Chiamare un sessuologo: istruzioni per l'uso



Contattare un professionista della salute sessuale è considerata una scelta difficile da prendere nonostante la presenza di disagio nella sfera sessuale individuale e relazionale di coppia. Spesso si preferisce pensare che tutto passerà, che le liti di coppia svaniranno e che la sessualità riprenderà a funzionare perfettamente. Non succederà. Perché è così difficile prendere il telefono e chiamare?
E’ la paura delle parole, un sentimento parecchio diffuso che si accompagna spesso alla sfiducia nel processo terapeutico che avviene attraverso la relazione e l'utilizzo degli strumenti della comunicazione. Per tante persone sembra impossibile pensare che sintomi come un l'eiaculazione precoce, i sintomi depressivi in menopausa, i disturbi da dolore sessuale e tanti altri possano avviarsi verso il loro depotenziamento e risoluzione attraverso una terapia breve sessuale.


“Non avrei mai detto che il dolore al rapporto sessuale potesse dipendere da tutti questi aspetti della mia vita”, così con soddisfazione si racconta Lucia, 32 anni, all’ottava seduta di terapia breve sessuale per una dispareunia, un disturbo della sessualità femminile caratterizzato da dolore nell'area vaginale o della pelvi durante un rapporto sessuale

Quando è il caso di contattare un sessuologo?

Ci si rivolge a un terapeuta del sesso per superare blocchi e difficoltà giudicati preoccupanti per sé stessi e per la coppia: calo del desiderio sessuale, dolore durante i rapporti, disturbi della sessualità maschile come l'eiaculazione precoce e la disfunzione erettile, disturbi affettivi  e relazionali di coppia, problematiche e pratiche sessuali diventate ormai fonte di sofferenza. Nuove disfunzioni sessuali, come la sindrome da eccitamento persistente e sindromi dolorose. Le problematiche sessuali individuali e di coppia possono essere sia nella sfera eterosessuale, sia omosessuale, bisessuale o transessuale.
Dal sessuologo arriva la coppia eterosessuale di mezza età, così come la coppia di giovani omosessuali.

Quale può essere un esempio di situazione da portare all’attenzione del sessuologo?

Carla ha 26 anni e richiede una consulenza sessuologica perché Giovanni soffre di eiaculazione precoce e da quasi un anno lei non prova più nessun piacere durante i rapporti sessuali.
“Dottore, Giovanni soffre di eiaculazione precoce e io non provo alcun piacere. Come si può risolvere questo problema?”
Carla e Giovanni sono un esempio di una coppia che spesso mi piace descrivere come un tavolo da ping-pong. Entrambi si “palleggiano” le responsabilità. Andare da un sessuologo ha aiutato Giovanni a risolvere le sue difficoltà (grazie a semplici esercizi pratici e l’affiancamento di una terapia farmacologica prescritta dall’andrologo) e Carla ad approfondire la conoscenza di sé, con effetti positivi sul piacere sessuale.
Insieme hanno imparato a compiere un passo in direzione dell’altro: questo ha reso loro una sessualità appagante ed emozionante.

Qual è la formazione che ha seguito un sessuologo?

In Italia i sessuologi clinici sono professionisti laureati in medicina e chirurgia o psicologia e abilitati all’esercizio della professione che hanno frequentato dei corsi di formazione quadriennale in sessuologia clinica e hanno affrontato un duro training di analisi individuale, tutti elementi fondamentali volti all’acquisizione di competenze teoriche e tecniche necessarie alla consulenza e all’intervento in campo sessuologico individuale e di coppia.

E’ vero che il sessuologo prescrive esercizi pratici durante la terapia?

Si. Gli esercizi sono vere e proprie prescrizioni inserite all’interno di un percorso terapeutico individuale o di coppia. Le prescrizioni non vengono eseguite durante le sedute, bensì nell’intervallo tra una seduta e l’altra, a casa propria, da sole, con il partner e, in generale, nella vita quotidiana (carezze, scelta di determinate posizioni sessuali, contrazione della muscolatura perineale, prescrizione di comportamenti ecc….). Una terapia sessuologica si articola in diverse sedute in caso di disturbo lieve, ma può richiedere più sedute se la problematica è più profonda. Generalmente dopo i primi 10 incontri si possono notare un progressivo depotenziamento della sintomatologia.
La valutazione è correlata al tipo di problematica, la tipologia di intervento (se individuale o di coppia) e dalla collaborazione del paziente o della coppia al processo terapeutico. Il trattamento viene interrotto se il paziente o la coppia non trae vantaggio dall’intervento e se il sessuologo ritiene che per quel caso sia necessario un altro tipo di intervento.

Dal sessuologo si va da sole/i o accompagnate/i dal/dalla partner?

Inizialmente è importante e auspicabile adottare la soluzione più semplice. Se il/la partner non è disponibile, iniziate a venire voi. Capita spesso che alcune donne si sentono imbarazzate, colpevolizzate o umiliate dalla presenza del partner, altre invece la percepiscono come un sostegno. Ogni intervento viene costruito sul caso specifico: non esiste un protocollo di intervento predefinito ed applicabile a tutti.
La collaborazione di entrambi i partner si rivela preziosa in quanto permette di formulare una diagnosi più precisa, una conseguente scelta terapeutica più mirata e una maggiore garanzia nell’osservanza del trattamento.

Il mio/ la mia partner si rifiuta di rivolgersi ad un sessuologo. Come faccio a convincerlo?

Sono spesso gli uomini che si oppongono fermamente alla prospettiva di consultare uno specialista per problemi sessuali, come se fosse l’umiliazione suprema. Le motivazioni che vengono abozzate hanno le tinte più varie e sono individuabili da alcune precise affermazioni.

“Sei tu che hai un problema sessuale… io sto bene!” (Carlo, 32 anni)
E’ vero e falso allo stesso tempo: l’amore si fa in due! (il sessuologo)

"Non abbiamo così tanti soldi per pagarci una terapia dal sessuologo"
Una seduta di coppia dal sessuologo costa meno di una cena in ristorante, spesso consumata, per le coppie con un problema sessuale, tra sensazioni di fastidio e noia (il sessuologo)

"Prima o poi ci passerà"
Si può vivere nell’illusione momentanea che tutto sia risolto, ma rimandare una visita con uno specialista della salute sessuale spesso significa far si che il disturbo si cronicizzi (il sessuologo)

"Perché parlare della nostra vita sessuale ad uno sconosciuto che avrà tutto l'interesse di tenerci anni in terapia. Non credo ai sessuologi"
Il sessuologo è uno studioso del comportamento sessuale umano ed è uno specialista nell’intervento terapeutico individuale o di coppia. Il sessuologo è li per aiutarvi mettendo a disposizione professionalità, tecnica, cortesia e segreto professionale, elementi fondamentali per la comprensione e progettazione di un intervento volto alla risoluzione delle problematiche sessuali individuali e interpersonali di coppia.

(Fine prima parte)



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