Vacanze di Natale finite! Si rientra a lavoro ...



Le vacanze natalizie sono ormai concluse. E' un periodo dell'anno che le persone spesso affrontano tenendosi lontane dalle preoccupazioni della vita quotidiana, dalla gestione delle responsabilità e le questioni della vita quotidiana, sopratutto per quelle persone che svolgono attività presso enti pubblici (che hanno in genere i classici 15 giorni di vacanza) ecc... L'inizio delle vacanze contribuisce a creare una dimensione emotiva caratterizzata dal distacco e favorita dalla scansione delle giornate basate su ritmi differenti: ci si sveglia più tardi, si programmano uscite, si esce per una passeggiata in centro, si vedono più spesso gli amici ecc...
Il rientro dalle vacanze può certamente favorire la sensazione di sentirsi appesantiti, di avere difficoltà a riprendere, di avere nostalgia di quelle giornate passate in totale spensieratezza con i propri cari.
Tutto ciò non è certamente vissuto da tutte le persone allo stesso modo. Sono tanti i fattori che entrano in gioco in questo vissuto di rientro dalle vacanze natalizie. Ci sono sicuramente aspetti legati alla personalità del soggetto, alla sua soddisfazione per il lavoro che conduce così come alla percezione che ne ha in termini di efficacia ecc... Insomma, le persone che vivono male anche il "lunedì" saranno sicuramente più sensibili a vivere con difficoltà il rientro dalle vacanze. A ciò credo che ci siano dei fattori molto interessanti e che fondamentalmente si basano sull'analisi degli antecedenti alle vacanze. Infatti, molte persone sono sensibili ai segnali in città, vetrine che vengono allestite un mese prima, pubblicità in tv ecc... Questo dilata tantissimo il tempo di vacanza al punto che per molte persone il periodo antecedente alle vacanze diviene un count-down.
Per altre persone invece, rientrare anche da un viaggio natalizio non implica grande sconvolgimento, e questo è in parte dovuto anche alla capacità individuale al cambiamento.
Per chi è più sensibile il rientrare dalle vacanze natalizie e riprendere il lavoro può generare una sensazione di fatica e tradursi in uno stato di malessere psicofisico generalizzato, dando inizio ad un effetto del tutto paradossale, sulla base del quale "ci si sente più stanchi di quando si è andati in vacanza".
In questi casi assistiamo ad un fenomeno psicologico meglio noto come Post Vacation Blues o "Stress da rientro".
I sintomi principali di questa sindrome sono quelli tipici da stress, ovvero: mal di testa, sensazione generale di stanchezza, sensazione di "essere storditi", sentirsi agitati o nervosi, risvegliarsi poco riposati ed avere risvegli notturni, avere poca capacità di attenzione, sentirsi deboli sino ad avere la tosse e la febbre.
Tutte queste sono manifestazioni fisiche di quelle che potremmo considerare delle reazioni fisiologiche da stress. Da un punto di vista psicologico questo tessuto di sensazioni fisiologiche potrebbe favorire un'acutizzazione di quelle che sono gli aspetti vissuti con disagio nel posto di lavoro: rapporto con il capo, orari di lavoro poco flessibili, peso delle responsabilità, sensazione di inefficacia sopratutto nelle professioni sanitarie, rapporto conflittuale con i colleghi.
La problematica legata allo stress da rientro è molto frequente, infatti le ricerche affermano che circa la metà delle persone che riprendono il lavoro dopo un periodo di vacanza ne soffrono.
In realtà, la lettura meno patologizzante di questo fenomeno vede la reazione dovuta allo stress come una reazione del nostro organismo e della nostra psiche ad un cambiamento troppo repentino.
Questo sconvolgimento è momentaneo e in breve tempo smette di manifestarsi. Certo è vero che questa reazione è più forte nelle persone che vivono con disagio il proprio lavoro, sopratutto se rientrare significa ritornare ad un senso di frustrazione che si rinnova ogni lunedì della settimana. Chi svolge il proprio lavoro con soddisfazione risente meno del rientro perchè le vacanze rappresentano un momento di riposo, e non di fuga dal lavoro.
Per evitare che il rientro possa essere troppo traumatico può essere utile prendere qualche accorgimento.

1. Non perdere totalmente la dimensione lavoro, ovvero ogni tanto ricordarsene e anticipare almeno mentalmente il rientro sul posto di lavoro. Questo non significa "non staccare dal lavoro", ma imparare a vivere il periodo di vacanza come una pausa e non una fuga dalle frustrazioni del lavoro.

