Non vivo bene il sesso. Posso usare il Viagra?



Lettera: (...) Le scrivo perchè da un po' di tempo vivo un disagio che ha che fare con la mia vita sessuale. Premetto che sono giovane, ho 28 anni e conduco una vita normale, come la maggior parte dei ragazzi della mia età. Anche se la mia vita procede normalmente mi ritrovo alla mia età a non essere riuscito ancora a vivere con tranquillità il sesso. Quando ho la possibilità di avere una partner mi accade di aver così tanta paura di perdere l'erezione che alla fine accade proprio ciò che più temo. Questo mi causa molto disagio. Mi sono rivolto ad un andrologo che mi ha suggerito il Viagra per sbloccarmi psicologicamente. Le scrivo perchè trattandosi di aspetti psicologici ho dei dubbi e vorrei anche il parere di uno psicologo.



Risposta: Le problematiche relative alla perdita di erezione sono vissute, ad un certo punto della vita,  da un numero elevato di uomini. Queste problematiche possono interessare anche uomini di giovane età, ma le cause sono solitamente differenti rispetto a quelle di uomini che hanno passato la mezza età.
Nello specifico di uomini in giovane età è molto frequente riscontrare la causa della perdita di erezione in problematiche di natura psicologica, infatti, un aspetto psicologico profondo o problematiche legate all'ansia, possono essere fattori che favoriscono la perdita dell'erezione.
Il Viagra è un farmaco che viene utilizzato per difficoltà di erezione su base organica, per esempio dovute a cause vascolari, neurologiche o legate a traumi fisici. E' pertanto un farmaco rivolto ad una tipologia specifica di uomini che soffrono di questo disagio. L'utilizzo nella fascia di età tra i 20 e i 30 anni dovrebbe essere legato a situazioni cliniche specifiche, in genere più rare, e la cui competenza è sempre del medico specialista in andrologia.
Tuttavia il Viagra è uno tra i farmaci più venduti al mondo. Certi dati ci possono suggerire che spesso se ne fa un uso che va ben al di la delle reali esigenze e viene utilizzato anche da molti giovani uomini perfettamente in salute per garantirsi di non fallire con la partner, o per mascherare un problema psicologico che per svariati motivi non si vuole affrontare.

Il Viagra non favorisce l'elaborazione di una problematica psicologica. Spesso viene utilizzato nei casi di ansia da prestazione, anche in giovane età, e questo perchè si è creata una corrente di pensiero che sostiene che la possibilità di avere con certezza l'erezione e conseguente rapporto sessuale nonostante l'ansia da prestazione aiuterebbe a sciogliere il nodo psicologico e a sviluppare maggiore fiducia in sè stessi.
In realtà da un punto di vista psicologico l'approccio alla disfunzione erettile descritto si inserisce in un circuito che alimenta il problema, per esempio contribuendo alla cultura della prestazione e del funzionare sessualmente a tutti i costi. Crea un blocco nell'individuo perchè non favorisce l'elaborazione delle problematiche che stanno alla base dell'ansia. Fornisce una soluzione basata sull'abituarsi a risolvere i nodi psicologici con un farmaco, mentre invece lo strumento elettivo in questi casi è la consulenza psicologica e la psicoterapia.
Il Viagra è vero, garantisce proprio una gran bella figura. A questo il soggetto che ne fa uso, e spesso in giovane età, innesca un circolo vizioso basato sulla performance, per il quale risulterà sempre più difficile accettare di vivere una sessualità più naturale e in linea con le proprie emozioni e sensazioni. In questo caso il blocco psicologico oltre che rimanere intatto perchè nessuna delle paure viene affrontata, viene affiancato da un meccanismo di dipendenza psicologica attivato dalle risposte ottenute a livello di prestazioni sessuali.
Sulla base di queste considerazioni il Viagra non è indicato nella cura di aspetti psicologici, ma risulta sicuramente una tipologia di terapia per tutto ciò che riguarda le problematiche di natura organica. Tuttavia spesso la sua prescrizione è animata dalle migliori intenzioni, ma è importante riconoscere la soluzione che propone. Ci possono essere dei protocolli clinici che integrano l'intervento farmacologico con quello psicologico, e sono quelli più efficaci. Affrontare in psicoterapia gli aspetti psicologici che favoriscono la disfunzione erettile può rappresentare un momento in cui ci si può interrogare sulla propria sessualità, se ricercare ancora scambi sessuali performanti, o se iniziare a costruire una vita sessuale più autentica, liberi dalla paura di non essere accettati, e capaci di dialogare con il/la partner.


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La paura del cambiamento



Le storie degli anni, dei mesi, delle giornate che trascorriamo, spesso ci raccontano di momenti in cui si presenta la necessità di prendere delle decisioni, di prendersi un momento di riflessione ed intraprendere una riflessione. Aristotele, nell'osservare la natura, scriveva che questa non fa niente di inutile. Così la natura e le sue bellezze ci raccontano di un continuo ciclo di rinnovamento, dell'inclusione in un tutto che si muove in armonia e che guarda al cambiamento con fiducia e speranza. Diversamente da tutto ciò, l'uomo ha sviluppato raffinate abilità di mantenere in piedi elementi dannosi e superflui. E' un'osservazione che ci porta ad un paradosso, ma sia che si tratti di una relazione ormai arrivata al capolinea, sia che si tratti di modi di pensare disfunzionali o di un ricordo spiacevole, spesso le persone tendono a conservare tutto e a non disfarsi di niente, e questo perchè spesso si ha paura di cambiare, di rinnovarsi. E' frequente riscontrare che diverse persone davanti ai cambiamenti si bloccano, restano arenate nelle sabbie dell'incertezza e dell'indecisione e non fanno niente per cercare e trovare un terreno solido e di sostegno. Proprio per questo quelle sabbie di indecisione spesso diventano sabbie mobili, un vortice che richiede energie, che si nutre di autostima, che produce ansia e depressione. Così come persone che continuano a stare in terreni aridi, a mostrare a se stessi e al mondo un pugno di paure che li allontana lentamente dalle relazioni. Ma questi sono solo alcuni esempi.
Quando si ha paura di rinnovarsi, di cambiare, spesso si costruisce la propria sicurezza sulle abitudini, la ripetitività dei gesti, le pianificazioni. Attraverso questa visione, il mondo lentamente perde i colori, si sprofonda nella noia, è una visione che ci  illude di tenere lontano i pericoli e di essere al sicuro e protetti.
E' così spesso che le persone hanno la sensazione di vivere appesantite, o in sovraccarico, spesso avvulse da frastornanti pensieri o da emozioni contrastanti.
Riprendiamo la visione che abbiamo ereditato da Aristotele ed immaginiamo un foglio bianco. Lentamente cerchiamo di rappresentarci come un albero, e disegniamo per ogni ramo un aspetto della vita che ci caratterizza, un abitudine, un ricordo, un pensiero, una relazione. Interroghiamo ognuno di questi rami. Tutti si nutrono dallo stesso albero e usano energie, altri diventano dissipatori di energia. Così, si potranno notare rami che richiedono più energia di altri, rami che si tengono ancora e che sono morti e che soffocano quelli che tentano di crescere, rami che hanno prodotto qualche frutto. Così come il ciclo generativo avviene nelle piante, così un bravo giardiniere della mente impara a potare pensieri, ricordi, convinzioni che risultano dannosi. I rami superflui rappresentano una minaccia per il nostro equilibrio.
Una mente che si rinnova è una mente fortificata, che resiste maggiormente agli attacchi esterni, che cresce in maniera armoniosa, e non per ultimo è una mente che produce maggiormente, che si mostra fertile e feconda.
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Coppia: scoprire altri piaceri



