Ritrovarsi al Taj Mahal



Da qualche mese Luca e Carlo si frequentavano. Sembrava andare tutto bene tra di loro, una vera favola. Luca non faceva altro che parlare di quanti viaggi avrebbero fatto assieme, di quanto gli volesse bene a Carlo, di quanto lo trovasse bello, di quanto pensasse fosse realmente una bella persona. Sembrava una favola e Carlo ringraziava ogni sera il cielo per avergli fatto conoscere Luca, in un momento in cui aveva bisogno di tutto questo. Sentire una persona vicino e sentirsi amato. Le nottate passate nei punti più alti della costa, a guardare il mare a disegnare a due mani con le dita  sui vetri appannati la luna, per non lasciar sfuggire quei momenti indimenticabili.
تاج محل  , Taj Mahal. Luca disse che un giorno sarebbero andati assieme li. Il tempio, monumento di un grande amore. Carlo quasi non credeva a tutto ciò, eppure stava succedendo. Qualcuno si stava innamorando davvero di lui. Qualcuno voleva davvero condividere con lui delle cose importanti. Quasi non ci credeva. Stampò una foto del tempio dell’amore e lo affisse alle pareti della sua camera. Ogni notte, dopo il messaggio della buonanotte di Luca, lo guardava e non vedeva l’ora di andarci assieme a lui.
Nonostante ciò, la storia con Luca ben presto finì. Non si sentiva pronto per andare avanti e così i due si lasciarono.
Carlo sprofondò in un grande dolore e iniziò a perdersi nei ricordi, nelle serate passate con lui, nella confusione tra ciò che gli aveva detto e ciò che era realmente successo. Un vero tamponamento emotivo a catena.
Carlo iniziò a pensare di non valere niente, che dopotutto tutto era successo perchè in definitiva lui non valeva granché, e invece Luca si. Non riusciva a perdonarsi e niente lo consolava per quell’amore perduto. Erano passati anni prima che sentisse quelle emozioni per un ragazzo. In genere aveva provato simpatia, al massimo qualcuno gli piaceva. Ma mai un sentimento così profondo.
Decise di andare da solo al Taj Mahal.
Arrivato al Taj Mahal sentiva di portare con sé un grande peso, qualcosa da dover lasciare in quella grande Tomba dell’amore. Gli avevano detto che in definitiva una storia come quella con Luca non era poi così preziosa, ma dopotutto i sentimenti non sono razionali e Carlo sentiva il diritto di ritenere quella storia, importante e preziosa. Carlo non si è mai fermato a ciò che gli è stato detto, ma quella volta, al Taj Mahal incontrò un ricco Maharaja indiano. Parlarono.
Tu stai soffrendo tanto amico Carlo, e ora sei qui a cercare cosa?
Qui sarei dovuto venire con Carlo, e ho deciso di venire da solo. Lui mi ha lasciato, e io non valgo niente. Non riesco mai. Sognavo di venire al tempio dell’amore“.
L’uomo faceva cenni con la testa, come se cercasse di fermare il discorso di Carlo. Mise una mano nel suo prezioso abito e tolse fuori un diamante.
Guardalo bene Carlo, cos’è?
Un diamante” rispose Carlo, ancora con le lacrime agli occhi.
Ha valore secondo te?
Beh si tantissimo immagino, è davvero un bel diamante“.
L’uomo prese il diamante e lo buttò a terra e inizio a calpestarlo.
Ora Carlo, vale ancora qualcosa?
Si, Signor Marahaja. Sempre uguale“.
L’uomo chiamò un bambino piccolo e gli mostrò il diamante. Il bambino non ebbe nessun tipo di reazione, lo chiamò “un bottone“, un oggetto come tanti altri.
E ora cosa dici Carlo? E’ sempre un diamante?
Si signor Marahaja, sempre“.
Il Marahaja si spostò un attimo e trovò una pozzanghera piena di zanzare e detriti. Ci buttò dentro il diamante e fece la stessa domanda a Carlo.
Carlo affermò ancora che quello era un diamante.
Carlo, questo dimostra che tu non perdi il senso del valore di questa pietra preziosa, e nonostante la polvere, nonostante il bambino che non ne riconosce il valore, nonostante la pozzanghera di zanzare e detriti niente è cambiato. Nella vita sarai come questo diamante, a volte ti farai maneggiare da un bambino che non ne capisce il valore, a volte ti farai calpestare, a volte la finirai in una pozzanghera. Ma il tuo valore non cambia. Non perdere mai il tuo centro, il senso del tuo valore. Ci sarà sempre un bambino che ti scambia per un bottone, o qualcun’altro per una pietra sporca“.
Carlo ascoltò, con le lacrime agli occhi.
Questo è il Taj Mahal. E’ una tomba, ed è il posto giusto per seppellire un amore prezioso, le perle che tu sei stato in grado di produrre. Vai, e poi rientra a casa, e cerca mani che possano accogliere il tuo valore, quello di un diamante“.
Antonio Dessì, Racconti sparsi


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