che mi sento sfruttata".


Durante un rapporto sessuale si esprimono le parti più profonde e intime di una persona ed è per questo che il letto degli amanti diviene il campo in cui ci si spoglia di più ... non solo dei vestiti.

Le difficoltà sessuali danno ai partners una grande occasione di poter comprendere la natura e gli aspetti emozionali della propria relazione, rappresentandone una chiave d’accesso per poter iniziare a capire elementi, emozioni, sensazioni che fino a quel momento non avevano potuto essere dette ma che ora chiedono con forza di essere prese in considerazione.

I fattori individuali che ostacolano il raggiungimento di un'intesa sessuale riguardano
  • Fattori legati all'ansia;
  • Limitazioni nella sessualità legate ad inibizioni di tipo morale e/o dall'educazione sessuale ricevuta;
  • Sentimento legato al volersi conformare a standard di espressione della propria sessualità irreali e rigidi (Il mito del vero uomo, e della vera donna)
  • Insoddisfazione per le proprie forme corporee;
  • Scarse abilità sessuali;
  • Paure (della gravidanza, della vicinanza ...)
  • Mito dello spontaneismo (In campo sessuale tutto dev'essere naturale e spontaneo).
Accanto ai fattori individuali si presentano fattori che sono generati dalla natura e qualità della relazione tra i partners.


( Continua nelle prossime settimane ... )





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Rassegna cinematografica GLBT a Cagliari



Come ogni anno gli amici e amiche dell'Associazione ARC, che dal 2002,  attraverso diverse iniziative di socializzazione e  informazione culturale lotta contro ogni forma di discriminazione basata sull'orientamento sessuale o identità di genere delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender,  rinnovano il loro impegno e la loro coraggiosa presa di posizione attraverso la storica rassegna dal titolo Uno Sguardo Normale, quest'anno all'ottava edizione. La rassegna si svolgerà a Cagliari da lunedì 11 a sabato 16 ottobre 2010 presso il cineteatro Nanni Loy dell’E.R.S.U. (Casa dello Studente, via Trentino – Cagliari). Partecipate in numerosi al grande progetto dell'Associazione ARC: regalatevi anche voi uno sguardo normale! Cliccando sul seguente link potrete accedere al sito dell'Associazione e alle informazioni sulla programmazione e sulle modalità di adesione a questa coraggiosa e salda iniziativa.
http://www.associazionearc.eu/   Un caro saluto al presidente e a tutti agli amic* di ARC

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Eiaculazioni precoci




Ciò che succede a letto è  il bignami che narra la qualità della relazione tra due partners. Poche spinte pelviche e ..... "Mi dispiace, è successo nuovamente". L'eiaculazione precoce è  la disfunzione della sessualità maschile più diffusa. E' automatico pensare all'uomo come portatore di questo tremendo disagio che può minare seriamente la stabilità di una vita relazionale di coppia. Spesso però l'eiaculazione precoce è solo la rappresentazione concreta sul piano sessuale di tante eiaculazioni precoci di coppia, e di tanti trattamenti precoci...

Luca aveva solo 21 anni quando si rivolse ad uno specialista per parlare della sua problematica sessuale.

"Avevo 21 anni ed ero molto innamorato della mia partner. Avevo iniziato la mia vita sessuale un po' tardi rispetto ai miei amici e compagni di scuola. A 18 anni ho avuto il mio primo rapporto sessuale completo in occasione di una festa organizzata per festeggiare il nostro diploma. Era andato tutto bene, ma quelle erano storie di una sera..."

Luca ha avuto il suo primo rapporto sessuale a 18 anni perchè solo allora si era sentito pronto.

"E' stato un momento in cui avevo ripreso fiducia in me stesso e avevo capito che potevo attrarre sessualmente una ragazza, e che non ero il classico bravo compagno di scuola che si cerca solo per i compiti e le versioni di greco".

Durante il secondo anno di università Luca conosce Eleonora, una sua coetanea della quale si innamora.

"E' proprio li che iniziai a sperimentare degli episodi di eiaculazione precoce. Ricordo la sensazione, quel cuore che pensavo per me e Eleonora, lentamente si stava trasformando in un orologio che ogni volta, sempre più duramente, mi segnalava la mia incapacità e scavava un metro in più nella fossa della mia disperazione, che mi allontanava da lei".

Luca decise di richiedere aiuto.

"Prendi questa prima dei rapporti sessuali. Vedrai che ti farà bene all'autostima... eh.... andrai forte. Mi dirai...!!"

Il professionista, animato dalle migliori intenzioni,  molto precocemente e con un pizzico di voyeurismo, prescrive a Luca una Sex Pill.

"Per un po' di tempo sembrava funzionare e riuscivo ad avere un rapporto sessuale senza eiaculare dopo poche spinte pelviche, ma dopo qualche anno il problema si è ripresentato in una forma più grave. Ora il minimo contatto mi provoca l'eiaculazione e il farmaco non funziona più".


Luca arriva all'attenzione del sessuologo solo dopo anni di disturbo mascherato dagli effetti della Sex Pill: il sintomo è più grave e l'attuale partner di Luca vuole lasciarlo.
L'eiaculazione precoce è una disfunzione sessuale che viene sperimentata dall'uomo, perchè una donna non potrebbe mai rispondere sul piano sessuale in maniera precoce, per un fatto fisiologico ed anatomico. Esistono però tante donne che sono precoci... ma ne parleremo nelle prossime settimane nella seconda parte di questo articolo.