La sessuologia clinica non rappresenta una scienza autonoma, ma il termine delinea un'area interdisciplinare di incontro fra discipline diverse, in ambito medico e psicologico. La consulenza psicologica che mira all'esplorazione di problematiche sessuali viene svolta dalla figura del consulente sessuale che svolge la funzione di  integrazione tra vari tipi di intervento e mira ad orientare il paziente o la coppia spesso immersi in  varietà di proposte cliniche in campo sessuologico. Questo significa che una problematica sessuale spesso rappresenta una parte del problema, sia questo individuale, sia di coppia. Nell'ambito della consulenza sessuale è frequente riscontrare che alcune delle difficoltà che diverse coppie per periodi più o meno lunghi sperimentano nella loro vita sessuale possono essere individuate nella necessità di regolare le distanze con il partner. Ad un esame più attento spesso la coppia inizia a parlare meno della problematica sessuale e focalizza la sua attenzione su argomenti che riguardano il tempo che si trascorre assieme, gli aspetti che si condividono assieme e il livello di intimità, per andare poi a parlare delle differenti opinioni e sentimenti che si provano. La sessualità di alcune coppie si può esprimere attraverso l'eiaculazione precoce, la disfunzione erettile, a rappresentare spesso l'eccessiva distanza, la paura del contatto, la difficoltà nell'incontro intimo con il/la propria partner, ed in generale una distanza che rischia di far perdere ciò che un rapporto di coppia può offrire. Altre coppie si lamentano per la mancanza del desiderio, spesso sperimentato in un clima di distanza troppo ravvicinata che può creare disagio, ansia, e divenire soffocante.

Ritrovare tempo e spazio per attività alternative al/alla proprio/a partner permette di non focalizzare la propria attenzione solo sul proprio partner e consente di esplorare altri aspetti della vita in autonomia, e permette di introdurre nella coppia elementi di novità. Spesso si incontrano coppie che manifestano difficoltà nel desiderio sessuale o nel livello di eccitazione che ad un esame più attento riferiscono di non avere momenti nella giornata di cura di uno spazio personale, ma si dilettano ogni giorno nello stesso copione, dalla mattina alla sera. In queste coppie manca la novità, il variare, poter portare cose nuove nel rapporto. Ma quando ognuno dei partner ha un deserto attorno, spesso come esito della relazione che si è costruita assieme, come si può pensare di gustare un frutto succulento la sera quando si sta assieme?

Prendere le distanze può spaventare, ma rappresenta un momento fondamentale per fare il punto sulla relazione che si sta portando avanti con il proprio partner, e permette di valutare quale strada si è intrapresa, quale si è già fatta assieme, e quali possono essere le migliori strategie per affrontare i problemi che una vita di coppia inevitabilmente comporta.

Le coppie che soffrono di troppa vicinanza spesso sono composte da un partner che desidera allentare il legame e ritrovare uno spazio per sè. Nella consultazione sessuale spesso sono donne che non riescono a trovare una spiegazione al loro basso desiderio sessuale, martellate dai partner che frustrati nei loro bisogni sessuali le considerano come sbagliate, devianti dal copione sessuale di una coppia.
Spesso questi partner vivono sentimenti di abbandono, tristezza, gelosia, noia e solitudine quando le partners decidono di allentare il rapporto e dedicare un po' di tempo a sè stesse.

Coltivare interessi per sè quando si sta investendo troppo sull'esperienza di piacere derivante dalla vita a due può rappresentare un elemento utile a sè stessi e al partner. Alla base dell'allentare il legame è importante che ci sia la comprensione dello stato d'animo che motiva all'allontanamento e rassicurare il partner sulle intenzioni, mettendo in rilievo i vantaggi per entrambi.
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Parlarsi senza guardarsi: il sesso virtuale



La tecnologia moderna e i suoi svariati utilizzi si manifestano a noi in tutti i settori della nostra vita quotidiana sia in ambito personale sia professionale. Il computer, attraverso la sua diffusione, è diventato  strumento privilegiato attraverso il quale la tecnologia penetra nelle nostre case. In quest'azione di penetrazione tecnologica il computer è sempre di più diventato anche la porta d'ingresso alla sfera sessuale attraverso il sesso virtuale, meglio noto come cybersex: sesso visto e consumato on-line.
Agli esordi di internet il web si limitava alla pubblicazione di pagine con foto erotiche. Oggi basta scrivere la parola "Sex" su qualsiasi motore di ricerca per vedersi proiettati in un istante davanti ad un ventaglio di possibilità: siti con rapporti sessuali trasmessi on-line, filmati suddivisi per categorie, chat rooms dove si cercano partners per rapporti sessuali, giochi erotici e fantasie da mettere in atto davanti ad una webcam ...
Il termine cybersex non ha ricevuto una definizione univoca, ma molti autori hanno tentato di definire questa attività. Uno studioso italiano sostiene che il cybersex sia divenuto un tema vivace in Italia in seguito all'intervento al Futurshow nel 1999 di una sessuologa americana di nome Deb Levine.
Secondo la sessuologa americana il sesso virtuale è molto di più di uno scambio erotico tramite chat e la masturbazione attraverso un video e le parole che scorrono dalla tastiera rappresentano per l'autrice un ottimo elemento per crescere.
Uno studioso italiano di nome Cantelmi (2000) sostiene che il termine cybersex possa riguardare due aspetti differenti:
1. tutto il materiale disponibile nella rete vietato ai minori di 18 anni, a partire dalle immagini pornografiche, giochi e film, fino alle vere schermaglie di tipo erotico "digitate con una sola mano";
2. le relazioni erotiche tra due partecipanti mediante email, chat ...
In generale il cibersex  è una forma di comportamento i cui partecipanti simulano, mediante strumenti informatici e telematici, di avere reali rapporti sessuali descrivendo le loro azioni e rispondendo ai loro partner in forma prevalentemente scritta, stimolando le proprie fantasie sessuali ed esprimendo all'altro partner le proprie sensazioni. Può includere la masturbazione, anche mediante l'uso di giocattoli sessuali (ad esempio vibratori, dildo ...). La qualità in questi tipi di incontri dipende tipicamente dall'abilità e dalla volontà dei partecipanti di evocare vivide immagini nella mente dell'interlocutore, per questo l'immaginazione riveste un ruolo importante. A volte può anche essere utilizzato all'interno di rapporti intimi già esistenti, ad esempio tra persone sentimentalmente legate ma geograficamente separate, rivestendo così tutte le caratteristiche di una prosecuzione della sessualità di coppia. In altri casi, le persone che praticano cibersesso si giovano dell'anonimato più o meno completo garantito dallo strumento informatico; in questo senso, una persona può nascondere la propria identità, alterare volutamente la propria descrizione fisica, o addirittura mutare volutamente il proprio genere sessuale, fingendosi uomo o donna per sperimentare diversi ruoli sessuali.