2. Prima di riprendere l'attività lavorativa potrebbe essere utile riprendere con gradualità.  Di conseguenza iniziare a riprendere un ritmo un po' diverso rispetto alle vacanze già qualche giorno prima del rientro. Non rientrare troppo tardi, ma allo stesso tempo non perdere le occasioni di contatto con gli altri, che possono rappresentare un momento di scambio anche su come ci si sente all'idea di rientrare a lavoro;

3. Sfruttate il momento di distacco dal lavoro come centro propulsore per il cambiamento. Elencate anche per iscritto tutte quelle che sono le situazioni che potrebbero ricrearvi ansia o frustrazione nel rientro effettivo. Cercate di delineare quali potrebbero essere le azioni concrete che potreste fare per poter migliorare la situazione, e già da dopo il rientro cercate di perseguire questo obiettivo con forza e orientati da ciò che avete scritto;

4. Il rientro a lavoro prevede sempre un accumulo di lavoro da svolgere. Potreste trovare la mail piena di comunicazioni importanti, mail di clienti ecc... La percezione di troppo lavoro da svolgere potrebbe scatenare delle reazioni di ansia, ed allo stesso tempo di frustrazione. Mettete degli obiettivi giornata dopo giornata cercando di dare delle priorità. Dividete il lavoro per priorità e procedete giorno dopo giorno sino a quando non avrete recuperato il lavoro non svolto durante il periodo di vacanza.

5. Evitate di intraprendere lavori grandi ed ambiziosi nei primi giorni di ripresa del lavoro. Concentratevi su piccoli obiettivi. Tutto ciò vi aiuterà a mantenere un controllo sulla situazione e a dare una scansione progressiva dei ritmi di lavoro. Per esempio, per gli operatori della salute, come i  medici per esempio, potrebbe essere utile non fissare subito giornate piene di pazienti, ma di arrivarci gradualmente. Questo potrebbe evitare un effetto frustrante e di spersonalizzazione del rapporto con il paziente. Tale azione è a tutela di chi lavora, ma anche di chi usufruisce della prestazione erogata;

6. L'incremento della condizione di stress è dovuta al numero di richieste ambientali. Se queste superano le nostre risorse, la condizione di stress aumenta. Nella ripresa pensate alla possibilità di delegare qualche compito a qualcuno. In questo modo potrete constatare ed affermare i vostri limiti ed allo stesso tempo darvi la possibilità di esprimere un vostro bisogno di aiuto.

7. Dedicate un po' del vostro tempo a recuperare le emozioni positive che hanno caratterizzato il periodo di vacanza. Non punitevi, nel senso, pensate sempre che abbiamo bisogno di sentirci felici e soddisfatti e che il contrasto con emozioni negative legate al posto di lavoro ci può essere utile per metterci in contatto con le nostre frustrazioni e di conseguenza con tutto quello che potremmo cambiare della nostra vita lavorativa. Pensare "non posso cambiare niente" e il senso di impotenza rende depresso chiunque.

8. Evitate la focalizzazione sui pensieri negativi. Un'emozione di sconforto potrebbe fare da capolinea di pacchetti di emozioni negative. Queste amplificano il nostro stare male. Prendete un foglio ed elencate quali sono i vostri pensieri negativi ma dall'altra metà del foglio elencate anche quali sono quelli positivi o perlomeno le situazioni o cose o situazioni che vi rendono positivi.

9.Il periodo di vacanze non è mai qualcosa di concluso. Infatti in tale periodo si sono scoperte nuove cose, si sono fatte piccole gite, viaggi, oppure semplicemente si sono conosciute nuove persone. Pertanto il periodo di vacanza porta con se degli effetti che durano ancora oggi, anche se siete a lavoro. In tal senso è sempre molto importante dedicare sempre tempo agli amici, a conoscere nuove persone, a fare piccoli weekend fuori anche fuori dal periodo di vacanze classico. Questo eviterà la percezione di deprivazione proveniente dalla conclusione delle vacanze. Non sono per forza necessarie le vacanze natalizie per essere felici.

10. Il periodo delle vacanze è un periodo dell'anno dove le persone danno maggiore importanza a sè stesse. Spesso negli altri periodi dell'anno le persone non sono attente a se stesse, si deprivano, e il contrasto con il periodo di vacanze fa percepire loro la condizione di frustrazione e deprivazione. Se durante le vacanze avete coltivato un'attività che vi ha fatto sentire bene durante il periodo di vacanza mantenete questa abitudine anche dopo le vacanze. Fare una passeggiata, leggere un libro, praticare uno sport con un amico, cucinare per amici ... Non è solo il periodo di vacanza un momento  da dedicare a se stessi, ma tutti i giorni è necessario avere spazio per sè. Il rientro a lavoro non sarà più una prigione in questo modo perchè avremmo imparato a proteggerci dalle sensazioni di deprivazione che le nostre abitudini creano.


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