Gli uomini che sperimentano questo disagio nella propria risposta sessuale condividono la sensazione di non riuscire a controllare le sensazioni pre-orgasmiche e spesso si sentono come investiti dalla pesante emozione di sentirsi incapaci e sessualmente deboli.

Negli ultimi anni l'eiaculazione precoce è diventata una vera étoile. Sul web basta digitare questa parola per perdersi nelle centinaia di articoli - tanti dei quali clonati all'ennesima potenza -  ma fondamentalmente con l'obiettivo di promettere magiche risoluzioni a questo disagio della vita sessuale.

E' frequente riscontrare che uomini che soffrono di eiaculazione precoce in realtà possono controllare il loro riflesso orgasmico durante la masturbazione.

Ma allora la pillola a chi serve?

All'uomo che vuole ripristinare subito la sua risposta sessuale senza considerare la/il partner?
Al professionista precoce?
O alla coppia? dove spesso la partner aspetta a casa l'esito della messa a punto effettuata dallo specialista.

L'eiaculazione precoce, oltre ad essere un'evidente risposta della sessualità maschile che si manifesta nel rapporto sessuale di coppia,  è inevitabilmente un messaggio che la coppia è importante venga orientata a capire.
La velocità orgasmica racconta molti aspetti della coppia che sperimenta questo disagio, a patto che si parli di un disturbo dove venga esclusa la componente organica di questo disagio (neurologica, urologica e iatrogena).
Per evitare il cronicizzarsi di questo disturbo come nel caso di Luca, è importante iniziare a pensare un percorso di valutazione integrata per la propria disfunzione sessuale, ovvero, che congiuntamente valuti gli aspetti organici, psicosessuali e relazionali.

La sessualità non coincide con l'eiaculazione, e prescrivere solo un farmaco rinforza questo paralizzante messaggio. Il sintomo sessuale è (al di la della biologia e dell'aiuto farmacologico) la storia di una coppia, l'intrecciarsi di due storie sessuali ed affettive individuali e i disagi e le difficoltà che lo stare assieme comporta. Prestare attenzione alla vita di coppia e decidere di affrontare assieme la propria disfunzione sessuale significa iniziare ad occuparsi dell'aspetto affettivo e relazionale della vita a due, e del proprio mondo emozionale, superando l'idea che la sessualità sia determinata limitatamente dalla dimensione ludica e fisiologica.



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Problemi sessuali di coppia: "Mi capisce anche quando non parlo"



La qualità della relazione intima e sessuale di una coppia è uno degli indici del benessere comunicativo, affettivo e relazionale tra i due partners. Il manifestarsi di una problematica sessuale rappresenta spesso la traduzione in linguaggio non verbale di ciò che i partners si comunicano tra di loro verbalmente, e talvolta inconsapevolmente.  "Mi capisce anche quando non parlo": una vera e propria pozione velenosa che lentamente divora la coppia.
"Mi capisce anche quando non parlo" è una delle tipiche frasi che tanti partner sbandierano come il massimo dell'equilibrio raggiunto, come la perfezione e ciò che tutti vorrebbero.
Spesso la percezione di essere capiti e di capirsi anche senza parlare si trasforma in sintomo quando una coppia non riesce ad affrontare gli aspetti affettivi ed emotivi che lo stare assieme richiede.  
All'inizio di una relazione amorosa, nella fase del sogno dell'amore romantico, i due partners affrontano una situazione di coppia spesso tratteggiata da alcune frasi tipiche: "Intuisco i tuoi pensieri", "Ci capiamo senza parlare", "Penso come te".   L'equazione che rappresenta questa fase è la seguente: 1 + 1 = 1

Rita  e Carlo hanno una relazione da circa sei anni. E' Rita che decide di rivolgersi ad un sessuologo spinta dai pensieri ed emozioni che prova verso sè stessa e il suo modo di vivere la sessualità. Da qualche tempo Carlo si lamenta spesso perchè Rita non riesce ad assecondare i suoi bisogni e desideri sessuali, accusandola di essere "goffa", "poco disinibita", "castigata" e "noiosa".  Ogni volta che Carlo prende l'iniziativa sul piano sessuale, Rita aggiunge un carico in più al suo senso di inadeguatezza, come donna e come partner.

(...) Il problema sono io, Carlo mi rimprovera spesso di essere troppo passiva e sento che vorrebbe più intraprendenza, ma io sinceramente non so più che fare perchè non me lo dice a parole, lo devo capire e basta. Mi sento confusa su ciò che sento, non ho mai avuto un carattere aggressivo, mi sentirei idiota a mimare uno spogliarello erotico davanti a lui! (...)

Così Rita racconta la sua storia con Carlo, con il quale ha confezionato una pozione velenosa che ha garantito loro una vita sessuale bloccata all'aspetto erotico. Carlo ormai ha smesso di richiedere spogliarelli, l'utilizzo di sex toys e la visione di materiale pornografico, tutti elementi finalizzati e destinati a concludersi con l'atto sessuale e l'orgasmo. 

(..) per poi girarsi subito dopo e russare dopo due minuti esatti (...)

