La mappa non è il territorio



La mappa non è il territorio
Cosa potrebbe significare?
Ognuno di noi ha un modo di pensare, parlare e fare le cose completamente unico. E questo corrisponde ad un modo di vedere la realtà completamente differente da persona a persona, come se avessimo una “mappa”, che ci permette di orientarci all’interno della complessità del mondo.
Questo è anche uno dei motivi principali per cui spesso le persone talvolta fraintendono ciò che l’altro dice, oppure noi stessi parliamo dando per scontato che l’altro capisca (ma di questo ne parleremo nei prossimi post). Su questo spesso emerge una sofferenza relazionale, psichica, dovuta ad un vuoto di senso che la psicoterapia mira a sanare attraverso un delicatissimo lavoro.
La psicoterapia cognitivo costruttivista, approccio della mia seconda specializzazione, nel tempo ha sviluppato un modello molto flessibile di lettura del disagio psichico e relazionale che parte da questo assunto. Non è possibile avvicinarsi alla complessità dell’essere umano con soluzioni facili, regole o terrorismi psicologici. Un intervento psicoterapico stabile nel tempo è quello che valuta i risultati e i cambiamenti in termini di sostenibilità e le ripercussioni sui sistemi e sottosistemi che nel corso della terapia ha perturbato, sopratutto quando la terapia è finita. L’approccio costruttivista agisce su questa prospettiva e garantendo un intervento flessibile e a misura della persona che chiede aiuto.


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