La microchirurgia psicologica: la metafora in psicoterapia



˵Sei come una teiera sul fuoco che ha finito l’acqua, ma il fuoco continua a bruciare˶
                                                                                                                          (F. Pessoa) 

Ferdinando Pessoa, scrittore e poeta portoghese considerato tra i più celebri del novecento, sapeva bene come rendere comprensibile qualcosa che per qualche motivo non si riesce ad esprimere. E’ la metafora, una figura retorica che trasferisce un significato in un’immagine. L’immagine prodotta è un condensato di significati, emozioni, affetti, e un ponte profondo che collega gli esseri umani.
Attraverso l’utilizzo del linguaggio metaforico si ha la possibilità di parlare di un elemento attraverso un altro e in questo processo l’avviarsi di una comprensione sul primo. Mi piace definire questo processo come un ponte, sopratutto quando riguarda la psicoterapia, perché sia che la metafora sia proposta dal terapeuta, sia che dal processo emerga a voce della persona, crea uno spazio di lavoro.  La metafora è uno strumento potentissimo perché permette la sintesi, e tendenzialmente non è qualcosa di ricercato o estrapolato, ma una qualità emergente. La mente utilizza i suoi meccanismi di sintesi e in un processo terapeutico portare una metafora significa mettere sul piano di lavoro un blocco, che attraverso l’aiuto del terapeuta verrà avviato verso un processo di elaborazione e costruzione di una nuova consapevolezza condivisa maggiore.
La metafora può intraprendere varie direzioni, può essere portata dal terapeuta per aiutare la persona a stabilizzare il suo obiettivo di terapia, e può provenire dalla persona come materiale sul quale richiede aiuto. La metafora che funziona è quella che proviene dalla relazione terapeutica, persona, terapeuta. Ogni caso ha la sua.
In questo senso, anche nel nostro linguaggio quotidiano, la metafora contente di comunicare qualcosa che con altre parole non si riuscirebbe a comunicare.Un terapeuta sa benissimo che le persone che si rivolgono per richiedere un aiuto, non possono fare a meno di utilizzare metafore, che costituiscono un mezzo efficace a dare l’idea della loro situazione. In questo senso la metafora diviene una narrazione del disturbo che ci si propone di affrontare e per il quale la persona richiede aiuto. Le metafore nel processo terapeutico sono uniche e irripetibili perché provengono da due individui, persona e terapeuta, e in questo senso sono intrise di caratteristiche del tutto personali.
In un processo terapeutico è possibile osservare ciò che chiamo metafore satelliti e metafore contenitori. Le prime sono metafore che entrano nello specifico dei momenti terapeutici, mentre le seconde, dal mio punto di vista sono quelle più potenti perché racchiudono la grande metafora che porta la persona a richiedere aiuto, e anche in questo senso la relazione e la stanza del terapeuta divengono la metafora di un problema psicologico portato dalla persona. Uno zoom dall’alto. A volte le metafore contenitori emergono a conclusione del percorso fatto, a volte si hanno degli insight (illuminazioni) psicologici da subito. E’ molto importante la capacità di riutilizzazione di tutto il materiale che emerge dentro la stanza.
La metafora pertanto è l’apertura da parte della persona al suo mondo, o meglio sulla sua personale esperienza del mondo. Gordon diceva che la metafora è un modo di rendere partecipe l’altro che è in una posizione di ascolto. Ciò è dovuto al fatto che la modalità di costruzione della realtà è implicita. Un terapeuta adeguatamente addestrato sviluppa un orecchio molto attento alle metafore della persona resistendo al tentativo di interpretarle. Infatti, se la metafora è il condensato della modalità con cui la persona costruisce il mondo, l’interpretazione sarebbe un filtro della modalità di costruire la realtà del terapeuta sul vissuto della persona. Questo non aiuterebbe. Non a caso i terapeuti adeguatamente addestrati hanno svolto anni di psicoterapia individuale e supervisione con colleghi esperti, e sono consapevoli del proprio modello di costruzione della realtà. E’ una finestra, e in questo modo è importante utilizzarla, per aiutare la persona ad esplorare, e non ad interpretare.
Spesso le persone, nel tentativo di comunicare i loro vissuti, non possono fare a meno di usare le metafore, che costituiscono il mezzo più efficace per rimandare un’idea sulla loro situazione.
L’immagine prodotta è uno specchio che riflette l’immagine che il paziente ha di sé, della propria vita, o degli altri. Tali immagini possono diventare una chiave per il cambiamento e rappresentare un accesso privilegiato al mondo emotivo e affettivo del paziente. 
Tutte le aree funzionali della mente sono utili in questo processo. La produzione di un’immagine, come quella proposta dal grande poeta portoghese Ferdinando Pessoa, sarà un area di lavoro, un area di sviluppo e cambiamento.(continua …)


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