E' stato ed è quasi sempre Carlo a prendere l'iniziativa sui i rapporti sessuali. Capita talvolta invece che Rita si senta maggiormente responsiva sessualmente e si avvicini a Carlo nel tentativo di fargli capire che ha voglia di baci, carezze, intimità. Ma anche lei non sa chiedere.

I rapporti sessuali rappresentano una parte della vita di una coppia dove la dimensione biologica, culturale, relazionale, affettiva si mostrano nella loro massima potenza e talvolta spaventosa realtà. Non si mente mai a letto, e Rita e Carlo hanno iniziato un percorso di coppia per capire cosa è successo al loro rapporto.


L'ingrediente principale dell'intimità è rappresentato dall'affetto che implica la condivisione, l'accoglienza delle differenze reciproche, l'accettare che l'altro possa entrare in contatto anche con la parte più fragile. Il legame di intimità tra due persone si basa sul rispetto delle differenze del partner e l'accoglienza del modo di sentire l'altro. L'intimità predispone i partners a vivere l'area sessuale della loro vita di coppia in modo più completo, disinibito e autentico.

Perchè parlare di comunicazione con un sessuologo?

Una buona sintonia sul piano sessuale implica l'appropriarsi di alcune capacità comunicative, che risultano essere indispensabili e di vitale importanza per il benessere sessuale della coppia. Essere capaci di esprimere le proprie emozioni ed esigenze personali e di coppia in modo comprensibile per l'altro (a livello verbale e non verbale), comprendere e sentire i bisogni e le emozioni dell'altro, rappresentano abilità importanti che in terapia sessuale aiutano i partners a ristabilire una relazione sessuale equilibrata e rispettosa dei vissuti di entrambi.



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Problemi sessuali di coppia: "Non ti riconosco più"



"Non sei più quello di una volta", "Non avrei mai creduto tu potessi essere così": queste sono solo alcune delle frasi di constatazione che la vita con il/la partner sta andando diversamente da come ci si aspettava. Spesso dietro una problematica sessuale di coppia si cela il problema della disillusione, una fase della vita a due che poco alla volta vede, nell'evoluzione del rapporto, il diminuire dell'esclusività dell'interesse per il partner e l'apertura della coppia ad altri contesti e persone.

 La disilussione è un processo positivo di riconoscimento della realtà propria e dell’Altro e dell’integrazione del ciclo di vita individuale e del ciclo di vita della coppia, perché la coppia ,così come l’individuo, nel passare del tempo va incontro a cambiamenti. Queste trasformazioni possono riguardare entrambi i partner o prevalentemente uno di essi: questo vuol dire che nella coppia possono esserci velocità diverse e si devono riconoscere, accogliere e accettare le diversità di cui è portatore l’Altro.


L'intensità delle emozioni che cavalcano la disillusione di una coppia è l'esito del modo in cui i due partners sono cresciuti, spesso uno accanto all'altro, e poco "assieme all'altro".
La storia di coppia dove i partners crescono uno accanto all'altro (quasi a farsi compagnia) vede un evolvere di pensieri, un cambiamento nelle esigenze, nel mondo interiore, nei desideri, nella visione della vita.

Ma perchè ad un certo punto si ha la percezione
"di non si riconoscere più il/la partner"?

Spesso il problema è l'assenza di uno spazio di coppia, che si identifica nel "Noi": questo spazio è il luogo privilegiato per comunicare i cambiamento, o essere recettivi a quello che il/la partner cerca di comunicarcare.

Talvolta però il problema affonda le proprie radici nelle difficoltà relazionali presenti all’interno della coppia: la risposta sessuale, il desiderio sessuale e la vita intima sono fra i primi tasselli della vita di coppia a risentire di una convivenza caratterizzata dalla mancanza di comunicazione e di comprensione reciproca, del tutto priva di scambi affettivi, tipica di partners che hanno rinunciato alla condivisione delle proprie emozioni e stati d’animo.

Quali sono i principali motivi di disillusione in una coppia?

-     Il partner si rivela in parte diverso/a da come si credeva o si sperava che fosse;
-      I suoi "lati negativi", precedentemente già notati, si rivelano più difficili del previsto da tollerare;
-     Il tempo trasforma gli aspetti fisici e psicologici del partner e questo favorisce l'emergere di   aspetti indesiderati;
-     Ci si abitua ai pregi e alle gratificazioni che può procurare e, a causa di ciò, affiorano nell'altro partner bisogni più elevati;
-     Lo stesso partner che vive la disillusione si sta trasformando, ed è cambiato nel tempo nelle proprie esigenze ed aspettative, e questo può portare ad un allontanamento dal partner precedentemente scelto;

Questi elementi minano la fiducia ed entusiasmo, e si può incorrere nel rischio di dare per scontato che l'altro sappia cosa genere il nostro piacere o dispiacere: "Mi capisce anche se non parlo", è una frase tipica di questo rischio.
La comunicazione efficace all'interno di un rapporto di coppia presuppone alcune dimensioni indispensabili per il superamento della disillusione.


(Continua nei prossimi giorni...)





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4 Settembre 2010: Giornata Mondiale della salute sessuale




La salute sessuale è uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale legato alla sessualità che non è riducibile all'assenza di malattia, disfunzione o infermità. Pubblico con molto piacere la notizia di un evento molto importante, a cui già in tantissimi hanno deciso di aderire.
Sabato 4 Settembre 2010 la World Association for Sexual Health celebrerà in contemporanea in 30 paesi diversi la 1° giornata mondiale della salute sessuale. L'evento italiano è a cura dell'Università La “Sapienza” di Roma, in collaborazione con la Cattedra di Psicologia dello Sviluppo Sessuale della Prof.ssa Chiara Simonelli e l'Istituto di Sessuologia Clinica.

