Problemi sessuali: tra pillole magiche e consigli



Sono passati per me diversi anni dalla prima volta che ho iniziato ad occuparmi di problematiche sessuali, e così come allora ancora oggi mi ritrovo spesso come psicologo e come sessuologo a dover riflettere su alcuni pregiudizi e stereotipi che, come satelliti, ruotano attorno all’area delle problematiche sessuali. Una cosa che dico spesso è che come psicologi/psicoterapeuti ci si ritrova a dover sfondare due porte, come sessuologi sicuramente tre.
E’ frequente per me essere contattato per problematiche sessuali e far fronte a quella che nel tempo è stata la costruzione di un significato che ruota attorno alla sessualità umana. Esclusa qualsiasi patologia di natura organica, dove sempre mi avvalgo della collaborazione di colleghi urologi e ginecologi, un disturbo sessuale è certamente una manifestazione cognitiva, ovvero di pensieri e di emozioni, e comportamentale (che ha delle ripercussioni individuali e relazionali di coppia) che è tendenzialmente accompagnata da un sentimento di sgradevolezza, a volte di ansia, altre di depressione e che all’interno della relazione di coppia tende ad automantenersi.
Questo significa che uno/una dei partner può manifestare una problematica sessuale (incapacità orgasmica, mancanza di erezione, eiaculazione precoce specie nei casi in cui si verifica in quella relazione e prima no, evitamento sessuale ed inibizione) e spesso questa difficoltà può parlare di un disagio di coppia, che risulta appeso e non leggibile per entrambi. In questo senso nella prassi clinica ho sempre l’abitudine di avviare un adeguato assessment, con incontri congiunti e incontri individuali con ognuno dei partner. Ritengo che questa modalità sia di vitale importanza per una buona riuscita dell’intervento. A seguito dell’assessment è possibile presentare un progetto di intervento cucito addosso a quel caso specifico, perché ogni disturbo, sebbene nell’immaginario collettivo non abbia differenze, in realtà è eterogeneo nei suoi elementi costitutivi.
Spesso le problematiche sessuali risultano essere presenti sin dall’inizio dell’attività sessuale di una coppia e questo segnala sicuramente delle difficoltà relazionali che portate avanti sicuramente contribuiranno alla creazione di un circolo vizioso che si autoalimenta e che andrà ad intaccare entrambi.
In tutto questo spesso si riscontro un attenzione selettiva sul sintomo. Ci sono uomini che continuano a disperarsi per la loro mancanza di erezione, che implorano i medici per ottenere pillole miracolose, che sono completamente dentro un sistema di ansia che li paralizza. Spesso questo è dovuto al fatto che la sessualità è vissuta come un fatto meccanico, che in una coppia non si entra in contatto intimo, e che spesso, dopo tanti fuochi d’artificio arriva il blocco e non si sa perché. Bisogna decidere se ascoltarsi dall’ombelico in giù o interamente. Situazioni molto frequenti, per esempio considerare il rapporto sessuale una prestazione dalla quale misurare il proprio valore personale è sicuramente fonte di ansia da prestazione. Ma ci sono anche tante donne, che non riescono a lasciarsi andare durante il rapporto, e anziché interrogarsi sulla relazione che conducono con il proprio partner, o la propria partner, continuano a colpevolizzare sé stesse o ad appigliarsi ad ideali di coppia, come per esempio: “il sesso ci dev’essere” o la più gettonata: “Il sesso è un completamento…”. Mi chiedo molte volte di che cosa o a cosa ci si riferisce…
Prima del sesso sicuramente, per la mia esperienza, è importante che ci sia altro, sopratutto in relazioni che si portano avanti da diverso tempo. Ah si certo, si può parlare della classica pomiciata del sabato sera, ma li è un altro discorso. Ciò che mi ha sempre incuriosito sono alcune somiglianze che si riscontrano nelle storie di disturbi sessuali. Molte persone hanno delle esperienze simili, sebbene inserite in trame narrative completamente diverse. In tutto questo la scelta dell’area sessuale come area di confine tra lo psichico e il somatico è sicuramente luogo privilegiato per tanti per poter esprimere un disagio … e non un sintomo! Il sintomo è ciò che si vede.
Nelle persone che soffrono per un disagio sessuale spesso ho riscontrato che l’area della sessualità era di per sé un’area molto delicata, sicuramente molto importante, e talvolta anche pericolosa per i contenuti e significati che poteva veicolare. In sostanza è un punto debole che può crollare prima di altri.
Perché dare una pillola senza un adeguato approccio integrato medico-psicologo non è una buona prassi terapeutica.
Perché la pillola tende ad eliminare il sintomo, ma non il problema. Tre uomini che soffrono di disfunzione erettile potrebbero richiedere, al di la dell’assenza di problematiche funzionali, una pillola per aiutarli. Non sempre questo ha successo, sopratutto perché non vengono modificate delle condizioni relazionali e individuali che sostengono il sintomo. E sopratutto,la sessualità non è il sangue che entra nei corpi cavernosi. Diciamo che neanche a Quark hanno mai detto qualcosa del genere parlando di specie animali e di tutti i riti di seduzione ecc … Spesso potrebbero esserci molte somiglianze nelle storie di questi uomini, e per un medico semplicemente riscontrare che “non gli si alza più“. Da un punto di vista psico-sessuologico questi uomini potrebbero portare dei vissuti molto differenti, come per esempio di rabbia nei confronti delle donne, di ansia di prestazione oppure un senso di colpa. Percorsi completamente diversi, che aprono scenari relazionali eterogenei. La cosa che li accomuna è il meccanismo patogenetico attuale, la mancanza di erezione un’attivazione emotiva intensa (dovuta ad emozioni anche differenti) a carattere simpatico che impedisce la vasodilatazione genitale e in questo senso inibitoria dell’eccitazione. In questo senso la sessualità è sempre una porta per lavorare su di sé.
Oggi il sesso è spesso diventato un’ossessione. Lo si deve fare, ci si deve misurare, si vuole dimostrare qualcosa. Si parla poco di intimità e non si è capaci a costruirla e in questo senso un sessuologo non è mai un mago del sesso, un meccanico mentale dei corpi cavernosi, o un riabilitatore per problematiche vaginali. E’ un esperto che aiuta nel processo di integrazione nel divario tra somatico e psichico nella lettura del disagio che porta all’osservazione di un disturbo sessuale e sostiene la coppia nella costruzione di un intimità più autentica e non gonfiata da sangue nei corpi cavernosi!


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