Omaggio all'intensità di una donna



Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta e soltanto tu riesci ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra

Alda Merini, A tutte le donne, 2003

Alda Merini, illustre poetessa del 900 scomparsa lo scorso Novembre, a 78 anni, mentre fumava la sua ultima sigaretta, trasmette con i suoi versi la sua originalità, immenso coraggio, e una visione epifanica della realtà.
Oggi, immerse in una cultura di "stampini di plastica", di corpi perfetti, di sex symbol fatti di tacchi a spillo e labbra siliconate, molte donne soffrono perchè non riescono ad entrare in quello "stampino" e si scoraggiano per non trovare la strada della loro femminilità, del loro esser donne. Alda, da poetessa e donna, conosceva bene i pilastri dell'identità sessuale femminile: la seduttività, la maternità, ma anche l'eroticità che ci regalava nelle sue foto, e l'emancipazione attraverso il lavoro. Alda partiva da sé, dal suo corpo di donna, fuori da qualsiasi stampino preconfezionato. Lo esibiva senza vergogna e con schiacciante sincerità: lei, Alda, sapeva essere una donna. La sua poesia e il suo corpo sono un grande dono per tutte, una ri-appropriazione della femminilità attraverso la poesia e il corpo di una donna che ha raccontato quanto fosse difficile esserlo, in un mondo fatto di stampini di plastica.
Grazie Alda, per la tua resistenza.






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