La sessualità è un'espressione complessa dell'essere umano che vede coinvolti aspetti psicologici, biologici e culturali. Spesso le persone quando parlano di salute si riferiscono solitamente all'essere privi di disturbi o di malattie. I recenti sviluppi delle discipline psicologiche hanno invece visto affermarsi rapidamente un'ottica diversa, non più di riparazione del danno, bensì di promozione alla salute.
È ormai riconosciuto ed acquisito che la sessualità rappresenta un aspetto centrale dell'esistenza umana nell'arco della vita che racchiude il sesso, l'identità e i ruoli di genere, l'orientamento sessuale, l'erotismo, il piacere, l'intimità e la riproduzione. La sessualità è vissuta ed espressa nei pensieri, nelle fantasie, nei desideri, nelle credenze, nelle attitudini, nei valori, nei comportamenti, nelle pratiche, nei ruoli, nelle relazioni, ed è influenzata dall'interazione di svariati fattori, tra questi quelli biologici, psicologici, sociali, economici, politici, culturali, etici, legali, storici, religiosi e spirituali.


L'evento organizzato dalla World Association for Sexual Health vuole rappresentare un momento di riflessione e costruzione di un clima più adatto alle discussioni sulla sessualità, alla diffusione di una corretta informazione e educazione alla sessualità, la conduzione di strategie di prevenzione che comprendano interventi a livello territoriale, il facilitare l'accesso alla cura per problematiche sessuali, l'incremento della ricerca sulla sessualità umana e la valutazione di programmi costruiti per la promozione della salute sessuale.






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Problemi sessuali di coppia: la comunicazione tra i partners



I partner di una coppia comunicano tra loro non solo quando parlano: i loro sguardi, il modo in cui si osservano l'un l'altro, la qualità del loro ascoltarsi, il come e dove si toccano, il cercare il profumo dell'altro: tutti elementi alla base delle impressioni ed emozioni che un individuo formula sulla propria coppia e su ciò che il/la partner può pensare. Ciò che avviene nel letto di una coppia esprime senza eccessivi dubbi agli occhi di un esperto la qualità della comunicazione tra i partners.
L'aumento di litigi, il vortice di malintesi, il manifestarsi di una problematica sessuale, il sentirsi soli e non più in due, il continuo lamentarsi sulla propria insoddisfazione sessuale piuttosto che osservare l'intesa e l'intimità di coppia ormai in frantumi, sono tutti elementi che suggeriscono a un numero sempre più crescente di persone (indistintamente uomini o donne) la richiesta di una terapia psicologica e sessuale per le problematiche di coppia


Mentre la metà dei divorzi si produce nei primi sette anni di matrimonio, diverse ricerche hanno mostrato che all'inizio di una relazione sentimentale le persone sperimentano soddisfazione circa il legame con il/la partner e mostrano un atteggiamento di impegno ed ottimismo rispetto all'avvenire della loro relazione. E' molto frequente riscontrare la difficoltà ad immaginarsi che quella relazione che in quel momento garantisce soddisfazione e per la quale ci si impegna a portare avanti potrebbe, con il tempo, degradarsi.

"Veronica non è più quella di prima: mi rimprovera dicendomi che quando ci siamo fidanzati
io ero una persona diversa. Cosa posso fare per essere quello di prima?
Non ne posso più di sentire le sue lamentele".

Così inizia il racconto di Fausto, un uomo di 34 anni che richiede una consulenza sessuologica perchè da qualche mese l'assenza e la sensazione di una forte resistenza ad impegnarsi in attività sessuali con la propria partner si sta trasformando in un vortice di emozioni distruttive e continui litigi.

Fausto arriva in terapia sessuale con la consapevolezza che nella relazione tra lui e Veronica manchi qualcosa di importante: un elemento di cui non conosce ancora il nome, ma che è percepito come fondamentale e in grado di funzionare come un collante, un facilitatore della (ri)costruzione dell'intimità e della comprensione nella coppia.

Elisabetta e Carlo sono una giovane coppia al loro quinto anno di matrimonio. E' stato Carlo a fissare un appuntamento per una consulenza sessuologica, in quanto da circa tre anni soffre di eiaculazione precoce.
La situazione è andata a peggiorare dopo la nascita del primo figlio.  
L'appuntamento è stato fissato alle 10 di un freddo giovedì di Febbraio.
Ore 10:10 - Elisabetta e Carlo non sono ancora arrivati all'appuntamento e il sessuologo attende la coppia nel suo studio con due sedie vuote davanti. Squilla il telefono. Il rumore del traffico, e un sottofondo di lamentele pronunciate da una voce femminile, lasciano emergere una soffocata voce maschile. E' Carlo, che chiama il sessuologo per scusarsi e lo avvisa su ulteriori 15 minuti di ritardo.
Elisabetta e Carlo arrivano 20 minuti prima della conclusione del loro primo incontro con il sessuologo e la loro problematica sessuale. Il sessuologo ha loro aiutato a capire che già da quel primo incontro il messaggio che loro stessi hanno inviato l'uno all'altro era molto chiaro: "Fare di tutto per non stare assieme". Eppure anche Elisabetta e Carlo all'inizio della loro storia non avrebbero mai pensato che tutto potesse modificarsi in questo modo.

