Paura di amare (I parte)



L'amore non è un vestito già confezionato,
ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.
Non è un appartamento "chiavi in mano",
ma una casa da concepire, costruire, conservare,
e spesso, riparare.
(M. Quoist)


La vita a due segue un percorso a fasi. Nella storia di una coppia è possibile individuare quegli elementi peculiari che crearono le condizioni necessarie per la prosecuzione del rapporto nel tempo.

Intorno agli anni '90 i sessuologi Master, Johnson e Kolodny nel testo Sex and Human Loving parlarono di disponibilità all'amore, una condizione psicologica che permette di innamorarsi quando si incontra la persona che risponde alle caratteristiche che più o meno consapevolmente si ricercano.

L'esperienza della disponibilità all'amore ha la caratteristica di evento subitaneo, estatico e dai sentimenti tumultuosi e intensi. E' un evento nella vita del soggetto che improvvisamente sorprende, coinvolgendolo in una situazione nuova, in cui gioca il ruolo principale è giocato dalla spontaneità attraente del rapporto.
Secondo questi autori sono quattro le componenti che porterebbero a fare esperienza della disponibilità ad amare.



1. Un atteggiamento positivo verso l'idea di innamorarsi. Affinché possa crearsi un tessuto emotivo che possa accogliere le emozioni provenienti dall'esperienza di contatto con l'altro fonte di attrazione è importante che il soggetto consideri l'amore come qualcosa di desiderabile e gratificante, e che abbandoni l'idea che il ruolo dell'innamorato/a porti in sè l'esperienza di debolezza e di minaccia della propria libertà personale. Le persone che mostrano avversione verso l'idea di innamorarsi, attuano una serie di stratagemmi per mantenere invariato e congelare il rapporto ad una fase di semplice conoscenza ed evitano ogni slancio che possa portare ad un'evoluzione affettiva, progettuale e relazionale del rapporto. La persona che sperimenta un'evitamento della condizione di disponibilità all'amore tende a pensare di non affezionarsi e a vedere tale come un risultato desiderabile.

2. Il bisogno di intimità - Se al cuore viene messo un sigillo nessuno potrà mai più entrarvi. Contrarimamente le persone che guardano positivamente alla disponibilità all'amore avvertono il bisogno di instaurare un rapporto intimo e profondo con un'altra persona. Nella fase di disponibilità all'amore l'intimità si esprime attraverso lo scambio di effusioni, attenzioni reciproche o quando si trova in uno stato di particolare complicità, affetto e comunicazione autentica e sincera dei sentimenti e delle sensazioni.
L'intimità, in questo senso, è anche avvicinata alla sessualità di coppia, di cui essa esprime l'aspetto emotivo più che quello strettamente erotico e fisico.
3. Il desiderio sessuale - Il desiderio sessuale è il terreno da cui si costruisce l'esperienza più intima con il partner, e non solo legata al sesso. Spesso le persone che vivono positivamente la fase di innamoramento attuano tutta una serie di comportamenti e gesti affinché l'intesa e il desiderio con il partner rimangano alti, appaganti e speciali. I partner che temono l'innamoramento tendono più o meno consapevolmente a boicottare questi messaggi o a squalificarli. Il desiderio sessuale può nascere nella fase di innamoramento anche a seguito di un periodo di privazione, ma può anche tradursi nel desiderio di vivere l'esperienza sessuale all'interno di una relazione sentimentale appassionata e appagante.
4. La fiducia di poter essere amati. E' di fondamentale importanza che i partner considerino se stessi come desiderabili non solo dal punto di vista dell'attrazione fisica, ma che sentano di essere degni di essere amati anche da un punto di vista interiore.


La disponibilità all'amore può comparire più volte e in determinati momenti della vita di una persona. Alcuni individui dichiarano di non averla mai sperimentata. Gli psicologi hanno coniato un termine per definire la paura d'amare, la philofobia, che identifica la paura d'innamorarsi e di essere innamorati.

La Philofobia può raggiungere delle fasi acute e nei casi più estremi si manifesta da un punto di vista del funzionamento psichico con strategie di evitamento, ed è spesso accompagnato da sintomi di natura fisica tipici dei disturbi d'ansia: dispnea, sudorazione eccessiva, nausea, tachicardia, agitazione.

Le cause possono essere ricercate nelle stategie difensive che la persona utilizza  ma anche a cause reattivo-situazionali che a seguito di esperienze passate hanno portato il soggetto a mettere in atto stili comportamentali rigidi e disfunzionali.



Nei prossimi giorni la seconda parte dell'articolo ....










 


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