L'amore non è bello se non è litigarello



La fase dell'innamoramento è un momento della vita di una coppia in cui l'incontro tra i due partner sembra essere totalmente casuale.
Con l'altro sentiamo di aver trovato tutto quello che ci mancava, e per certi aspetti può risultarci familiare. Frasi come "Mi sembra di conoscerti da sempre", non sono infrequenti. Ma i nostri rapporti d'amore certamente non nascono nel momento in cui incontriamo un potenziale partner, ma molto prima.
Gli atteggiamenti, il carattere, qualche altro aspetto può ricondurci a riprendere dalla nostra memoria componenti che ci riportano al rapporto d'amore con le nostre figure primarie di attaccamento, i nostri genitori. "Non vorrò mai un fidanzato come mio padre", "Mi piacerebbe sposare una donna come mia madre", sono elementi che fanno parte del nostro mondo affettivo, e che inevitabilmente portano ognuno di noi, nell'incontro con un partner, a muoversi cercando di allontanare quelle figure, oppure di ricercarle più attivamente. A volte può succedere che l'incontro con un partner possa attivare anche una risposta per la quale, nell'altro si cerca qualcuno a cui vorremo assomigliare.
Il destino di una coppia è segnato sin dall'inizio, dalle prime battute scritte, da ciò che succede e da quanto ognuno di noi è consapevole di quanto succede nel presente e quanto può riconoscere della pellicola della sua storia d'amore. Inutile spezzettare la pellicola del film, questa, la nostra storia d'amore, ha un inizio, e non è quello dell'incontro con un partner. L'innamoramento porta con sé un elemento che è pura eccitazione, l' idealizzazione del partner, e che si traduce in una fusione tra Io e Tu. Un'unica cosa. E' una fase dove possono esserci persone che non riescono ad entrare, per paura di restare soffocati dalla relazione. Ciò che penso sia importante riconoscere è che, a prescindere da ciò che succede, dall'attrazione fisica, ecc... il momento di innamoramento è terreno privilegiato per riattivare parti di noi più profonde, a volte anche irrisolte, e che possono sfuggire dal nostro controllo. Non è infrequente per alcune donne ritrovarsi dopo un po' di tempo assieme, sole, perchè il partner è fuggito. E questo è solo un esempio.

In tutto quel periodo di vita di coppia che possiamo identificare come innamoramento è frequente non dare importanza alle possibili divergenze o incompatibilità, perché può capitare che le gratificazioni che ognuno dei due partner trova all'interno della relazione abbiano un peso maggiore della perdita di altre fonti di soddisfazione personale: "Non voglio rovinare quello che sta succedendo". Ma poi le cose cambiano e ci si toglie la maschera.

Superata la fase di innamoramento e calati nella vita di coppia ci possono essere dei partner che rimangono imbrigliati in configurazioni di coppia dove il conflitto diventa la torta che ogni giorno si mangia a colazione... ma anche a pranzo e cena.
Per ciò che ho potuto osservare, nelle coppie dove i litigi e il conflitto è sempre molto accesso e diventa il rosario da sgranare ogni giorno, spesso si presenta un grande paradosso rappresentato dal fatto che entrambi i partner hanno una difficoltà a viversi separatamente, ma a differenza di una coppia simbiotica, questa tipologia di progetto di coppia prevede che non sia possibile comunicare all'altro il bisogno di vicinanza. Pertanto, in coppia, non separati, ma lontani. E allora il "Tu sei distante, non mi consideri", spesso viene utilizzato perché realmente il partner, o la partner può avere delle difficoltà a sintonizzarsi emotivamente, ma questo in alcuni casi è anche un modo per rimanere barricati nel proprio passato, spesso caratterizzato da analfabetismo emotivo, frustrazione dei propri bisogni affettivi ...
E allora la storia affettiva della coppia diventa una riproduzione ossessiva di quel film, perchè non si conoscono altri modi di amare, se non quello della rabbia, del litigio, perchè i propri bisogni non vengono riconosciuti. E allora l'idealizzazione del partner iniziale contiene in sé un messaggio, che è quello: "Con te potrò vivere ancora quella tragedia che a me fa ancora molto male e che non riesco a risolvere".

Tante coppie nascono con questo presupposto. Quel partner è tranquillo e mi lascerà buona/o rispetto alle mie cose. Oppure le grandi aspettative di salvataggio: "Lui si che mi salverà, con tutto l'amore".