Perché queste coppie non sono state capaci di mantenere
la loro soddisfazione ed il loro impegno?

Nella fase di innamoramento è frequente che i due partners si mostrino particolarmente propensi all'ascolto e al dialogo, alla spinta a farsi conoscere dall'altro e alla curiosità di conoscere l'altro. Spesso è proprio questo che fa innamorare.

E' in questa fase che la coppia inizia a costruire un nuovo spazio: il Noi.

Con il passare del tempo questo spazio può ridursi progressivamente, a seguito di svariati fattori: problematiche sul lavoro, nascita dei figli, calo del desiderio sessuale .. sono sono alcuni esempi.

Gli indicatori del ridursi della dimensione del Noi sono visibili nella qualità della comunicazione tra i partners, infatti, questa si fa più essenziale e, nonostante alcuni partners continuino a comunicare tra di loro, comunicano sempre di meno su di loro, su come si sentono, su come stanno vivendo il rapporto con l'altro, sui sentimenti che provano ma non hanno il coraggio di esprimere all'altro, sulle loro frustrazioni e desideri nella vita sessuale.

Fausto, Veronica, Carlo ed Elisabetta sono solo due esempi di coppie composte da  persone che trascorrono anni in silenzio e che nel frattempo hanno continuato a crescere (in solitudine) pur nell'illusione di considerarsi ancora in coppia.  Nella vita di queste coppie ci sono degli eventi che ogni tanto fanno incrociare il percorso di Fausto con quello di Veronica, quello di Carlo con quello di Elisabetta:
il risultato spesso è quello di (ri)scoprirsi diversi, di riconoscere l'altro sempre più distante e lontano dalla persona che era all'inizio della relazione, quando ancora si pensava a costruire un Noi ricco di aspettative e speranze che alimentavano il desiderio di fare un percorso di vita insieme e perseguire un progetto comune.

Sentirsi traditi, illusi, delusi e quasi ingannati dal proprio partner è una delle reazioni tipiche a questo groviglio di emozioni.

Fine prima parte


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Un momento di riflessione



Un foglio bianco senza valore
era la mia vita.
Il verde mi ha fatto crescere,
il rosso mi ha dato l'ardore,
il giallo la lealtà e la fermezza,
l'azzurro la purezza,
il rosa la speranza,
il grigio la tristezza
e per finire questo acquarello
il nero mi darà la morte.
Da allora
io amo la vita,
perché amo i colori.
 
(I colori della vita di Wen I-Tuo
Tratto da Poesia Moderna Cinese)
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Quando il tempo diventa un problema: l'eiaculazione ritardata



Per troppo tempo l'idea dell'uomo che non deve chiedere mai ha costretto più o meno indirettamente tante donne a rivolgersi al più ampio corollario di specialisti per i disturbi sessuali. Stremate da questi uomini instancabili, la donna dell'eiaculatore impossibile ha spesso pensato per sè stessa la possibilità di soffrire di un disturbo dell'eccitazione o del desiderio sessuale o in generale di avere qualche mancanza dal punto di vista sessuale. Tra i disturbi dell'orgasmo maschile, l'eiaculazione ritardata è quella disfunzione che rinforza l'immagine del super-uomo che non cede mai. Sono in tanti coloro che sventolano i loro risultati:
"Posso durare anche per un'ora se mi concentro". 
Questo il curriculum esibito per la prossima conquista sessuale, ma l'eiaculazione ritardata è una disfunzione della sessualità maschile.

E' frequente riscontrare nella clinica sessuologica che un uomo che ha sofferto di eiaculazione ritardata si rivolga all'attenzione del sessuologo clinico quando subentrano altre disfunzioni sessuali:
la disfunzione erettile è una di queste.
 Perchè?
Il poter controllare totalmente il riflesso eiaculatorio non ha niente a che fare con questa disfunzione della risposta sessuale maschile. L'eiaculazione ritardata è al contrario un'inibizione del riflesso eiaculatorio, tale che l'uomo che ne è affetto, pur mantenendo un'intatta capacità erettiva e un desiderio sessuale integro, non è in grado di eiaculare nel coito o in altre attività sessuali.

Luca è un ragazzo di 27 anni. E' sempre stato considerato dai suoi partner sessuali come un'instancabile amante. Di aspetto gradevole e spiccata intraprendenza, Luca negli anni ha collezionato tanti partner sessuali. Da circa un anno ha conosciuto Antonello, un ragazzo della sua stessa età, con il quale ha iniziato una relazione sentimentale. Luca arriva alla consulenza sessuologica dicendosi di essere tranquillo e di non aver fatto così tanta fatica a contattare un sessuologo:

"Dottore io non so cosa mi stia succedendo, ma da qualche tempo non riesco più a mantenere l'erezione durante il rapporto sessuale.
Non avrei mai pensato potesse succedermi qualcosa del genere. 
Non mi riconosco più".