Se da un lato nascono gli innamoramenti on-line, gli amori di chat, e le relazioni virtuali, dalll'altro assistiamo ai fenomeni di esibizionismo virtuale, giochi di cybersex tra sconosciuti e tentativi di soddisfacimento delle proprie preferenze sessuali non praticabili nella realtà, spesso perchè nelle coppie si ha difficoltà a parlare di fantasie sessuali, a scegliere assieme la strada che conduce al piacere.
La virtualità sembra offrire ai due amanti l'opportunità di creare una relazione virtuale d'amore e condividere l'intimità sessuale tramite email, chat e webcam. La rete permette di costruire relazioni del tutto diverse da quelle reali, anche se qualsiasi tentativo di contatto profondo, di abbandono alle sensazioni erotiche, e di autentico scambio intimo è destinato a rimanere una proiezione mentale dal momento che si vive la sessualità con un formato tecnologico dell'umanità di un partner con cui si condivide il piacere nell'indiscutibile realtà della solitudine fisica.
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Disfunzione erettile e coppia



Le problematiche sessuali che si sperimentano in una relazione di coppia sono meglio note con il termine di disfunzioni sessuali e si manifestano attraverso delle difficoltà in una fase del ciclo della risposta sessuale. Nel 2000 un’indagine Censis metteva in evidenza che su 1500 uomini intervistati circa il 43% di questi soffriva di una problematica sessuale. La disfunzione erettile è una disfunzione della fase di eccitazione sessuale che uomini di qualsiasi età sperimentano con grande frequenza. Nello specifico la disfunzione erettile si manifesta con l’incapacità di ottenere e/o mantenere una sufficiente erezione del pene sia per la propria che per la necessità del/della partner nell’ambito della gestione del rapporto sessuale.

Nello specifico delle disfunzioni sessuali, poiché la manifestazione visibile è il malfunzionamento degli organi genitali è sempre molto importante valutare la presenza di una patologia organica prima di valutarne gli aspetti psicologici e relazionali. Tuttavia, specie in giovane età e prima età adulta la difficoltà a raggiungere un’adeguata erezione e mantenerla è spesso riconducibile ad una sofferenza che riguarda le emozioni vissute durante il rapporto sessuale.

Corpo e psiche costituiscono un sistema che interagisce continuamente e non funzionano indipendentemente.
Quasi la totalità degli uomini intervistati considera la disfunzione erettile come una problematica che necessariamente va affrontata in coppia, infatti è sempre importante valutare il risvolto psicologico di una disfunzione sessuale e le sue ricadute sulla relazione di coppia e la comunicazione tra i partners. Se una disfunzione erettile è causata da un problema vascolare è sempre comunque fondamentale considerarne le ricadute sull'equilibrio della coppia al fine di monitorare i sentimenti e le emozioni che entrambi i partner sperimentano.

E’ molto frequente che un uomo che sperimenta una disfunzione erettile consideri se stesso come un fallimento da un punto di vista sessuale. Se questi sentimenti non ricevono la giusta attenzione è frequente che si inneschi un circolo vizioso legato al fallimento e alla paura di fallire. Spesso questi uomini arrivano all’attenzione del sessuologo con pensieri che diventano ossessivi e che mettono in evidenza quanto sia difficoltoso avere una vita sessuale con il/la propria/o partner. Spesso questi uomini considerano se stessi un fallimento perdendo di conseguenza la stima e la fiducia di sé.

I preliminari spesso sono vissuti come conferma della propria incapacità di avere un rapporto sessuale. Diversi uomini che sperimentano la disfunzione erettile sperimentano un profondo senso di colpa e di solitudine.

Se l’uomo sperimenta i vissuti legati alla perdita della capacità erettile le partners spesso considerano sé stesse come la causa della disfunzione sessuale e  vivono la sensazione di aver perduto la propria capacità seduttiva. Molto spesso le donne misurano la loro desiderabilità e la loro capacità attrattiva e comunicativa sessuale sulla base della risposta sessuale del loro partner.

L’insieme di questi pensieri e sentimenti portano ad un progressivo allontamento, alla difficoltà di condividere lo stesso letto, alla difficoltà a spogliarsi davanti al partner, sino ad arrivare a tristezza, crisi di pianto e insonnia.

E’ molto frequente che le partner di uomini che sperimentano la disfunzione erettile ad un certo punto manifestino reazioni di rabbia, spesso con l'intento di accusare il partner di avere un problema e prendere le distanze da un'eventuale collaborazione nella risoluzione del problema.

Questo conduce spesso l’uomo a rivolgersi da solo ad un sessuologo, e a presentarsi come un "giocattolo" da riparare. La coppia che sperimenta queste emozioni sta attraversando una fase delicata e la stabilità del rapporto è fortemente in crisi e si manifesta attraverso liti, malumori, calo del desiderio sessuale ed in generale un progressivo peggioramento della situazione.

La sessualità nella vita di coppia è composta da una varietà di elementi e non comprendono solo l’atto sessuale, la penetrazione, ma da elementi quali l’intimità, la conoscenza reciproca, i desideri. Considerare la sessualità come un processo che integra le componenti organiche con le esperienze personali, i fattori culturali e relazionali, permette di considerare la disfunzione erettile come una problematica sessuale da affrontare in coppia, dove l’importanza del dialogo e l’intesa sessuale rappresentano per entrambi i partner fattori molto importanti per affrontare assieme la problematica sessuale.

Un numero sempre maggiore di uomini sviluppa una disfunzione erettile su base psicologica e legata strettamente alla relazione di coppia, le cui ragioni devono essere sempre poste in evidenza.

La consulenza sessuologica rappresenta uno degli strumenti che permette di valutare e comprendere l'impatto che ha la disfunzione erettile sul rapporto di coppia ed orientare i partner verso la terapia più adatta al caso specifico. La disfunzione erettile produce un disagio psicologico nel rapporto di coppia ma questo non significa che l’intimità con la propria partner sia finita. Aprire un dialogo e un confronto con il/la propria/o partner è il primo passo per iniziare a risolvere insieme la disfunzione erettile. Diventare complici è spesso la miglior cura per ritrovare un nuovo equilibrio sessuale della coppia.

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Le terapie sessuali: cosa sono?



