Amore, coppia e stili affettivi (Parte I)



La declinazione costruttivista dell’approccio cognitivo alla psicoterapia, in ambito di relazioni umane, ha come base lo studio di tutte quelle manifestazioni meglio note come comportamenti di attaccamento. Da questo punto di vista, tutte quelle relazioni affettive che si sono instaurate nell’infanzia con le figure di riferimento sono fondamentali nella strutturazione della personalità dell’individuo e nel lavoro, in ambito di psicoterapia, di quelli che sono meglio definiti come stili affettivi.
Uno studioso di nome Bowlby, a fine degli anni 60, ha studiato e teorizzato i principali stili di attaccamento, mettendo in evidenza come il rapporto sopratutto con la madre funga da elemento organizzatore nello sviluppo dell’affettività e di conseguenza nel rapporto con gli altri. Pertanto relazioni amicali, le relazioni con i partners, il livello di fiducia che si ripone nella relazione con un’altra persona, e l’atteggiamento verso il futuro, sono orientati da matrici molto profonde che hanno a che fare con le prime relazioni, in particolar modo quella con il care-giver (sopratutto la madre).
Le opere di Bowlby, che gli psicologi conoscono bene, mettono in evidenza il comportamento di attaccamento, che ha una matrice biologica molto forte, e la regolazione emotiva ed affettiva tra il caregiver e il bambino. In generale l’attaccamento si riferisce proprio allo speciale legame affettivo che il bambino porta avanti con la persona che lo accudisce e dimostra che lo sviluppo armonioso della personalità del bambino dipende dalla tipologia di attaccamento alla figura materna.
In generale la teoria dell’attaccamento mette in evidenza come situazioni in cui è stata presente una figura di accudimento sensibile ai bisogni del bambino portino allo sviluppo di unattaccamento sicuro. Tutto questo avrà delle ripercussioni sul bambino, il quale svilupperà un senso di fiducia verso sè stesso, gli altri e il mondo e avrà strumenti per fronteggiare adeguatamente le situazioni che incontrerà. Contrariamente una figura di accudimento scarsamente presente (per svariati motivi, ma pensiamo per esempio a quelle situazioni di depressione post-partum ecc.. ma non solo) sarà poco in grado o anche del tutto incapace di rispondere con sensibilità ai bisogni del bambino. Questa esperienza consentirà lo sviluppo di una forte insicurezza verso sé stessi e verso gli altri, configurando uno stile di attaccamento insicuro.
Gli stili di attaccamento sono stabili nel tempo e si ripresentano costantemente nella vita del soggetto nelle situazioni relazionali.
Nell’ambito dello studio delle dinamiche di coppia, la teoria dell’attaccamento, rappresenta uno degli strumenti di comprensione ed analisi delle situazioni comportamentali. In generale è possibile dire che i modi che vengono utilizzati per legarsi affettivamente ad un’altra persona (sia amicizia, sia relazioni sentimentali ecc…) riflettono in maniera inequivocabile le esperienze primarie di attaccamento che sono state vissute.
In questo senso la teoria dell’attaccamento mette in evidenza la costruzione di una matrice mentale che ha la funzione di agevolare la formazione di rappresentazioni mentali di sé stesso e dell’altro, ciò che uno pensa di sé (a seguito delle esperienze di accudimento) e ciò che pensa dell’altro (ciò che si aspetta l’altro faccia rispetto a sé stesso). Questi modelli sono perlopiù inconsapevoli, tendono ad essere stabili nel tempo, così come diversi studi suggeriscono, e influenzano fortemente le relazioni affettive successive. In generale si tenderà a ripetere la primaria relazione che l’individuo ha sperimentato, e in questo senso la psicoterapia si inserisce nell’analisi del proprio stile affettivo.
In questo senso, una persona che ha una rappresentazione di sé sicura, sostenuta da esperienze di cure amorevoli, e di conseguenza un modello mentale degli altri come individui di cui fidarsi è tendenzialmente una persona che ha strumenti per riconoscere, all’interno della creazione di un legame affettivo, segnali di affidabilità e di interesse, e disinvestire su quelli di superficialità. In questo senso la capacità di scelta è una componente molto importante e tendenzialmente sviluppata in questa tipologia di persone.
Contrariamente, le persone che non hanno interiorizzato esperienze d’amore positive, tendenzialmente non si sentono degne di essere amate, o possono anche considerarsi autosufficienti. In quest’ottica, la matrice dell’attaccamento si muove alla ricerca inconsapevole di partner che soddisfino questa rappresentazione mentale di sé. Solo per fare un esempio, è molto probabile che una donna, in passato bambina maltrattata da genitori violenti, libera da un’analisi psicoterapica approfondita, bruci la sua esistenza alla ricerca di partner a qualche livello violenti o abusanti nei suoi confronti, nonostante possa sognare di unirsi ad un parte amorevole, comprensivo e dolce.
(Continua nei prossimi giorni ….)


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