Luca si rivolge al sessuologo per un problema di disfunzione erettile. In realtà dalla storia della sua sessualità emerge una situazione dove Luca per diversi anni ha sperimentato l'eiaculazione ritardata. 
Un uomo che soffre di eiaculazione ritardata spesso non percepisce questo aspetto della sua sessualità come un problema, ma lo esibisce come trofeo.
Una delle caratteristiche degli uomini che manifestano i sintomi dell'inibizione dell'orgasmo (eiaculazione ritardata, o assenza di eiaculazione) è quella di impegnarsi in un costante lavoro mentale (spesso non consapevole) di accelerazione dell'evento eiaculatorio, nel tentativo di percepire il numero più svariato di sensazioni. Luca e tanti altri uomini che soffrono di eiaculazione ritardata si mostrano spesso molto attenti ed è proprio questa attenzione che impedisce il lasciarsi andare all'immaginazione. Il rapporto sessuale risulta  minimizzato solo alla sua concretezza e il crescente controllo cosciente impedisce proprio l'esclusione delle emozioni, cioè di quella momentanea perdita di coscienza che accompagna e caratterizza l'esperienza orgasmica.

Elisa è una giovane ragazza di 22 anni:

"Dottore non so più cosa fare. Il mio fidanzato impiega tanto tempo prima di eiaculare. Ad un certo punto a me fa molto male continuare e desidero interrompere. E' li che inizia l'inferno: Luca si arrabbia tanto e non capisce che i nostri tempi sono diversi e che io ad un certo punto devo interrompere perchè provo dolore. Non sento quanto per lui è sufficiente, sembra non bastargli mai".

I partner e le partner di questi uomini sono solitamente turbati da queste condizioni quanto di ogni altra disfunzione sessuale e, tendono, con atteggiamento paranoico, ad interpretrare il problema del compagno come un rifiuto personale o come un loro deficit nella risposta sessuale. Raramente pensano alle prestazioni dell'eiaculatore impossibile come un problema.

L'eiaculazione ritardata sembra essere prevalentemente un disturbo di natura psichica, anche se malattie, ferite, interventi chirurgici e farmaci possono influenzare il riflesso eiaculatorio: l'analisi dei fattori che li hanno prodotti consente di affrontare il problema in modo specifico e quindi di risolverlo.


Tra le cause psicologiche più comunemente riscontrate nell'insorgenza dei disturbi dell'orgasmo maschile troviamo schemi mentali disfunzionali (solitamente ragionamenti erronei, pensieri irrazionali, immagini distorte, aspettative irrealistiche), emozioni assenti, o troppo intense, e comportamenti disadattativi della persona. Nell'eiaculazione ritardata la fase di eccitazione è intatta, pertanto l'erezione è mantenuta, ma non sono in grado di eiaculare o incontrano grande difficoltà nel farlo, anche se hanno il desiderio di avere un'orgasmo.

Esistono varie tipologie di eiaculazione ritardata. Si va dall'episodio isolato in cui il disturbo si verifica solo in alcune situazioni particolarmente ansiogene alle situazioni più gravi in cui un uomo non ha mai provato un'orgasmo. tra questi due estremi c'è tutta una serie di forme intermedie, la più comune delle quali è quella dell'uomo che non riesce ad avere un'eiaculazione durante la penetrazione, ma solo attraverso la masturbazione.

(Fine II parte - Quando il tempo diventa un problema)

Presto la III parte

Leggi anche Quando il tempo diventa un problema: L'eiaculazione precoce
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Quando il tempo diventa un problema: l'eiaculazione precoce




E' stata sempre una credenza molto diffusa quella che ha considerato le problematiche sessuali maschili come esito di un naturale processo di invecchiamento, oltre che una sorta di fatalità biologica destinata a pochi. Oggi sappiamo che le disfunzioni sessuali maschili sono molto diffuse ed è altrettanto accertato che sono tanti gli uomini che ne soffrono e che non hanno il coraggio di richiedere aiuto.
Secondo gli ultimi dati della ricerca Eurisko l'eiaculazione precoce è la più frequente disfunzione sessuale maschile: circa il 90% degli uomini hanno sperimentato almeno un episodio di eiaculazione precoce nel corso della loro vita mentre il 40% della popolazione maschile ne è afflitto.
Poche spinte pelviche e si arriva subito alla fine: l'eiaculazione precoce pone immediatamente termine al rapporto sessuale.  L'eiaculazione precoce è la condizione per cui un uomo sperimenta difficoltà nel controllo volontario del riflesso eiaculatorio, per cui, in condizione di eccitazione sessuale (come spesso succede agli uomini affetti da eiaculazione precoce)  raggiunge l'orgasmo prima della donna nella maggior parte dei rapporti, con qualsiasi donna e qualsivoglia tipo di rapporto.

Giovanni ha 28 anni ed è coniugato con Loredana da 4 anni. Giovanni proviene da una famiglia che lui stesso definisce molto chiusa in tema di sessualità: nessuno ha mai parlato di sessualità. Racconta di aver vissuto tutta la sua pre-adolescenza e adolescenza cercando di immaginare quale fosse l'atteggiamento più opportuno da assumere nella sessualità e nei confronti della masturbazione (spesso vissuta con forti sensi di colpa). Non ha mai seriamente parlato di sesso con i propri amici o compagni di scuola.
Ha conosciuto Loredana a 18 anni in un'associazione di volontariato: per entrambi è stata la prima esperienza sentimentale e sessuale che li ha precocemente (secondo Loredana) portati al matrimonio.
Entrambi si sono sempre poco occupati della loro sessualità:

"Si, abbiamo avuto certamente rapporti sessuali, ma non sapevo che
ciò che sperimentavo aveva il nome "eiaculazione precoce".