Con il termine terapie sessuali ci si riferisce a tutti quegli interventi che secondo vari approcci, affrontano le difficoltà sessuali individuali o di coppia. La sessuologia clinica nasce come risultato di un lavoro di équipe con le discipline mediche, in particolare la ginecologia e l'andrologia e negli anni sta guadagnando territorio e sempre maggiore autonomia scientifica. Prima della nascita delle terapie sessuali già Freud, per primo, si era interessato alle problematiche sessuali dei suoi pazienti, ed aveva tentato di risolverle con la sola analisi. I risultati non incoraggianti e i lunghi tempi del trattamento hanno stimolato altri ricercatori, specialmente americani, a sperimentare nuove forme di terapia che fossero pensate ad hoc per il trattamento delle principali disfunzioni della risposta sessuale, sia nell'uomo, sia nella donna.
Le terapie sessuali nascono intorno agli anni '60 ed hanno come obiettivo quello di favorire ed aiutare i singoli o le coppie a ricreare un contesto favorevole e ad acquisire strumenti cognitivi ed emotivi che permettano la creazione di una sessualità soddisfacente. Il trattamento delle disfunzini sessuali attraverso l'utilizzo della terapia sessuale avviene sempre ad opera di sessuologi clinici ed è specifica dell'intervento sessuologico.
Master e Johnson sono i pionieri della terapia sessuale. La loro originalità sta nell'aver integrato la visione medica con quella psicologica nel trattamento dei disturbi sessuali, infatti, il primo era un medico, la seconda era uno psicologo analista. Le prime sperimentazioni di terapia sessuale consistevano nel seguire le coppie sotto diversi aspetti, e cercando per ognuna di loro di costruire percorsi terapeutici attraverso l'utilizzo di tecniche comportamentali che spesso prevedevano l'esecuzione di prescrizioni comportamentali studiate dai terapeuti sulla base del problema presentato dalla coppia. L'obiettivo di questi studi pioneristici era la realizzazione del piacere, che si tentava di favorire attraverso il soddisfacimento dei desideri e dei bisogni dei partners. Questi studi pioneristici sono stati analizzati da una studiosa di nome Helen Singer Kaplan, la quale ha ampliato il concetto di terapia sessuale e ha tentato di arricchire il bagaglio tecnico non solo da un punto di vista psicologico, ma anche integrando le conoscenze provenienti dalle scienze mediche e di conseguenza dalla fisiologica, specificamente degli organi genitali e delle fasi di risposta sessuale.

Molto spesso davanti ad una problematica sessuale chi si rivolge al sessuologo è sempre il partner che sperimenta il sintomo. E' molto importante iniziare a considerare che un trattamento ottimale della problematica sessuale spesso prevede che entrambi i partner si interroghino sulla disfunzione che la loro coppia sperimenta. Spesso non è il singolo che sperimenta un disagio, ma è la coppia che sperimenta difficoltà nella capacità di comunicare, difficoltà nell'accendere nuovamente un desiderio sessuale, incapacità nell'affrontare nuove fasi del ciclo vitale della coppia, anestesia dal punto di vista dell'orgasmo, orgami troppo veloci.
Già Master e Johnson proponevano che le terapie sessuali fossero condotte in presenza di entrambi i partner, e in condizioni ottimali che le coppie stesse, in alcuni casi specifici fossero accompagnate nel loro percorso terapeutico da una coppia di terapeuti. Ancora oggi coppie di sessuologi propongono terapie sessuali a coppie in difficoltà. In questi casi si parla sempre di co-terapia di coppia e prevede l'utilizzo di prescrizioni comportamentali attraverso indicazioni di esercizi pratici che vengono assegnati alla coppia da svolgere a domicilio, nella propria intimità. Le esperienze vengono poi discusse e associati a colloqui verbali con il sessuologo o i terapeuti, nel caso in cui siano due.

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Sessualità tra mente e corpo



La sessualità è uno degli aspetti della vita delle persone che in modo dirompente scorre attraverso i corpi. Il corpo umano è percorso da un’energia che unisce il pensiero e la mente al corpo attraverso le emozioni. Nell’affrontare il tema della sessualità è opportuno mantenere a mente che il corpo e la mente interagiscono e si influenzano reciprocamente. Così quando una coppia sperimenta una problematica di natura sessuale, è possibile notare come lo scorrere e lo scambio naturale di energia tra due partner si è bloccata a causa di problematiche costruite dalla mente, e che sono connotate emotivamente. Alla luce di ciò, spesso l’insoddisfazione sessuale sperimentata è il risultato di una sofferenza che a che fare con le emozioni, e con la modalità con cui si conduce la relazione di coppia. La sessualità diventa un campo della vita di relazione dove il corpo diviene veicolo di espressione privilegiato di difficoltà relazionali, di blocchi emotivi, di difficoltà individuali.

Maurizio ed Anna sono una giovane coppia al loro 4 anno di matrimonio. Da 14 mesi Anna riferisce di non provare più nessun desiderio per Maurizio, e tutto in coincidenza con la nascita del loro figlio. Anna riconosce che questo evento ha interferito fortemente sul suo desiderio sessuale. Inoltre riferisce di essere molto impegnata nella cura del proprio bimbo. Maurizio riferisce di sentirsi abbandonato.

La sessualità di questa coppia, la distanza dei loro corpi e il modo in cui questi si esprimono sono diventati i migliori alleati comunicativi per Maurizio ed Anna. Solo con un'adeguata esplorazione Maurizio si concede la possibilità di capire di aver iniziato a nutrire rancore per non essere più considerato dalla sua compagna e di aver utilizzato il lavoro come il migliore dei rifugi. Anna capisce che il calo di desiderio sessuale è dovuto a cause individuali e alla modalità con cui sta affrontando la maternità.

La crisi di una coppia può essere letta attraverso l'espressione corporea dei due partner: due corpi che prendono distanza, che stanno perdendo la capacità di entrare in contatto profondo e di potersi scambiare piacere, emozioni, e condividere momenti di cambiamento o di difficoltà.

Una coppia che funziona è una coppia che riesce ad affrontare le problematiche e che riesce ad attivare la fiducia reciproca se questa viene persa. Nei momenti di crisi e davanti a problematiche sessuali, il sessuologo aiuta i partner a recuperare la fiducia e a sviluppare capacità comunicative relativamente all’espressione dei bisogni e dei propri sentimenti.

Per Anna era molto difficile comunicare con Maurizio quanto l’esperienza della gravidanza l’avesse provata.
Un disagio sessuale può essere legato anche a situazioni traumatiche non adeguatamente superate, che nel contatto profondo con l’altro riemergono in tutta la loro forza ingabbiante.


La sessualità diventa una porta da cui entrare che permette l'esplorazione degli affetti più profondi. E’ proprio attraverso l’espressione del corpo, sia questa un calo del desiderio o una disfunzione sessuale, che è possibile ripercorrere una via che dal corpo arriva alla mente, ai sentimenti, agli affetti.

Spesso per le persone è più semplice pensare che il problema riguardi solo il sesso, il contatto genitale, e risulta di conseguenza più impegnativo interrogare i propri sentimenti, le proprie emozioni, le reazioni emotive davanti al momento che si sta attraversando.

E’ per questo che le coppie che si rivolgono ad un sessuologo per affrontare una problematica sessuale rimangono spesso stupite quando la difficoltà manifestata viene inserita in una cornice che ha a che fare con le storie sessuali di due individui, con la storia di una coppia, con il linguaggio dei loro corpi. Il sesso nella coppia spesso rappresenta un punto di accesso per iniziare a far chiarezza e gettare uno sguardo su temi della vita a due che fino a quel momento non hanno potuto ricevere attenzione.

