Vortici d’amore: la scelta del partner




E’ spesso il fascino per un contratto fraudolento
ad orientare la scelta del partner
(Antonio Dessì)
Le relazioni e tutte le esperienze vissute nel corso della  vita contribuiscono alla formazione di modelli, che per vari aspetti orientano i nostri processi cognitivi ed affettivi e, per quanto riguarda gli aspetti legati alla vita di coppia, ma anche nella scelta di relazioni significative come per esempio quelle amicali, rappresentano una matrice che orienterà la persona a scegliere chi innescherà il “sentimento amoroso“, “di affetto” su come vivremo la fase di innamoramento e il coinvolgimento affettivo, ed in generale quali saranno gli antecedenti, il mantenimento della relazione e i presupposti per la sua conclusione. Tutto questo perché questa sequenza da coerenza al senso di Sé, in quel momento. I modelli mentali ed affettivi appresi nelle prime esperienze della vita costituiscono una matrice che predispongono a vivere l’esperienza amorosa seguendo alcuni copioni che prediligono l’utilizzo di un certo corollario di sentimenti piuttosto che altri.
Certamente è assolutamente vero che l’entrare in contatto con queste modalità in interazione con l’altro, a patto che si accetti la possibilità di essere aiutati a capire, sono esperienze che consentono di capire meglio se stessi, di capire come ci si mette in relazione con l’altro, capire quale parte di sé stessi si mette in gioco. Non si esclude la possibilità di resistere ad un cambiamento, questo sicuramente è possibile, così come è possibile rendersi conto del gioco che si cerca di mettere in atto con l’altro. A volte sono “giochi a somma zero“, dove la vittoria di uno coincide con la sconfitta dell’altro, attraverso una competizione diretta dove è necessario che uno dei due perda.
A volte invece sono “giochi a somma diversa da zero“, dove si può vincere o perdere assieme. Non esiste una colpa in realtà, perché i sistemi umani si organizzano in base ad un loro equilibrio, e le persone mettono in atto “tutto quello che conoscono” spesso con la speranza di uscire da un passato doloroso, da ferite che ancora fanno male. E’ vero che a volte questo equilibrio porta sofferenza, porta vuoto, porta assenza, porta solitudine, può far ammalare.
Vortici d’amore. Nelle storie d’amore non è infrequente sentire “Anche questa volta è andata così, sembrava tutto diverso“, ” ci sono tante cose che vanno bene tra noi tranne la sessualità“, ” … e cosa devo fare adesso, me ne devo andare via di casa? e dove vado a vivere?“, e se ci sono figli il discorso diviene sempre più complesso, perché li si considera come una “colla umana” per stare assieme e non lasciarsi per poter affrontare sé stessi e rinascere. Eppure c’è sempre quel “mistero” che ruota attorno alla scelta del partner, alla scelta di quell’amicizia. La scelta in realtà è reciproca, e a volte è una scelta che porta a solitudine. Nelle storie che ho ascoltato ho notato che questo avviene da subito, dalle prime battute, da ciò che succede subito dopo l’incontro. Le persone si organizzano in sistemi rispondendo a rituali trasmessi implicitamente. Una storia d’amore che diventa un vortice può diventare un grande insegnamento, ma a patto che si accetti di riconoscerla e di lasciarsi aiutare.
Negli anni ’80 John Money cercò di identificare il meccanismo attraverso il quale gli esseri umani vengono attratti da una persona piuttosto che un’altra: lo chiamò Love Map, o Mappa dell’amore. Questa suggerisce che per ogni persona è una particolare caratteristica  o una particolare costellazione di caratteristiche del partner ad accendere il sentimento romantico. La Love Map potrebbe essere considerata come un meccanismo involontario che funge da codice-guida, la cui funzione porterebbe ciascun individuo ad essere attratto da una persona piuttosto che da un’altra. Si parla addirittura di un modello presente nella mente a livello più o meno cosciente costituito da una particolare costellazione di caratteristiche desiderate in relazione alla scelta del/della partner. Non è una questione di giusto o sbagliato, ma di significato che ognuno attribuisce a quel sentimento.  Per alcune donne per esempio, avere un partner “geloso” significa “essere amate”… ma questo è solo un esempio di un multiverso di possibilità.
Secondo Money i bambini iniziano a sviluppare la loro Love Map a partire dai 5 anni, ma probabilmente questo avviene molto prima.  Il modello mentale della Love Map si basa principalmente sulle influenze esercitate dalla famiglia, dagli amici e da altri sigifnicativi. Un bambino di 5 anni inizierà a costruire la sua Love Map, che userà anche da adulto, prendendo come modello per esempio il modo in cui i genitori dialogano, esprimono la loro approvazione o il disappunto, il loro modo di esprimere affetto e reciprocità, il loro modo di scherzare, di prendere decisioni e risolvere i problemi. Alcune caratteristiche rimangono maggiormente impresse perchè legate a particolari esperienze o perchè da un punto di vista cognitivo e comportamentale sono maggiormente associate ad esperienze emotivamente sgradevoli. Tali caratteristiche possono  essere apprese non solo dai genitori, ma anche da altri adulti di riferimento: vicini di casa, amici di famiglia, parenti.
In tal modo le esperienze e ad esse i ricordi ed emozioni associate gradualmente cominciano a formare uno schema mentale, un codice potenzialmente in grado di guidare l’individuo verso ciò che eccita o ciò che crea disgusto o repelle.  Anche se le caratteristiche che compongono le Love Maps dipendono in gran parte dalle relazioni genitoriali, il peso di questa eredità non condiziona però in modo assoluto. Infatti è possibile rifiutare i modelli familiari e percorrere strade alternative opposte o integrative dei modelli interni e delle riflessioni maturate personalmente, o attraverso una psicoterapia.
Ci sono coppie inserite in vortici d’amore dove si ripete costantemente il dramma, ci sono coppie dove questo dramma viene evitato e ci si accontenta di quello che si ha, per poi esplodere in crisi di sofferenza e frustrazione. Stare in gabbia ad un certo punto si fa sentire. Ci sono partner talmente deprivati emotivamente dalla loro infanzia che accolgono la proposta illusoria da parte dei partner di “guarirli” da queste ferite, senza riuscirci. E li sono vortici d’amore. E i partner che spesso accolgono la proposta hanno rinunciato a vivere una vita di amore, per delusioni, o a volte anche perché incapaci di amare.
La Love Map contiene in sè l’eredità di tutte le esperienze significative, che dall’infanzia, che predispongono il soggetto ad innamorarsi di persone che possiedono determinate caratteristiche e che spesso sono tossiche. Spesso le persone hanno la sensazione di non capire bene cosa è che attrae di una determinata persona, e nella mia esperienza mi è spesso capitato di sentire persone che davanti a questa domanda realmente non sapessero da cosa venivano attratte dal loro partner.
A volte rassegnazione, a volte i sensi di colpi perché non si riesce a lasciare una storia, a volte partner che permettono di esprimere una rabbia lontana. Il vortice del cuore consente a due persone di stare dentro una campana di vetro dove il tempo si ferma. Sono fotografie color seppia di modelli appresi, e spesso disfunzionali, che imprigionano e non consentono l’evoluzione dell’individuo e la possibilità di ricercare amore verso se’ stesso/a e poi verso l’altro/a.


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