Tradimento: litigare significa perdere se stessi



Il tradimento è un'esperienza che può essere vissuta all'interno delle relazioni di coppia. L'aspetto curioso dell'interpretazione che si da di questo fenomeno è il come ci si racconta che tutto questo possa avvenire.
Se si fa una ricerca su internet, e sicuramente chi è stato tradito, ma anche chi ha tradito fa, spesso di imbatte in una valanga di informazioni che tentano di dare spiegazioni razionali a ciò che può essere successo. Manca intimità, i figli, i cambiamenti, il mutuo...
Si cerca di capire se il tradimento vero è quello pensato o quello agito, se chattare con un "partner virtuale" sia tradimento oppure o no, e persino se chi tradisce possa essere portatore di un gene specifico che in determinate occasioni e a determinati stimoli possa attivare tale ignobile comportamento.

Non v'è dubbio sul fatto che il tradimento sia fonte di sofferenza, ma è anche vero che questa è proporzionale al grado di conoscenza che i due partner hanno di sé stessi.
Si arriva a costruire una coppia attingendo ad un bagaglio personale, e in questa negoziazione, spesso implicita, si costruiscono dei vincoli: spesso quelli di un'unione perfetta. Come se si andasse in libreria a comprare uno di quei terribili libri che "ti insegnano" a costruire la coppia perfetta, con cd da ascoltare in macchina, le coppie spesso si orientano in un processo che vede l'idealizzazione di ciò che si vorrebbe da un rapporto di coppia, e l'allontanamento da quelle che invece sono le possibilità reali di quel rapporto a due. Sottolineo "quel" rapporto.

Troppo spesso ci è stato insegnato che la coppia che funziona è quella caratterizzata dal nido d'amore, dall'assenza di conflitto, dal fare tutto assieme, dall'essere sempre d'accordo. E ancora, dal risveglio con il cinguettio delle rondini che assaggiano i nuovi "Galletti" di Antonio Banderas.

Nella discussione sul tradimento, spesso fonte di accesi litigi che hanno le più svariate sfumature a seconda di chi riesce a detenere maggiore controllo su ciò che è successo, si perde spesso una considerazione molto importante che riguarda gli esseri umani, ovvero, che siamo inseriti in una trama intersoggettiva e che da questa non possiamo mai slegarci.
L'esperienza intersoggettiva e il legame di attaccamento costituiscono due aspetti costitutivi del percorso evolutivo di ogni essere umano. Queste due tematiche sono spesso state studiate separatamente, ma con l'andare avanti degli approfondimenti anche provenienti dal lavoro di tanti clinici che operano anche in ambito psicoterapeutico si è andato ad evidenziare che queste due dimensioni sono strettamente intrecciate e concorrono a contribuire ad un tema più generale che è quello della formazione e dello sviluppo del Sè.

Questo significa che in una prima fase della coppia, l'idealizzazione porta quasi ad annullare totalmente quelle che è il reale bagaglio che ognuno si porta sulle spalle, e paradossalmente ciò che sembra indicare una forte vicinanza tra le due persone non è che una splendida distanza da ciò che si è realmente. Qualcuno ha lo zaino sulle spalle e non sa di averlo, altri lo poggiano e fanno finta di niente, ma in ogni caso, per mantenere un senso di Sè quel bagaglio c'è sempre. Ed è nei momenti di azione che possiamo vederlo: il tradimento è uno di questi. 

La discrepanza tra ciò che si è pensato di costruire con quel partner e la conoscenza reale e profonda che si ha del proprio partner determinano la dimensione del dolore.
Se l'attaccamento tiene le persone vicine in modo che l'intersoggettività possa manifestarsi e approfondirsi, l'intersoggettività crea, dall'altro lato, le condizioni che consentono l'attaccamento.  E se questo è vero, ognuno ha la propria storia.

E' un po' come se la coppia si fosse regalata un bel biglietto aperto in agenzia di viaggi, immaginando Maldive, Brasile ... senza considerare il budget e le reali possibilità.
La prima reazione al tradimento può essere devastante: inseguimenti, cercare il terzo che ha "rovinato una famiglia"... ma allo stesso tempo contiene un messaggio preziosissimo che quella relazione vi sta offrendo: una possibilità di cambiare.

E' assolutamente vero che ci sono uomini che tradiscono perchè sentono forte il senso di costrizione di una relazione, ma è anche vero che ci sono donne che una volta raggiunto l'uomo che desideravano smettono di desiderarlo e ricercano altrove.
Le motivazioni sono tutte molto personali e strettamente ancorate alla propria esperienza di vita. Non esiste un giusto e sbagliato, non siamo alla Feltrinelli a comprare uno di quei terribili libri che ci insegnano a montare un cuore in Lego.

La conoscenza di Sè, e capire il senso di quella relazione e cosa ci ha insegnato di noi nell'interazione con l'altro.
Litigare significa non accettare, e questo potrebbe portare a un lungo periodo straziante di continue ruminazioni, di matrice ossessiva, su tutto ciò che è successo, su cosa è giusto, su cosa ha fatto, su come il partner traditore ha umiliato. 

Basta parlare di geni del tradimento. 

Basta parlare di una coppia perfetta costruita in Lego.

Il tradimento parla della coppia reale, e mette i due partner davanti allo specchio, spesso con la sensazione di non riconoscere più chi si ha davanti. 

E allora bisogna scegliere: 

rimettersi la maschera e litigare o capire chi siamo e chi si ha davanti?






Responses

0 Respones to "Tradimento: litigare significa perdere se stessi"

|
 
Return to top of page Copyright © 2010-2013 | E' espressamente vietato riprodurre e diffondere, integralmente o parzialmente, i contenuti di Sessuologia Cagliari Blog senza autorizzazione scritta dell’autore e senza citarne la fonte. Per richiedere l'autorizzazione consultare la sezione Informazioni e Contatti. Create by HackTutors