La vita di due persone che hanno deciso di condividere assieme un percorso di vita assieme porta in se anche la possibilità che nascano sentimenti come la rabbia e il rancore. Molto spesso, per tutta una serie di motivi, non si riesce ad esprimere queste emozioni. E’ frequente allora che le coppie si illudano di superare questa situazione attraverso il sesso. E’ allora che il corpo parla attraverso gli organi genitali, che si esprimono attraverso una disfunzione sessuale.


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Estate e desiderio sessuale



I mesi estivi rappresentano un momento dell'anno in cui le persone sono maggiormente predisposte alla conoscenza di nuovi partner. Secondo alcuni studi sembrerebbe che questo periodo dell'anno, con le giornate più lunghe, il clima e gli stimoli tipici dell'estate possa rappresentare un momento di ricerca di intimità per le nuove, ma anche per le coppie già esistenti.

In particolare le caratteristiche del periodo estivo comportano una crescita del desiderio sessuale sia nell'uomo, sia nella donna. La crescita del desiderio è dovuta ad una maggiore stimolazione visiva, la stimolazione olfattiva, e quella proveniente dal cibo. Ad avvalorare questa ipotesi ci sono diverse ricerche che hanno messo in evidenza come la spiaggia in particolare sia il posto privilegiato per la nascita dei nuovi amori e lo spazio dove ci si incontra, si discute, si fanno nuove conoscenze.

Il 60% degli intervistati ha affermato che in estate percepisce un umore migliore e una maggiore apertura a nuove conoscenze. Inoltre il 50% degli intervistati percepisce un aumento della voglia di avere rapporti sessuali. Sembrerebbe che il meccanismo che porta ad un'innalzamento del desiderio sessuale e all'aumentata voglia di incontri sessuali sia la luce, che in questo periodo dell'anno risulta essere più intensa e più presente nel corso della giornata.

Le temperature estive inoltre hanno un effetto sui fattori stressogeni e favoriscono gli stimoli erogeni tra cui la stimolazione visiva, attraverso abiti leggeri, stimolano il sistema nervoso parasimpatico e attivano i recettori presenti nel tessuto del glande e del clitoride che sono notoriamente le zone erogene per eccellenza.

Inoltre il caldo svolge una particolare azione nel risvegliare la sessualità attraverso gli stimoli olfattivi.

Stimoli olfattivi sono dati poi dai corpi, maggiormente scoperti, che grazie all’innalzamento della temperatura aumentano la vasodilatazione periferica e trasudano i ferormoni, vale a dire quelle sostanze volatili emanate dal corpo e percepite come segnale chimico di comunicazione sociale tra individui della stessa specie.

La sessualità non è certamente solo biologia, ma l'estate, con la maggiore esposizione alla luce, con l'aumento della temperatura può favorire l'emergere di fantasie erotiche, stimolate da immagini come la spiaggia, dalla vista di dettagli corporei, da nuovi incontri e dal benessere percepito in questi mesi dell'anno rispetto a quelli invernali.
Stare all'aria aperta stimola il desiderio sessuale e non a caso durante l'estate si abbandonano tv, pc, tecnologie a favore di una maggiore predisposizione alla socializzazione, a fare nuove conoscenze, ad incontrare il proprio partner. Stare all'aria aperta, fare una cena assieme in questo periodo dell'anno può aiutare a riscoprire l'intimità perduta in un momento di crisi.
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Non ti desidero più - Il calo del desiderio sessuale nella coppia (II parte)



Nel 1974 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stabilito che la salute sessuale risulta dall'integrazione degli aspetti somatici affettivi, intellettivi e sociali dell'essere sessuato che consentono la valorizzazione della personalità, della comunicazione e dell'amore. La salute sessuale pertanto rappresenta un importante aspetto che definisce il benessere psico-fisico di ogni essere umano e il desiderio sessuale è una delle sue fondamentali componenti.
Nell’evoluzione della vita di ogni coppia intervengono una molteplicità di fattori che sono in grado di condizionare l’equilibrio di una vita sessuale soddisfacente e appagata.

La sessualità è un aspetto cruciale e complesso nella vita dei partners impegnati in una relazione. Non esiste una modalità giusta di provare desiderio sessuale, e nessuna frequenza di rapporti sessuali è considerata normale o rappresenta un indicatore di un adeguato desiderio sessuale. La sessualità è considerata sana finché non provoca in uno dei membri della coppia emozioni spiacevoli ed insoddisfazione. Un funzionamento sessuale sano permette ad entrambi i partners di provare piacere all’interno di una relazione e a goderne mantenendo aspettative realistiche l’uno dell’altro.

Considerare più da vicino le problematiche relative al desiderio sessuale significa entrare in un ambito della vita a due che include gli aspetti più fragili di entrambi, le debolezze, tutti elementi che in una vita di coppia è necessario esplorare per aprirsi all’esperienza sessuale con maggiore autenticità.

Sono diversi gli elementi che possono disturbare l'esperienza soggettiva di desiderio sessuale, tra questi per esempio quanto una persona sta bene con se stessa, quanto si percepisce attraente, il grado di fiducia verso sé stessa.

Considerare la sessualità nel suo aspetto più meccanico e legato alle performance è un nemico del desiderio sessuale, in quanto concentrarsi su questi elementi distoglie da quelli che sono gli aspetti più autentici dell’esperienza sessuale.

Nella vita a due ciò che avviene a letto è un concentrato di informazioni sulla qualità della relazione, sulla capacità di comunicare e di esprimere le proprie emozioni, sulla comunicazione sessuale e sulla reciprocità, saper chiedere cosa provoca piacere, saper dare piacere al proprio partner.

Se la coppia comunica solo da un punto di vista sessuale tralasciando altre modalità comunicative, i due partner in breve tempo dovranno confrontarsi con la noia. La sessualità rappresenta una delle modalità con cui due partners possono comunicare tra di loro, e superata la fase iniziale della vita di coppia, la sessualità rappresenta una della modalità con cui si può crescere ancora.

Il calo del desiderio spesso segnala un momento della vita di coppia dove non si sta riuscendo a crescere  assieme e a scoprire nuove modalità di entrare in contatto con l’altro.
La sessualità può evolvere e può rappresentare un canale di conoscenza dell’altro se si accoglie la tenerezza, il voler entrare in contatto profondo con il/la proprio/a partner.

Ci possono essere delle situazioni che ostacolano il desiderio sessuale, come per esempio le questioni legate al lavoro, preoccupazioni per i figli ecc… in questi casi è sempre molto importante comunicare al partner le proprie difficoltà. Spesso il calo del desiderio sessuale viene interpretato come diminuzione del sentimento d’amore per il partner. Le incomprensioni possono creare un vuoto all’interno della coppia e congelare qualsiasi slancio emotivo.

Le situazioni che, se non adeguatamente affrontate, possono interferire sul desiderio sessuale sono tante: divorzi e separazioni, lutti, tradimento non adeguatamente superato, difficoltà lavorative e familiari. Per alcune persone il calo del desiderio sessuale è spesso associato ad un profondo senso di colpa che si prova per l’esperienza del piacere sessuale, o al timore di entrare in intimità più profonda con il/la proprio/a partner.