Durante una serata con amiche, Loredana si è lasciata andare a delle "piccole confidenze" e confrontando i racconti delle esperienze delle amiche con il suo, ha scoperto il nome del problema che si manifestava durante i rapporti sessuali con Giovanni e sembrava giustificare la sensazione di malessere e rabbia che era solita sperimentare dopo i rapporti sessuali.
Loredana non intende più aspettare e fissa un appuntamento di coppia dal sessuologo.

Attribuire l'etichetta "precoce" al termine eiaculazione è un'azione molto semplice da fare, ma è importante porsi alcune domande:
"La mia eiaculazione è precoce rispetto a cosa?"

L'eiaculazione può essere precoce rispetto al confronto tra rapporti sessuali precedentemente vissuti e quelli attuali; il rapporto sessuale può concludersi velocemente con partner occasionali e non con la propria partner. L'eiaculazione precoce può essere il risultato di una difficoltà di eccitazione della partner.
Spesso le partner dell'uomo affetto da eiaculazione precoce soffrono loro stesse per una problematica sessuale: disturbi del desiderio e dell'eccitazione sessuale sono tra i più frequenti.
Un'eccessiva stimolazione può portare ad un'eiaculazione precoce proprio quando il desiderio della partner è diventato responsivo.

L'eiaculazione precoce riguarda non solo le coppie eterosessuali ma anche quelle omosessuali, anche se l'incidenza in queste ultime e' decisamente inferiore a quella esistente nei rapporti eterosessuali poiché é il senso di incapacità di dare alla partner soddisfacimento che angoscia fortemente il maschio, e sopratutto perchè diversi studi hanno messo in evidenza come gli omosessuali mostrino una tendenza ad un maggiore controllo del riflesso eiaculatorio per tutta una serie di motivi, tra questi, la maggiore esplorazione del proprio corpo e l'utilizzo della masturbazione.

Luca ha 32 anni e ha una relazione con Luisa da quasi 3 anni:
"Dottore, non so più cosa fare, ora cerco di spiegarLe cosa succede: appena mi spoglio e sfioro Luisa è tutto già finito ancor prima di cominciare". Spesso l'eiaculazione precoce si verifica al minimo contatto.

Agli inizi della vita sessuale, la mancanza di confidenza e di esperienza porta ad una rapida eiaculazione, spesso a causa dell'ansia e dell'incapacità a controllare le forti emozioni. Un po' come avviene in una pentola a pressione: il vapore deve fuoriuscire, altrimenti c'è il rischio che esploda.
In terapia breve sessuale le coppie che si rivolgono ad un sessuologo hanno modo di costruire ciò che io chiamo una nuova piattaforma orgasmica.
Spesso sono le partner di sesso femminile che si sentono nuovamente pronte per iniziare un nuovo capitolo della vita sessuale di coppia: è proprio questo il momento in cui loro diventano un importante elemento del processo terapeutico e dell'esecuzione dei compiti che il sessuologo assegna alla coppia come compito da svolgere a casa tra una seduta e l'altra.

Le cause dell'eiaculazione precoce possono essere organiche, psicologiche o miste. Il fenomeno dell'eiaculazione è il risultato di una complicata integrazione tra diverse funzioni dell'organismo: il sistema nervoso, quello muscolare, e la componente psico-emotiva, la quale influenza il modo in cui l'eccitazione sessuale viene percepita. E' molto importante che venga adeguatamente indagata sia la natura psicosessuologica e relazionale di coppia e sia organica (presso un urologo-andrologo) al fine di porre una corretta diagnosi.
(Fine prima parte)


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Chiamare un sessuologo: istruzioni per l'uso



Contattare un professionista della salute sessuale è considerata una scelta difficile da prendere nonostante la presenza di disagio nella sfera sessuale individuale e relazionale di coppia. Spesso si preferisce pensare che tutto passerà, che le liti di coppia svaniranno e che la sessualità riprenderà a funzionare perfettamente. Non succederà. Perché è così difficile prendere il telefono e chiamare?
E’ la paura delle parole, un sentimento parecchio diffuso che si accompagna spesso alla sfiducia nel processo terapeutico che avviene attraverso la relazione e l'utilizzo degli strumenti della comunicazione. Per tante persone sembra impossibile pensare che sintomi come un l'eiaculazione precoce, i sintomi depressivi in menopausa, i disturbi da dolore sessuale e tanti altri possano avviarsi verso il loro depotenziamento e risoluzione attraverso una terapia breve sessuale.


“Non avrei mai detto che il dolore al rapporto sessuale potesse dipendere da tutti questi aspetti della mia vita”, così con soddisfazione si racconta Lucia, 32 anni, all’ottava seduta di terapia breve sessuale per una dispareunia, un disturbo della sessualità femminile caratterizzato da dolore nell'area vaginale o della pelvi durante un rapporto sessuale

Quando è il caso di contattare un sessuologo?