Da un punto di vista esterno, le coppie che si sono specializzate nel conflitto mostrano un costante agonismo e i partner sono costantemente posizionati simmetricamente: "Io voglio questo", "Io voglio quest'altro".
Nonostante le continue oscillazioni e i crolli in momenti di depressione profonda, questa tipologia di coppia trova delle soluzioni per poter far pace: i rapporti sessuali. E' nel momento in cui questi vengono a mancare che in genere chiedono aiuto ad uno psicologo.Il rapporto sessuale è il fine ultimo di una danza erotica dai colori e movenze del litigio.

Dario e Francesca stanno assieme da tre anni e arrivano a consultazione perché da qualche mese Dario non desidera più avere rapporti sessuali con Francesca. Le liti sono continue, Francesca, nonostante mostri tutto fuorché un reale interesse per Dario, che svaluta e considera un vibratore, pretende un rapporto sessuale.
Non si capisce perché sia così importante il rapporto sessuale prima di tutto il resto. Lo spedisce dappertutto, andrologi, urologi, ortopedici, ma lei non si interroga mai sulla relazione, su di lei.
Solo dopo emerge che Francesca è fuggita da casa dei genitori, una coppia anaffettiva che non ha mai pensato a lei, se non a comprarle qualche giocattolo. Una stanza piena di giochi, ma vuota d'amore.
La rabbia per tutto questo l'ha portata ad andare via a 18 anni, a fare diverse stagioni nel Nord Italia e quando Dario si è trovato in vacanza nell'albergo l'ha conosciuta. E' stato amore a prima vista.
Dopo un mese Francesca è rientrata e si è subito trasferita a casa di Dario, che nella fase di innamoramento le ha promesso tutto l'amore del mondo, per una creatura come lei, sputata dall'inferno.
E' su questa promessa che Dario e Francesca litigano. Il suo amore non è mai abbastanza, lui non ha patito quello che lei ha patito, pertanto anche lui deve soffrire. Dario non riesce ancora a mettere fine a questa relazione. Una relazione dove l'amore si chiama rabbia e pretese. E i rapporti sessuali?

Le caratteristiche di una coppia che funziona con la benzina del conflitto sono in primo luogo il rifiuto, e in secondo luogo tratteggiare nella relazione delle aree in cui è possibile garantirsi la distanza dal partner. L'obiettivo è scoraggiare qualsiasi avvicinamento del partner. I rapporti sessuali hanno la funzione di essere un sistema autoregolativo quando la simmetria del rapporto diventa insostenibile e produce la possibilità di una rottura della relazione.

Dario e Francesca hanno appreso queste modalità di relazione nei loro contesti genitoriali, caratterizzati da aggressività, competizione, e povertà affettiva. Ognuno di loro si muove spinto dalla possibilità di risolvere, nella relazione con l'altro, un dolore che brucia, in un terreno relazionale dove la disconferma e la squalifica dell'altro sono l'ingrediente per rendere il rapporto indissolubile. Ma non è la coppia il luogo di risoluzione dei propri passati che fanno male.
La coppia conflittuale presenta una forte simmetria nei ruoli, a volte non ci sono vittime e non ci sono carnefici, ma in generale è quasi sempre preclusa ogni possibilità di raggiungere un accordo.
Sono coppie dove i dialoghi sono caratterizzati dallo mettere in risalto sbagli e limiti del partner e rifiutare e svalutare i propri bisogni.

In generale, da un punto di vista relazionale la coppia conflittuale presenta la caratteristica di entrambi i partner o a volte solo uno dei due con più forza, che tenta di definire la relazione senza preoccuparsi di ciò che l'altro può dire. A volte vedere questi partner da la sensazione di vedere persone che hanno firmato le carte per rinunciare a vita ad una relazione d'amore.
Essendo presente una forte simmetria, spesso può accadere di osservare che solo uno dei partner sembra essere più oppositivo. Molti uomini, in questo tipo di relazione sviluppano sintomi psicosomatici, tra questi anche le disfunzioni sessuali, che spesso rappresentano il compromesso autoregolativo per mantenere la relazione, non esprimendo la rabbia per le squalifiche e disconferme, e mantenere irrisolte le questioni che hanno portato alla nascita di quella relazione.

Due persone ci sono, i conflitti ci sono, ma spesso l'amore è l'unico grande assente.
















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