Alcune componenti fisiologiche possono determinare un calo del desiderio sessuale, come per esempio problematiche ormonali, la menopausa, l’andropausa ecc…

Per esempio la menopausa implica una serie di modificazioni biologiche, fisiche e psichiche in grado di avere un impatto significativo sulla relazione di coppia. In questi casi è molto importante per la donna avere consapevolezza di quelli che sono i processi che stanno avvenendo al suo corpo e di attivare tutta una serie di risorse per affrontare il cambiamento. L’impatto sul desiderio sessuale è dato da un minor numero di fantasie sessuali, la riduzione del piacere, bassi livelli di eccitazione e una scarsa vasocongestione.

Se si avverte un calo del desiderio sessuale è molto importante verificare che alla base non ci siano cause organiche che necessitano di adeguati indagini e trattamenti. Il desiderio sessuale non è legato a quanto si è attraenti esteticamente: spesso cercare di diventare più attraenti non aumenta il desiderio nel partner e il tentativo di renderlo/a felice non alimenta la coppia.

Affrontare assieme e andare in profondità per esplorare il calo del desiderio sessuale potrebbe rappresentare un momento di crescita per entrambi i partners, al fine di scoprire le proprie esigenze e quelle dell'altro ed interrogare il proprio corpo.
Stare in coppia è un’avventura affascinante che richiede attenzione, cura, rispetto e accoglienza.

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Non ti desidero più - Il calo del desiderio sessuale nella coppia



In sessuologia clinica il termine desiderio denota l'insieme delle fantasie legate all'attività sessuale e il desiderio di praticarle. Desiderare di mettere in atto le fantasie e la soddisfazione conseguente è ciò che alimenta la dimensione del desiderio sessuale e le fantasie costituiscono elementi in grado di proteggere i partners dalla percezione di insoddisfazione.

Nelle relazioni di coppia è molto importante che i partner sentano di poter esprimere il desiderio all'interno di una relazione emotivamente calda, che permetta loro di orientare le energie verso l'esplorazione e la ricerca del piacere.
Il desiderio di far l'amore con il proprio partner è un aspetto che molto spesso va al di là del semplice rapporto sessuale. Può però accadere che in una coppia,  nel lungo periodo, qualcosa cambi e si percepisca la sensazione di non sapere più se la relazione con quel partner  è ancora fonte di appagamento e di desiderio sessuale.

"Desidero ancora questa persona" o "Non la desidero più"?

Sono tante le coppie  che ad un certo punto della loro storia sperimentano una fase di calo del desiderio sessuale, che spesso viene denunciata da uno dei membri della coppia e ancora più spesso viene semplicemente dedotta dalla diminuzione dei rapporti sessuali.


E' sempre più frequente sentir parlare di calo del desiderio sessuale, sopratutto quando si guarda alla coppia e a come si è culturalmente evoluta. Il calo del desiderio sessuale è un fenomeno che tuttavia è sempre esistito ma l'innovazione risiede nel fatto che da qualche anno si presta maggiore attenzione.  In passato spesso si sentiva parlare dei "mal di testa" della donna, spesso utilizzati con l'obiettivo, consapevole o non, di allontanarsi da una dimensione della coppia percepita come dovere coniugale. Dall'altro lato i mal di testa sono la chiara testimonianza di una vita relazionale dove il dialogo e la comunicazione tra partners sugli aspetti sessuali e non, risultano essere dimensioni sconosciute. La donna moderna lentamente accetta maggiormente l'idea di essere rifiutata e di rifiutare il partner, ma sono ancora tante coloro che accettano di avere un rapporto sessuale senza desiderarlo. A tal riguardo è utile ricordare che il desiderio sessuale non è soltanto legato alla coppia e ai rapporti sessuali, in quanto la relazione che la persona ha con se stessa, l'autostima, la capacità di accettare il proprio corpo rappresentano tutti degli elementi che concorrono alla creazione di una piattaforma dalla quale si andrà ad esplorare e ricercare il piacere con la persona che si desidera. Sono comunque tanti anche gli uomini che accusano una diminuzione del desiderio sessuale: spesso mostrano difficoltà a riconoscere gli elementi che concorrono all'esperienza soggettiva di desiderio sessuale, e tendono a ricercare soluzioni immediate per le prestazioni sessuali, rinunciando al sapore autentico del piacere sessuale e alimentando, di conseguenza, il calo del desiderio sessuale.

La conflittualità di coppia, le problematiche familiari, così come eventi speciali quali la nascita di un figlio, esercitano un'influenza sulla sessualità e sulla ricerca del piacere. Le modalità che i partner utilizzano per entrare in intimità ed aprirsi alla sessualità rappresentano il teatro di ciò che la coppia vive ogni giorno, negli scambi comunicativi, nella capacità di entrare in contatto con le emozioni dell'altro, nella capacità di prendersi cura della dimensione del Noi.  Se in una coppia la relazione tra  i partners è soprattutto basata sui rapporti sessuali, e le altre aree di funzionamento quali la  comunicazione, l'espressione delle emozioni, la fiducia, sono messe poco in evidenza,  la discussione con un sessuologo sulle difficoltà sessuali potrebbe rappresentare l'inizio di un'esplorazione della vita relazionale che necessariamente implica anche altri elementi.

Uno studioso di nome Shnarch (2001) sottolinea che nel caso delle difficoltà di coppia legate al desiderio sessuale,  i partner sono entrati in un meccanismo che fa perdere ad ognuno di loro la capacità di attuare uno sviluppo personale, con il rischio di  perdersi nell'altro.
Se ci si accorge che il desiderio nei confronti del partner sta diminuendo è importante iniziare a chiedersi il perchè e come affrontare la situazione. Le cause possono riguardare sia aspetti fisiologici, sia psicologici.

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Disfunzioni sessuali maschili e alessitimia (II parte)



E' frequente e può capitare nella vita di un individuo sperimentare la difficoltà di decodificare cosa sta accadendo dentro di sè, a livello affettivo e di emozioni.  L'etimologia greca del termine alessitimia significa letteralmente "non avere parole per descrivere ciò che si sente". Le persone che soffrono di alessitimia incontrano difficoltà ad identificare le emozioni e le sensazioni corporee. Per quanto riguarda l'associazione tra disfunzioni sessuali maschili e alessitimia, le statistiche della Società italiana di Andrologia l'eiaculazione precoce colpisce circa 4 milioni di uomini italiani. L'eiaculazione precoce si esprime attraverso una persistente o ricorrente eiaculazione a seguito di minima stimolazione sessuale prima, durante o poco dopo la penetrzione e prima che il soggetto lo desideri.
Ciò che caratterizza maggiormente questa disfunzione del ciclo di risposta sessuale maschile è l'assenza di controllo da parte dell'uomo, sul processo eiaculatorio, il quale spesso interviene cogliendolo quasi di sorpresa. Gli uomini che soffrono di eiaculazione precoce spesso non riescono più a gestire le sensazioni che accompagnano la fase della emissione ed espulsione del liquido seminale.
Spesso ad un'attenta analisi gli uomini che soffrono di eiaculazione precoce soffrono anche di sintomi tipici dell'alessitimia, che si traducono nella difficoltà ad identificare la propria sensibilità, emozione e sensazioni corporee. Spesso incontrano difficoltà ad esprimere la propria sensibilità con il/la proprio/a partner e le persone in generale, e ad entrare in contatto con gli stati emotivi delle persone a loro vicine.
Spesso gli uomini con eiaculazione precoce provano, senza alcun successo, ad ottenere un maggior controllo sul riflesso eiaculatorio. A tal punto l'eiaculazione precoce diventa la caratteristica predominante della sessualità, e spesso si associa a sentimenti di vergogna, sofferenza emotiva ed umiliazione, tanto da impedire l'avvicinamento ad un/una partner e rischiando di sviluppare un'altra disfunzione sessuale, tra queste la disfunzione erettile e tra le disfunzioni sessuali maschili quella che può associarsi maggiormente a seguito dell'eiaculazione precoce.

