"Nella Stanza di uno Psicologo" è su Facebook



Da qualche mese ho iniziato a sperimentare le potenzialità del social network Facebook a fini professionali. Nasce così "Nella stanza di uno psicologo" come pagina facebook, che nei giorni scorsi ha raggiunto i 1500 mi piace! A questo i tantissimi mi piace su ogni post e le numerosissime condivisioni.
E' stato per me un traguardo importantissimo per il quale desidero ringraziare, uno per uno, ognuno di voi. Grazie! 
La mia pagina facebook un po' si differenzia dal blog, nel senso che la utilizzo sicuramente di più. Troverete piccole riflessioni, qualche frase scritta da me, o short version degli articoli che posto sul blog.
Una volta, mentre parlavo con un collega, ho raccontato della mia nuova esperienza tra psicologia, psicoterapia e social network. In particolar modo di come avessi deciso di utilizzare facebook per avvicinarmi alle persone, per uscire da uno stereotipo che per troppo tempo ha visto lo psicologo chiuso nella sua stanza a scrivere, vedere "pazienti" e non "persone", ad emettere sentenze lapidarie sulla personalità altrui. In tutto questo sembrava mancare un contatto diretto con le persone, in termini di interazione. Una cultura della salute non nasce di certo dentro la stanza. E facebook si che offre questa possibilità. Lungi dall'essere uno strumento di consulenza psicologica, facebook offre la possibilità di interagire con un click, di leggere velocemente contenuti a carattere psicologico. Con mia grande sorpresa ho scoperto che in realtà i post vengono letti. All'inizio pensavo che un pubblico come facebook non fosse attento alla tipologia di post come i miei.  Lo psicologo nella sua stanza incarna un sapere chiuso, un "qualcosa che si conosce solo se si va in quello studio", un meccanismo perverso che alimenta paura e distanza. Così gli psicologi sono diventate figure lontanissime e di cui poco si sapeva, spesso caricate di stereotipi, e che proprio in virtù di tale distanza erano ricercate solo nelle situazioni più gravi, quando la pentola esplode. Questo, a mio parere, crea una condizione che non favorisce il pensare alla salute mentale come una fetta del proprio benessere, una dimensione alla quale è necessario fare le adeguate manutenzioni e controlli periodici. E in questo, come psicologo, mi sento chiamato: contribuire alla creazione di una cultura psicologica, del benessere mentale e relazionale. La mia decisione di utilizzare il social network per scrivere di psicologia e psicoterapia è nato, oltre ai motivi già esposti, dal fatto che negli ultimi anni la loro crescita esponenziale hanno di fatto coinvolto anche la ricerca psicologica e la ricerca in psicoterapia. Non ho mai visto in facebook un mostro, ne credo che penserò questo. Anzi, la vedo come una grande opportunità che mi permette di condividere le mie esperienze professionali, i miei approfondimenti e studi in psicoterapia, le mie riflessioni. Ciò che studio ogni giorno nella mia professione può essere utile a qualcuno, ed è questo quello che mi importa. Un amica proprio questo pomeriggio mi ha detto: "Ma perchè lo fai? Facebook, quel postaccio".
Molti professionisti non vedono di buon occhio l'impiego di questo strumento, credo per un pregiudizio di fondo, che vede questa pratica come "poco seria e professionale". Facebook non è il mio primo canale di comunicazione. Infatti già da 4 anni scrivo su questo blog, "Nella stanza di uno psicologo" che attualmente ha quasi raggiunto i 100.000 contatti. Di certo non sono numeri da capogiro per un sistema come quello di internet o come i social network, ma per me sono davvero molto importanti. 
Di fatto per un professionista è molto impegnativo dedicare il suo tempo alla creazione di post su social network, scrivere su un blog, sopratutto nell'autorizzarsi a comunicare qualcosa, e per quanto possa sembrare qualcosa di "poco serio", di fatto tutto è informazione, contatto con le persone, e dai messaggi che ricevo, in maniera del tutto inaspettata anche aiuto. Come dice un mio collega, che per me è un maestro, è il nostro lavoro, assieme all'attività in studio, il lavoro sulle sedute svolte e tutto ciò che si porta avanti con ciascuna persona diversa nella stanza reale dello psicologo.
E' proprio per questo che ho scelto il nome "Nella stanza di uno psicologo": un luogo reale dove svolgo la mia attività ogni giorno, ma anche una stanza terapeutica virtuale, dietro il cui monitor scrivo io.
Ho voluto dire "Basta" e usare anche facebook come strumento per avvicinarmi alle persone, per dare la possibilità di rompere un pregiudizio, per trasmettere la mia esperienza come professionista, di quelle che sono le reali possibilità di cambiamento attraverso un percorso di tipo psicologico, e per unirmi a quei colleghi che seguo costantemente e che come me hanno intrapreso questa avventura.
Grazie a tutti, di cuore.
Antonio Dessì



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