Omosessualità e pedofilia: lo scandalo della "reductio ad unum"



Su uno scrittoio che lentamente si ricopre di testimonianze, in un clima gremito di fiacche voci umane che con coraggio trovano spazio per urlare dalle loro tetre stanze il dramma del silenzio, una scheggia corvina squarcia il celentiano Azzurro di un Italia diventata un grande negozio di Pinocchi di legno. Un universo di truci immagini di un estetico amor socratico ci espone all’effettività delle condotte di alcuni esponenti del clero: è la pedofilia.
Nei giorni scorsi, il numero due del magistero episcopale, Cardinal Tarcisio Bertone, sedutosi allo scrittoio, rovista tra le carte, avverte le testimonianze, maneggia quei pezzi di carta tanto leggera ma di robusto contenuto, testate giornalistiche dipinte dai racconti in tinta sanguigna delle vittime dalla fiacca voce, le quali trovano il coraggio di denunciare ciò che nel loro estenuante silenzio non hanno mai avuto il coraggio di dire.
In un’atmosfera già arroventata dalle polemiche sui presunti numerosi casi di pedofilia consumati all’interno del clero e dal dispotico atteggiamento nei confronti delle vittime, quale può essere una buona soluzione per “trovare una via d’uscita”?

Un cestino messo li in fondo a quella stanza che è la nostra società, un perfetto contenitore che accoglierà - accartocciate - tutte le testimonianze, il dolore e i documenti scomodi. Il cestino è pronto, va solo utilizzato, l’ultima carta da giocare prima di riconoscere sentimenti di vergogna e dolore per le azioni compiute. L’ultima pallottola da sparare in un periodo storico come questo, dove la cronaca ci racconta ancora di gravi casi di matrice omofoba. Il contenitore è abitato da un mondo di esseri “diversi”, uomini dalle sopracciglia rifatte che cantano, ballano, chiedono il diritto di potersi unire tra loro civilmente e poter vivere alla luce del sole, dei potenziali pazzi da etichettare come pedofili: gli omosessuali.

Il Cardinal Bertone ha utilizzato, come altri in passato, l’accostamento omosessualità e pedofilia, lasciando intendere che tale condizione, la pedofilia appunto, sia un fenomeno psicopatologico che si presenta congiuntamente alla condizione omosessuale.

Da esperto in sessuologia clinica rispondo: “Non esiste alcun legame verificato scientificamente che metta in relazione causa-effetto i fenomeni omosessualità e pedofilia”.

Il binomio pedofilia-omosessualità rappresenta una tra le idee più pericolose e dannose, se non la più falsa dal punto di vista scientifico e clinico, una reproba imprecazione che minaccia la dignità e la vita di milioni di persone omosessuali. Una mancanza di scrupolo e di autorevole cinismo perpetrato dalle gerarchie vaticane, le quali, stando ai fatti denunciati per anni hanno coperto i crimini sessuali a scapito di bambini e bambine innocenti. Molestare sessualmente un bambino è un reato orrendo ma ha poco a che fare con l’orientamento sessuale di una persona.

In questi giorni si è parlato di celibato e dell’astinenza sessuale come causa del comportamento pedofilo, dell’omosessualità come espressione di una struttura di personalità perversa che porta alla pedofilia. Le pedofilie sono tante, variegate e si sviluppano in contesti e situazioni molto diverse tra loro: cercare un’unica causa rappresenta una reductio ad unum, ed alimenta un’illusione rassicurante sul fatto che esista un’unica causa che porti a tali reati. Affermare che: “Se un incendio distrugge una casa è perché qualcuno ha buttato dentro benzina e appiccato il fuoco” può apparire risolutivo, ma che dire di quelle case che si incendiano a causa di un corto circuito?. “Un elemento ricorrente nella psicopatologia del pedofilo è di essere stato un bambino abusato”: è la teoria denominata catena dell’abuso. Secondo l’approccio reductio ad unum se prendessimo come vera questa frase non capiremo mai la pedofilia di chi non è mai stato abusato sessualmente in tutta la sua vita, e non capiremo come mai persone, uomini e donne, realmente abusate sessualmente e fisicamente nell’infanzia non siano divenute pedofile!

I soggetti pedofili riferiscono un’attrazione per bambini di una particolare fascia d’età. Alcuni soggetti preferiscono le femmine, altri i maschi; alcuni sono eccitati sia dai maschi che dalle femmine. Questo non ha niente a che fare con l’orientamento sessuale o semplicemente con l’essere omosessuali. Essere omosessuali significa investire affettivamente e avere rapporti sessuali con una persona del proprio sesso, con la quale si può creare un legame affettivo e un progetto di vita, così come nella variante eterosessuale. L’omosessualità è una variante non patologica della sessualità umana, e nessuno psicologo, psichiatra o studioso del comportamento sessuale umano può affermare il contrario, in quanto da 40 anni non è più presente nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, dell’American Psychiatric Association.

E’ importante che la Chiesa riconosca non solo la responsabilità dei fatti accaduti alle tante vittime che ormai stanno uscendo allo scoperto, ma che si scusi ufficialmente anche con la comunità omosessuale, cattolica e non, per le affermazioni infanganti e senza alcun fondamento scientifico che sono state portate all’attenzione del mondo intero e portando sofferenza alla comunità di omosessuali per averli additati per l'ennesima volta, reductio ad unum, come potenziali responsabili della pedofilia.

Anche in questo caso, il silenzio che viene offerto alla condizione omosessuale, il meccanismo di soffocamento del riconoscimento dei diritti, è un abuso e diventa doppio quando si tenta di attribuire delle colpe - scientificamente infondate – per fatti la cui responsabilità è altrui.

Mai più l’ipotesi reductio ad unum.

Allineare due dimensioni della sessualità umana così lontane - pedofilia e omosessualità - non ha senso e nessun fondamento scientifico: i veri omosessuali hanno scelto i destinatari del loro desiderio sessuale e di investimento affettivo, mentre un soggetto che soffre di pedofilia si trova in una condizione di impossibilità di vivere liberamente rapporti con adulti e coetanei consenzienti, in quanto questi ultimi sono vissuti come angoscianti e impegnativi e, pertanto, lo sbilanciamento del potere nella relazione sessuale con un corpo infantile diviene una frequente ed esclusiva modalità di portarsi al mondo.

Mai più il binomio omosessualità e pedofilia.


Responses

2 Respones to "Omosessualità e pedofilia: lo scandalo della "reductio ad unum""

Peter Boom ha detto...

Ottimo articolo! No alla reductio ad unum ambiguo di una chiesa immorale oltreché ridicola!
Allo stesso modo si potrebbe equiparare anche l'eterosessualità alla pedofilia. C'è ancora chi dice che una persona omosessuale non può fare il maestro di scuola dimenticando che allora anche l'eterosessuale non può fare il medesimo mestiere, perché si papperebbe tutte le bambine.
Bisognerebbe psicanalizzare le persone che escono fuori con certe affermazioni!
Peter Boom.


15 maggio 2010 08:19
Peter Boom ha detto...

Ottimo articolo! No alla reductio ad unum ambiguo di una chiesa immorale oltreché ridicola!
Allo stesso modo si potrebbe equiparare anche l'eterosessualità alla pedofilia. C'è ancora chi dice che una persona omosessuale non può fare il maestro di scuola dimenticando che allora anche l'eterosessuale non può fare il medesimo mestiere, perché si papperebbe tutte le bambine.
Bisognerebbe psicanalizzare le persone che escono fuori con certe affermazioni!
Peter Boom.


15 maggio 2010 08:19
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