La difficoltà ad esprimere le emozioni si manifesta pertanto, così come la disfunzione sesssuale, come un disturbo psicosomatico, che comporta implicazioni a livello individuale e di coppia, e spesso questo è causato da due fattori:

  • Gli uomini che soffrono di una disfunzione sessuale quasi mai hanno ricevuto adeguate informazioni sugli aspetti emotivi, affettivi e relazionali della sessualità, sono poco inclini a discutere di sensibilità e non sanno come esprimere efficamente le proprie emozioni. Spesso è importante che vengano addestrati a capire gli aspetti emotivi dei/delle partner, che rappresentano un importante elemento nel processo terapeutico;
  • Spesso una disfunzione sessuale racchiude emozioni inespresse, per le quali non si è mai avuto il coraggio di parlarne, o non si è consapevoli.  La disfunzione sessuale diventa a quel punto un meccanismo di distrazione dal vero problema. Qualunnque sia il meccanismo che alimenta la disfunzione sessuale, questo, nel medio e lungo termine, può radicarsi nella coppia e tradursi in un'abitudine e nei casi più gravi come stile di vita sessuale.
Per quanto concerne la vita di coppia, risulta essere necessario prendere in considerazione le emozioni che si generano in entrambi i partner a seguito della disfunzione sessuale, e valutare la capacità di espressione delle emozioni in entrambi. L'alessitimia spesso può rappresentare una delle cause di disfunzione del ciclo di risposta sessuale nell'uomo. Spesso, se il problema non viene affrontato anche le partners sviluppano sintomi sul piano sessuale.


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Ciao Peter




La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto,
sento i tuoi passi esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio.

(La Morte, Pessoa)


Dedico questa poesia al caro amico Peter Boom, che si è spento improvvisamente all'età di 75 anni sabato notte nella sua abitazione in provincia di Viterbo. Come tutti i grandi viaggiatori, Peter è andato avanti.
Lui è stato uno dei primi a visitare il mio blog, e ad incoraggiarmi a proseguire. La sua visita all'inaugurazione del mio blog era stata per me fonte di grande incoraggiamento, le sue sagge parole, le sue telefonate per parlare del mio progetto un caldo rifugio. Per chi non avesse avuto modo di conoscerlo, Peter è nato in Olanda nel 1936 da una famiglia per metà cristiana, per metà ebrea. Aveva quattro anni quando l'Olanda fu invasa dai nazisti. Si era trasferito in Italia a venti. Poliedrico uomo di cultura e di spettacolo, era attore, cantante, doppiatore, scrittore e paroliere. Peter sin da piccolo fu sempre caratterizzato da uno spirito ribelle e dotato di curiosità irrefrenabile.

Peter è stato l’ideatore della Teoria della Pansessualità, ed è proprio ad un convegno internazionale di sessuologia che ci fu il nostro incontro. La teoria è stata da lui presentata a vari convegni di sessologia ed accreditata nel mondo scientifico e pure nella società corrente. E' attivo il suo sito, nei cui link è presente anche l'indirizzo del mio blog.
Di recente ha recitato come comparsa nel film di Nanni Moretti,  Habemus papam, nel quale impersonava il ruolo di cardinale. La sua biografia è costellata di illustri collaborazioni con grandi artisti della musica e del cinema. Boom ha scritto testi e cantanto per canzoni di Armando Trovaioli, Luis Enrique Bacalov, Ennio Morricone.

Sono certo che l'anima nobile di Peter continuerà a parlare attraverso tutti noi che l'abbiamo conosciuto, che ne abbiamo assaporato la saggezza, che abbiamo vissuto il suo profondo sguardo, e le sue umane parole.
Grazie Peter.






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Disfunzioni sessuali maschili e alessitimia



Alessitimia è un termine che è stato proposto in psichiatria  per la prima volta nel 1973 dallo psicoanalista Peter Sifneos. A seguito di un'intensa osservazione clinica il termine alexitimia fu coniato con l'intento di  definire un insieme di disturbi delle funzioni affettive , emotive ed emozionali ed in particolare l'incapacità a comunicare,  riconoscere e dare un nome alle emozioni.
Dall'osservazione clinica emerge spesso che le persone che soffrono di alessitimia si trovano in condizioni di buon adattamento psicosociale, questo significa che si tratta di individui che conducono una vita come tante altre persone che non ne soffrono. Diversi studi scientifici (Van Kerkhoven e coll.; 2006, Kano e coll., 2007; Evren e coll., 2008) suggeriscono che l'allesitimia comporta manifestazioni di seri disturbi di natura psicologica e somatica, tra questi emicranie e cefalee, disturbi gastrointestinali e problematiche legate al funzionamento degli organi genitali.
Sin dai primi studi l'alessitimia è stata definita  come un’incapacità ad esternare le proprie emozioni e nella pratica clinica in sessuologia clinica si riscontra spesso che uomini che soffrono delle principali disfunzioni sessuali maschili, eiaculazione precoce e disfunzione erettile, presentano in associazione anche questa difficoltà della regolazione emotiva. La correlazione tra alessitimia e disfunzioni sessuali maschili è stata messa in evidenza da diversi studi (Wise, 2002) e la motivazione è data dal fatto che sono maggiormente gli uomini a soffrire di alessitimia.
L’assenza di capacità a decodificare e a mettere un'etichetta all'emozione che si sperimenta è una delle difficoltà che maggiormente si incontrano nella pratica clinica. Spesso questi pazienti rifiutano, anche apertamente, gli interventi del sessuologo, li contrastano, e gli spunti di riflessione utili non vengono elaborati, ma spesso vengono lasciati cadere. Spesso i pazienti alessitimici interrompono il trattamento entro le prime 5 - 7 sedute.

