Auguri a tutti i papà



Non è la biologia che fa un padre. E’ la capacità di amare un essere umano e aiutarlo a volare il più alto possibile, con tutto quella che ha. E poi guardare il suo piccolo divenuto ormai grande andare via e poter gioire della grandezza del suo amore nel sapere di aver fatto tutto affinché il volo fosse più alto di quanto lui si aspettasse  (Antonio Dessì)
Oggi è la festa del papà e sono tantissimi coloro che simbolicamente festeggeranno questa giornata con i propri figli.
Inutile dire che la figura paterna è importante quanto quella della madre nello sviluppo di una persona. Hanno delle funzioni diverse. Inutile dire che davanti alla nascita di un figlio il papà vive una condizione molto particolare, tutto avviene fuori da lui: la gravidanza, il parto, e spesso si ritrova ad essere spettatore di ciò che accade tra la madre e il figlio.  Questo sguardo esterno assume per la coppia madre-figlio nei primi mesi ma anche successivamente, un ruolo più che centrale per la costruzione della storia del proprio figlio. E’ uno sguardo esterno perché non è con-fuso con la coppia madre-bambino.
La sua funzionalità si esprime allorquando sia la mamma che il piccolo lo sentono come l’altro che si interpone tra di loro e si intromette nella loro intimità e darà nel tempo la serenità all’una, se saprà accoglierlo, e la possibilità all’altro di favorire il distacco dalla fusione dell’unione primordiale con la madre.
Essere papà non è una questione di biologia, è una funzione fondamentale per la crescita del proprio figlio/a.  Questo “altro” sarà colui al quale il piccolo si rivolgerà per abbandonare il collo della mamma ed è rappresentativo di tutti gli “altri” con cui il piccolo dovrà nel tempo confrontarsi.
L’intento di questo articolo non è certamente quello di scrivere sulla funzione paterna, credo di farlo in altre occasioni. Vorrei semplicemente inviare a tutti i papà che conosco, a quelli che non ci sono più e oggi ricevono un fiore o un pensiero, a quelli che sono papà biologici, a quelli che non lo sono, ma che svolgono la loro funzione paterna in maniera eccellente. Un augurio speciale a tutti i papà con i quali ho modo di lavorare ogni giorno, alcuni anche molto giovani e che ho visto diventare papà durante il lavoro con me, per ciò che mi insegnano su questa difficile funzione, e su quanto sia delicato all’interno della funzione genitoriale tra madre e padre trovare un equilibrio.
Auguri a tutti i papà che indirettamente ho avuto modo di conoscere, nei loro errori, nelle loro fragilità, e in tutto quello che sono stati in grado di offrire, sin dove potevano.
Tutto questo mi ha aiutato e arricchito a capire l’importanza di una funzione così così importante nella crescita di un individuo.
Vorrei chiudere con una lettera che Albert Einstein ha scritto a suo figlio undicenne, Hans Albert, nel 1915 prima di pubblicare i suoi studi sulla relatività.
Quando Einstein scrive questa lettera, il 4 Novembre del 1915 si trovava a Berlino e aveva appena terminato un articolo di due pagine che avrebbe cambiato la storia della fisica. La lettera è indirizzata ad Hans, il figlio undicenne, e la piccola Tete, che vivevano a Vienna con la madre.




Mio caro Albert,
ieri ho ricevuto con grande gioia la tua cara lettera. Avevo già paura che non mi avresti scritto mai più. Quando sono stato a Zurigo mi hai detto che per te è strano quando vengo lì. Perciò penso sia meglio incontrarsi in un altro posto, dove nessuno potrà metterci a disagio.
In ogni caso farò in modo di passare ogni anno un mese intero insieme, per dimostrarti che hai un padre che tiene tanto a te e che ti vuole bene. Da me potrai imparare molte cose utili e belle, cose che altri non possono insegnarti facilmente.
Ciò che ho realizzato lavorando così strenuamente non dovrà essere utile solo ad estranei, bensì, e specialmente, ai miei ragazzi.
In questi giorni ho portato a termine uno dei lavori più belli della mia vita e quando sarai più grande te ne parlerò.
Mi fa molto piacere che il pianoforte ti appassioni. Il pianoforte e la falegnameria sono a mio avviso le attività migliori da svolgere alla tua età, perfino meglio della scuola, perché sono molto adatte a persone giovani come te.
Al pianoforte, suona principalmente brani che ti piacciono, anche se l’insegnante non te li assegna. È questo il modo più efficace di imparare: quando si fa una cosa con tale appagamento che non ci si rende conto del tempo che passa.
Certe volte sono così assorto nel mio lavoro che dimentico di pranzare…
Un bacio a te e a Tete dal vostro papà.
Saluti alla mamma


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