Quando il piacere è fetish



Era il 1994 quando Madonna nel suo album Bedtime Stories cantava Human Nature, dei versi che mettevano in evidenza i temi del sesso e delle fantasie sessuali. Il testo passa il messaggio che in definitiva sesso, fantasie hanno a che fare con la natura umana e che spesso gli uomini non vedono di buon occhio la propria donna quando si esprime su tutto ciò.
Così, attraverso tute in lattice, catene, e cubi a rappresentare la frustrazione di non poter essere liberi, Madonna racconta questa difficoltà ed allo stesso tempo attraverso il suo album lancia un messaggio che normalizza il mondo delle fantasie erotiche. Incorniciata dal colore rigorosamente nero della lucente tuta in latex, ironizza sul fatto che nell'esprimersi possa essere diventata pazza ed invita l'uomo protagonista del testo della sua canzone, e tutti gli uomini, ad affrontare il suo problema. Il mondo delle fantasie erotiche è un tema molto vasto, poliedrico, di difficile definizione. E' a tutti gli effetti un mondo che può essere rappresentato come il motore di una macchina, che avvia la risposta sessuale. Per alcuni questo mondo è un giardino rigoglioso, per altri un deserto con qualche scorpione, per altri ancora una fotografia impressa.

Ma qual'è il confine tra l'esprimere una propria fantasia o preferenza sessuale in maniera sana e quando invece diviene una gabbia che limita il benessere sessuale e psicologico dell'individuo?

Luca ne ha 160. Si, ha collezionato 160 paia di stivali di ogni tipo, e non intende mettere fine a questa sua ricerca. Ha un debole per quelli militari: ne ha diverse paia. Ma non mancano quelli in camoscio, quelli in pelle color testa di moro, quelli per la pioggia e per andare in campagna. Ne ha anche diverse paia per andare a cavallo. Luca non va in campagna, non è un militare, non va a cavallo, ma li indossa quando fa sesso.
Il contatto con lo stivale lo eccita a tal punto da poter raggiungere l'orgasmo anche attraverso una lieve stimolazione del pene. Si definisce un feticista.
Anche Andrea si riconosce come feticista: "Mi eccito e raggiungo l'orgasmo solo se lecco i piedi di un uomo". L'adorazione dei piedi è sempre stata considerata un'umiliazione ed esprime una sessualità che ruota attorno al tema della sottomissione. Nella Roma antica era compito degli schiavi lavare i piedi del proprio padrone e nella storia di molti popoli erano i sovrani a farsi baciare i piedi in segno di supremazia. 
In particolare, può definirsi feticista colui che per eccitarsi sessualmente o raggiungere l'orgasmo ricorre in maniera esclusiva al ricorso di oggetti particolari che rimandano al corpo, alcune parti del corpo, urina, feci.
Queste sono le forme più classiche e frequenti ma l'eccitamento sessuale può essere innescato in maniera esclusiva anche da oggetti apparentemente insignificanti come palloncini di gomma, o anche da gesti particolari, come accavallare le gambe o fingere di fumare.
Non sono solo uomini, ci sono anche donne che riescono ad ammettere il proprio feticismo, come Anna, un'impiegata che si eccita solo se indossa collant neri bucati. "E' a quel punto che mi eccito e immagino che un uomo entri e mi violenti. Se non faccio questo non mi eccito".
Esiste il feticismo, con l'esclusività e la frequenza con cui gli oggetti vengono usati, e le preferenze sessuali che possono essere vissute all'interno di un rapporto sessuale come fonte di eccitazione ma non portano in sè gli aspetti dell'esclusività e della ricerca ossessiva.

Se il vostro fidanzato desidera baciarvi i piedi non è un feticista, sempre che tutte le volte non voglia fare solo quello ed imporvi questo modo di vivere la sessualità. L'oggetto del comportamento sessuale legato al feticismo spesso non reca danno a nessuno, ma la riflessione porta a considerare il fatto che non esiste una sessualità giusta e una sbagliata, ma un modo di integrare i feticci all'interno di una relazione con sé stessi e con la propria sessualità connotata da libertà.

E' anche vero che il confine è difficile da tracciare se pensiamo quanto fascino esercitano la biancheria intima e i tacchi alti in tanti uomini eterosessuali.
La linea di demarcazione tra ciò che è una fantasia e una preferenza sessuale da ciò che diviene disfunzionale è dato da tutti quei casi in cui l'oggetto del desiderio è fonte di ossessione per la persona e diventa l'unico strumento senza il quale il soggetto non si eccita e non raggiunge l'orgasmo. Il punto di vista non è di tipo morale, ma è basato sulla valutazione che quello specifico aspetto della vita sessuale di un individuo ne impoverisce la creatività, l'affettività, il piacere.

Ma questo non basta, infatti Luca, Andrea e Anna non si considerano malati a causa delle loro preferenze sessuali. E' sempre importante osservare quanto il comportamento sessuale può influire sulla relazione di coppia, se la scelta di feticci è libera o se è costrizione, anche nei confronti di un/una partner, se viene imposta umiliazione per raggiungere l'orgasmo, o se il gioco è libero e condiviso. 
La tolleranza verso queste pratiche sessuali è sempre maggiore e oggi non si parla più di malattia, anche perché spesso l'utilizzo dei feticci è vissuto serenamente e molte persone che ne fanno uso non fanno del male a nessuno.

Quando è necessaria una terapia?

E' frequente che un soggetto che fa uso esclusivo del feticcio o più feticci per potersi procurare piacere arrivi a richiedere una terapia quando entra in contatto con un/una partner con il/la quale non riesce a condividere la propria porzione di eccitazione sessuale oppure perché ha avuto problemi di tipo legale per le sue pratiche sessuali.

Spesso non c'è un reale riconoscimento di un problema o dell'esclusività nell'utilizzo del feticcio o di una pratica sessuale. Luca, Anna e Andrea non hanno consapevolezza delle ragioni per cui hanno scelto determinati oggetti come fonte di eccitazione sessuale, ma il vissuto relativo alla presenza dell'oggetto è quello della sicurezza. Stivali, calze rotte, masturbarsi con un cuscino, sono aspetti che trasmettono sicurezza, "qualcosa di già conosciuto" alla pari di un orsacchiotto dato ad un bambino per aiutarlo a distaccarsi dalla madre.

Uno psicanalista statunitense di nome Robert Stoller ha studiato il feticismo e ha ricondotto le cause ai primi anni dell'infanzia. Schiaffi e umiliazioni ma anche eventi rimasti nella memoria come schegge rappresentano episodi, talvolta traumatici, che in età adulta vengono associati ad appagamento sessuale. La "perversione" non sarebbe altro che il capovolgimento di un'antica umiliazione, la quale allora non è stata decodificata come tale.


Continua ... 





Responses

0 Respones to "Quando il piacere è fetish"

|
 
Return to top of page Copyright © 2010-2013 | E' espressamente vietato riprodurre e diffondere, integralmente o parzialmente, i contenuti di Sessuologia Cagliari Blog senza autorizzazione scritta dell’autore e senza citarne la fonte. Per richiedere l'autorizzazione consultare la sezione Informazioni e Contatti. Create by HackTutors