Ci si rivolge a un terapeuta del sesso per superare blocchi e difficoltà giudicati preoccupanti per sé stessi e per la coppia: calo del desiderio sessuale, dolore durante i rapporti, disturbi della sessualità maschile come l'eiaculazione precoce e la disfunzione erettile, disturbi affettivi  e relazionali di coppia, problematiche e pratiche sessuali diventate ormai fonte di sofferenza. Nuove disfunzioni sessuali, come la sindrome da eccitamento persistente e sindromi dolorose. Le problematiche sessuali individuali e di coppia possono essere sia nella sfera eterosessuale, sia omosessuale, bisessuale o transessuale.
Dal sessuologo arriva la coppia eterosessuale di mezza età, così come la coppia di giovani omosessuali.

Quale può essere un esempio di situazione da portare all’attenzione del sessuologo?

Carla ha 26 anni e richiede una consulenza sessuologica perché Giovanni soffre di eiaculazione precoce e da quasi un anno lei non prova più nessun piacere durante i rapporti sessuali.
“Dottore, Giovanni soffre di eiaculazione precoce e io non provo alcun piacere. Come si può risolvere questo problema?”
Carla e Giovanni sono un esempio di una coppia che spesso mi piace descrivere come un tavolo da ping-pong. Entrambi si “palleggiano” le responsabilità. Andare da un sessuologo ha aiutato Giovanni a risolvere le sue difficoltà (grazie a semplici esercizi pratici e l’affiancamento di una terapia farmacologica prescritta dall’andrologo) e Carla ad approfondire la conoscenza di sé, con effetti positivi sul piacere sessuale.
Insieme hanno imparato a compiere un passo in direzione dell’altro: questo ha reso loro una sessualità appagante ed emozionante.

Qual è la formazione che ha seguito un sessuologo?

In Italia i sessuologi clinici sono professionisti laureati in medicina e chirurgia o psicologia e abilitati all’esercizio della professione che hanno frequentato dei corsi di formazione quadriennale in sessuologia clinica e hanno affrontato un duro training di analisi individuale, tutti elementi fondamentali volti all’acquisizione di competenze teoriche e tecniche necessarie alla consulenza e all’intervento in campo sessuologico individuale e di coppia.

E’ vero che il sessuologo prescrive esercizi pratici durante la terapia?

Si. Gli esercizi sono vere e proprie prescrizioni inserite all’interno di un percorso terapeutico individuale o di coppia. Le prescrizioni non vengono eseguite durante le sedute, bensì nell’intervallo tra una seduta e l’altra, a casa propria, da sole, con il partner e, in generale, nella vita quotidiana (carezze, scelta di determinate posizioni sessuali, contrazione della muscolatura perineale, prescrizione di comportamenti ecc….). Una terapia sessuologica si articola in diverse sedute in caso di disturbo lieve, ma può richiedere più sedute se la problematica è più profonda. Generalmente dopo i primi 10 incontri si possono notare un progressivo depotenziamento della sintomatologia.
La valutazione è correlata al tipo di problematica, la tipologia di intervento (se individuale o di coppia) e dalla collaborazione del paziente o della coppia al processo terapeutico. Il trattamento viene interrotto se il paziente o la coppia non trae vantaggio dall’intervento e se il sessuologo ritiene che per quel caso sia necessario un altro tipo di intervento.

Dal sessuologo si va da sole/i o accompagnate/i dal/dalla partner?

Inizialmente è importante e auspicabile adottare la soluzione più semplice. Se il/la partner non è disponibile, iniziate a venire voi. Capita spesso che alcune donne si sentono imbarazzate, colpevolizzate o umiliate dalla presenza del partner, altre invece la percepiscono come un sostegno. Ogni intervento viene costruito sul caso specifico: non esiste un protocollo di intervento predefinito ed applicabile a tutti.
La collaborazione di entrambi i partner si rivela preziosa in quanto permette di formulare una diagnosi più precisa, una conseguente scelta terapeutica più mirata e una maggiore garanzia nell’osservanza del trattamento.

Il mio/ la mia partner si rifiuta di rivolgersi ad un sessuologo. Come faccio a convincerlo?

Sono spesso gli uomini che si oppongono fermamente alla prospettiva di consultare uno specialista per problemi sessuali, come se fosse l’umiliazione suprema. Le motivazioni che vengono abozzate hanno le tinte più varie e sono individuabili da alcune precise affermazioni.

“Sei tu che hai un problema sessuale… io sto bene!” (Carlo, 32 anni)
E’ vero e falso allo stesso tempo: l’amore si fa in due! (il sessuologo)

"Non abbiamo così tanti soldi per pagarci una terapia dal sessuologo"
Una seduta di coppia dal sessuologo costa meno di una cena in ristorante, spesso consumata, per le coppie con un problema sessuale, tra sensazioni di fastidio e noia (il sessuologo)

"Prima o poi ci passerà"
Si può vivere nell’illusione momentanea che tutto sia risolto, ma rimandare una visita con uno specialista della salute sessuale spesso significa far si che il disturbo si cronicizzi (il sessuologo)

"Perché parlare della nostra vita sessuale ad uno sconosciuto che avrà tutto l'interesse di tenerci anni in terapia. Non credo ai sessuologi"
Il sessuologo è uno studioso del comportamento sessuale umano ed è uno specialista nell’intervento terapeutico individuale o di coppia. Il sessuologo è li per aiutarvi mettendo a disposizione professionalità, tecnica, cortesia e segreto professionale, elementi fondamentali per la comprensione e progettazione di un intervento volto alla risoluzione delle problematiche sessuali individuali e interpersonali di coppia.

(Fine prima parte)

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