Cercare l'amore con le APP del vostro smartphone



















Sono tante le persone deluse che cercano legami tramite le app degli smarphone. Le tanto rinomate APP non hanno risparmiato di occuparsi anche della vita affettiva e sessuale degli utenti. Sono quasi 9 milioni gli italiani che alimentano un giro di 25 miliardi che attraverso queste applicazioni ricercano l’anima gemella oppure una fugace avventura di sesso, molto più spesso.
Installata l’APP prescelta (Tinder, Badoo e altri per gli eterosessuali, o Grindr, Hornet e altri per gli omosessuali) basta aprire l’applicazione sul tuo smartphone e una carrellata di uomini e donne ti si manifesta agli occhi. Alcuni con foto del viso, a volte ritoccate con photoshop, altre con parti del corpo (seni in evidenza, o peni da dimensioni irrealistiche o perlomeno adeguatamente fotografati da angolazioni strategiche, perché alla fine si tratta di un pezzetto in più), inequivocabilmente veicolano dei messaggi molto importanti: incontrarsi o a volte subito dopo già avances di tipo sessuale. Perché le APP non hanno l’obbiettivo di costruire un’intimità, e chi la cerca è un po’ come dire di voler mangiare l’aragosta o il proprio piatto preferito al chiosco dei panini wurstel e cipolla. Una metafora per parlare della possibilità di costruire relazioni.
L’importante è essere coerenti con il contesto e se ci si deve ingozzare di wurstel e cipolla farlo senza poi restarne delusi perché sarebbe stata meglio l’aragosta. Alcuni usano i siti e le app di incontri per trovare il grande amore (forse la condanna dell’illusione), altri semplicemente per trovare qualcuno con cui uscire e andarci a letto. Alcuni le abbandonano dopo qualche tentativo, altri continuano a usarle, altri divengono invece degli utilizzatori intermittenti (le usano, si cancellano e dopo mesi le riusano per non trovarci niente di nuovo). Vengono usate principalmente da single, ma anche tanti sposati/e o comunque in relazioni a detta loro stabili (e da qui anche la richiesta di segretezza, e di tutti i vincoli che ne derivano). Tutto ciò segnala un’urgenza nell’aiutare le persone a trovare strumenti nuovi per poter incontrare qualcuno, abbandonando solitudini, 
superando difficoltà accomodate collusivamente dalle APP.
E’ un tema molto importante perché anche come psicoterapeuti siamo costantemente messi a confronto con amori o relazioni altamente complicate che nascono facilitate da questi strumenti e dove spesso il vero obiettivo appartiene più a logiche rettiliane: SESSO e davvero poco interesse a costruire relazioni. La logica è quella del veloce, dell’incontro con il minimo sforzo, del sesso concordato ancor prima di vedersi. On-demand. A volte è davvero inutile illudersi del contrario, salvo rarissime eccezioni. Le App perdono la loro funzione di facilitatori, e divengono il supermercato di esseri umani.
In altri casi le APP si rivelano un mondo dove spesso si tenta di superare una propria problematica personale (spesso disturbi di personalità o di area psicotica, sex-addiction, disturbi dell’umore, problemi con l’uso di droghe, preferenze sessuali specifiche, normative e poco armoniche).
La delusione spesso è vissuta da coloro che realmente cercano una relazione. Non a caso, in gergo, le app vengono chiamate SCOPA NETWORK. L’ultima spiaggia a volte, per chi non ha altro da offrire in termini di legame.
Approfondimento che continuerà nei prossimi giorni …


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