Spesso questi pazienti vengono costretti dalle partners, o dai partner in caso di relazioni omosessuali (anche se diversi studi mettono in evidenza come molto più frequentemente gli omosessuali, rispetto agli eterosessuali, mostrino un maggiore controllo del riflesso eiaculatorio e della risposta sessuale) a rivolgersi ad uno specialista per le problematiche sessuali. Reticenti e controllanti, spesso rifiutano, consapevolmente o non, il dialogo sulle  emozioni e non riescono a capire come mai il sessuologo non parli solo di funzioni e pratiche sessuali. Il lavoro con questi pazienti spesso si interrompe molto prima che il terapeuta abbia avuto il tempo necessario per inquadrare bene il caso e per mobilitare tutte le risorse possibili.

L'eiaculazione precoce è da molti autori considerata il disordine sessuale più frequente nell'uomo. Da un'attenta osservazione di casi clinici spesso pazienti che manifestano questa difficoltà della fase orgasmica sembra che non riescano ad esprimere e a dare un nome alle loro emozioni, siano queste positive siano queste negative.
Spesso la soluzione che avanzano a questa difficoltà  è quella di farle "scivolare"  più o meno velocemente con l'eiaculazione.
La qualità della vita sessuale delle coppie che sperimentano l'eiaculazione precoce è spesso molto compromessa.
Queste coppie sono spesso conflittuali, mostrano interessi diversi e obiettivi di coppia diversi.
Spesso la consulenza psicologica e sessuale, sia essa individaule o di coppia aiuta il/la partner del soggetto alessitimico a capire che le difficoltà sono spesso legate all'incapacità di espressione delle emozioni. Capita spesso di notare che nelle coppie che sperimentano l'eiaculazione precoce si nota un partner totalmente calmo, disinteressato, e l'altro/a burrascoso, penetrante, intrusivo/a o totalmente devoto/a e impegnato nella risoluzione del problema.
 
Continua nei prossimi giorni....
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I viaggi dell'anima




Itaca
(di Kostantin Kavafis)

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.


Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.



Kavafis, di orgine greca è nato ad Alessandria d'Egitto. Il suo principale interesse fu quello di ridare vita alla letteratura greca sia in Grecia sia all'estero. Kavafis scoprì già in tenera età la propria omosessualità e nutrì per tutta la vita un senso di chiusura, di segregazione vergognosa e necessaria.  Itaca è una struggente poesia sul senso della vita, concepita come viaggio verso una meta che si raggiungerà dopo lunghe peregrinazioni. Il riferimento mitologico è il viaggio di Ulisse nell'Odissea. Il poeta afferma in questa lirica che non bisogna avere fretta di giungere a destinazione, alla propria Itaca, ma bisogna approfittare del viaggio (e quindi della vita) per esplorare il mondo, crescere intellettualmente e ampliare il proprio patrimonio di conoscenze. In ultima analisi, il senso di Itaca è proprio quello di fungere da stimolo per il viaggio, più che da meta da raggiungere e fine a se stessa. Itaca è un viaggio nel quale non è importante se la meta è poi deludente. È giusto apprendere il più possibile durante il viaggio, vivere esperienze, tenendo sempre presente il sentimento forte e deciso che porterà a destinazione. E se poi Itaca sarà peggio di quanto ci si aspettava, valeva la pena raggiungerla per tutto ciò che si è vissuto per arrivarci. Kavafis morì nel 1933 il giorno del suo settantesimo compleanno. Dalla sua morte, la fama di Kavafis è cresciuta, e oggi è considerato uno dei più grandi poeti greci.



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Paura d'amare (II parte)



Sul piano emotivo e affettivo i sintomi dei soggetti che soffrono di philofobia, la paura di amare, sono tra i più svariati e con l’andare del tempo la sintomatologia ansiosa può andare a minare aree del funzionamento sociale e dell’affettività di una persona.  La paura di una persona philofobica può essere talmente invalidante da temere qualsiasi contatto che possa favorire una dinamica di innamoramento o di coinvolgimento un po' più profondo. Spesso le storie di questi soggetti  ad un esame più attento riportano un passato conflittuale con i propri genitori (anche non apparentemente costellato da scontri fisici o verbali), dai quali spesso i soggetti philofobici si sono sentiti anche non consapevolmente poco amati, o rifiutati per qualche motivo o per qualcosa che hanno fatto o provato. Spesso un amore nascente crea le condizioni affinché una ferita mai rimarginata si apra proprio nel momento in cui un innamoramento sta per tramutarsi in un'unione un po' più stabile. E' l'entrare in contatto profondo con un'altra persona che innesca tutte le reazioni di timore nella persona che soffre di philofobia. Nelle persone che soffrono di questo disagio più spesso si riscontrano eventi del ciclo di vita che portano a strategie di evitamento e che sono riconducibile a cause reattivo-situazionali. Spesso entrare in contatto con una persona philofobica sottopone ad un copione nel quale in una storia di corteggiamento apparentemente tutto è normale, ci si piace e c'è un'attrazione reciproca. Vari segnali indicano che l'attrazione, l'intimità stanno preludendo ad un'unione nascente, a una storia di condivisione di emozioni, interessi comuni, empatia reciproca. E' a questo punto che la persona affetta da una più o meno forma latente di philofobia mette in atto tutta una serie di meccanismi di difesa che mandano completamente in confusione l'altro membro della coppia: la persona scappa senza dare giustificazioni, dirada gli incontri, chiede di diminuire il numero di telefonte, cambia numero di telefono, divieti di essere contattati o di inviare comunicazioni, motivazioni che spesso vogliono confermare di non avere interesse e di non volerne più sapere della relazione, anche e sopratutto se l'altra persona è innamorata. Nelle forme più gravi ci possono essere azioni aggressive
Le cause di tali reazioni possono essere anche ricercate nella sofferenza, del soggetto che soffre di philofobia, per una relazione chiusasi anche da tempo e rispetto alla quale non si è mai ricucita veramente la delusione e il dolore sofferti. Il soggetto, in una prima fase del disturbo può attivare un ritiro sociale per evitare qualsiasi forma di coinvolgimento, e nei casi più gravi può arrivare ad evitare il contatto con la famiglia, i colleghi di lavoro, i vicini di casa e gli amici. I sintomi della philofobia non sono soltanto emotivi e cognitivi ma è presente un corollario di sintomi tipici dei disturbi d'ansia che prendono il sopravvento e sono maggiormente visibili rispetto agli altri. La persona che soffre di philofobia può scoprirsi di avvertire i sintomi quando è in presenza della persona della quale può essere attratto/a emozionalmente o fisicamente. Questi sintomi fisici possono culminare spesso in qualcosa simile ad un attacco di panico classico, con il soggetto che avverte una sensazione di emergenza, un battito cardiaco rapido o irregolare, sudorazione, difficoltà gastrointestinali e il desiderio schiacciante di lasciare o chiudere velocemente e una volta per tutte la situazione con la persona della quale si è inevitabilmente attratti.

Lo psicoanalista Jacobson ha descritto il disagio vissuto da una persona affetta da philofobia come il timore di perdere i confini di se stesso/a, di lasciarsi andare, e il sentimento dell'altra persona è vissuto come affogante: il desiderio di unirsi coincide con la paura di fondersi. Nel momento in cui prevale la paura di fondersi, si sfocia nella Philofobia, rovinando il bello di un amore, dare e ricevere, amare e lasciare che qualcuno possa amare.


Continua ....
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