Storie di non-amore: la dinamica dipendente-narcisista



Le relazioni che nascono nell’incontro con un partner con tratti narcisistici di personalità sembrano essere all’inizio delle grandi storie d’amore. In tal senso è bene riconoscere che le persone con tratti narcisistici sono capaci di grandi slanci affettivi iniziali (accoglienza, regali, gentilezze…) che spesso fanno pensare alla vittima di aver trovato finalmente la persona giusta, spesso dopo tanto tempo.
Il discorso è moltissimo articolato, nel senso che il narcisista è tendenzialmente una persona di intuito e comprende benissimo dove può inserirsi per poter prendere dalla sua vittima. Molte storie con questa tipologia di partner hanno una matrice comune, ovvero il racconto di una comprensione mai vissuta sino a quel momento, e la sensazione di forte connessione. In tal senso le persone con tratti narcisistici di personalità sono molto capaci adintercettare il bisogno d’amore e di riconoscimento della loro vittima prescelta. 
Tendenzialmente fanno diverse cose per mostrare sempre una buona immagine di sé e farsi volere bene, dai partner, dai loro amici e parenti. Sono presenti e disponibili e non di rado raccontano di un futuro radioso che attenderà la coppia. In tal senso si assicurano l’accoglienza e lo strutturarsi di una dinamica di fiducia da partner del/della partner vittima. Gli aspetti legati alla psicopatologia non sono evidenti nella loro dimensione distruttiva. In questa fase si è impegnati tendenzialmente nella seduzione, un’azione molto delicata su cui il narcisista sa muoversi molto bene e in maniera ripetitiva ripercorre in tutte le relazioni. Inizialmente è difficile poterli riconoscere, perché il dubbio è certamente un elemento molto importante.
Con le adeguate differenze tra una storia e l’altra, molto presto la vittima inizia a credere che quella persona, il/la narcisista, sia l’unica persona che la sta veramente amando, e spesso nell’incredulità si fa molta fatica a mettere in discussione tutto quello che succede, e iniziare ad osservare le già iniziali piccole mancanze. Tendenzialmente anche quando il/la narcisista inizia a mostrare qualche crepa nella sua personalità è molto frequente che questa venga giustificata, venga protetta, seguendo spesso una logica che continua ad inseguire quella totale fusione e perfezione che si è già sperimentata. 
Molto spesso le vittime presentano un passato relazionale molto difficoltoso, spesso hanno avuto uno o entrambi i genitori con disturbo narcisistico di personalità. Nelle loro storie affettive spesso di osservano l’instabilità,tradimenti e partner inaffidabili. A tal ragione l’incontro con il/la narcisista spesso apre uno scenario quasi oniroide, ovvero, quello secondo il quale si ritiene di aver trovato finalmente quello che si è sempre desiderato. Il/la narcisista inizialmente mette sul piedistallo la propria vittima, la fa sentire unica, completamente unita a sé, due anime fuse in una, avvolti in un clima di totale familiarità. 
In questo modo il/la narcisista inizia a penetrare lentamente nel sistema mente della vittima per appropriarsene. A tal riguardo si instaura nella coppia narcisista-dipendente un clima di totale disponibilità nei confronti del narcisista, in quanto è visto come quello/a che è in grado di comprendere ed esaudire ogni bisogno e desiderio.
L’esclusività che pervade la relazione produce un graduale isolamento nella vita della vittima, impercettibile all’esordio della frequentazione e poi sempre più marcato. Le sue attenzioni sempre più decise assumono il significato di amore autentico per la vittima e il narcisista inizia ad esprimere il suo disappunto, ogni qual volta la sua vittima dedica parte del suo tempo a sé o non asseconda i suoi bisogni. E’ spesso il senso di colpa che si insinua in modo inconsapevole nella vittima e cresce sempre più, poiché spesso teme che ogni qual volta non si dedica a lui/lei, questi si arrabbierà e potrà abbandonarla. L’effetto di questa dinamica si esprime spesso attraverso una decrescente attenzione al mondo esterno e una crescente dedizione al/alla narcisista. Nella vittima si innesca unprocesso di idealizzazione che porta a condividere ogni aspetto della vita con il proprio carnefice il quale  vuole conoscerne sempre più particolari con l’obiettivo di ferire e manipolare in futuro la propria vittima. Le prime crepe iniziano ad aprirsi nella relazione quando la figura dell’uomo o della donna perfetta vacilla poiché le richieste di attenzione aumentano sempre piu’ e costringono la vittima a dedicarsi esclusivamente al proprio carnefice. Tale dedizione spesso non e’ sostenibile poiché ogni individuo ha bisogno di ritagliarsi spazi vitali dove coltivare la propria persona, ma sopratutto dove possa incontrare una reciprocità relazionale. Ed e’ proprio quando la vittima inizia ad accusare i primi sintomi di insofferenza che il/ la narcisista sferra il suo primo attacco, accusando la vittima di mancanze, di presunzione, o di chiedere troppo. Il partner narciso inizia ad apparire come una persona centrata esclusivamente su di se’, poco affidabile e vendicativa ma nonostante tutto questo la vittima tende a giustificarlo/a perché é profondamente connessa al narcisista. Spesso si alternano momenti di accuse e duri litigi a grandi riappacificazioni, il narcisista spesso cerca la pietà e la comprensione da parte della vittima, facendo leva su storie strappalacrime che hanno costellato la sua esistenza, dove lui/lei non si assume mai la responsabilità delle sue scelte, attribuendo la causa del proprio malessere ad altri. Quelli che invece controllano la vittima sulla rabbia, tendono invece a punirle con il silenzio. Il circolo vizioso che in cui la vittima si avvita e’ costituito dal fatto che il narcisista tenderà a manifestare una crescente insoddisfazione verso la relazione e accuserà la vittima di poca attenzione e di mancanze, chiedendole maggiori attenzioni e colpevolizzandola sempre più per le sue richieste.
La vittima, pur di mantenere l’idea di aver trovato un uomo/donna unico/a ed ideale tende ad assecondare  ogni richiesta,perdendo spazio ed autonomia e consentendo al narcisista di insinuarsi sempre più nella sua vita. Il paradosso di questa relazione e’ che la vittima, pur dipendendo affettivamente, ha maggiore stabilita’ e una struttura di personalità più solida di quella del narcisista che e’ un vero esperto nello scegliere persone che hanno “molto da offrire” e da cui poter prendere, arrivando a sentirsi legittimato ad impossessarsi della vita del proprio partner. La vittima si occupa in ogni modo del narcisista nonostante venga maltrattato/a sempre più e il perimetro della propria vita tenda a ridursi visibilmente. Il partner tende a  farsi carico della vita del suo carnefice fino ad impoverirsi della propria esistenza, crede ad ogni richiesta e cerca di esaudire ogni suo desiderio pur di non perdere definitivamente il ricordo di quella persona che all’inizio della relazione  immagina lo abbia tanto amato.  Nei rari momenti in cui la vittima ascolta la propria ragione e scopre i giochi manipolativi del narcisista, questi sferra i suoi attacchi sotto forma di senso di colpa e di critica distruttiva, mirati a svalutarla e svilirla. Alla base di questo meccanismo vi e’ un forte senso di inferiorità, di inadeguatezza e di disprezzo che viene proiettato sulla vittima, accusata di averlo/la fatto/a soffrire. Alla base di ogni accusa vi e’ il principio secondo cui la causa di ogni problema e’ sempre attribuita ad altri.
A lungo andare la relazione con un narcisista determina nella vittima una condizione di rabbia, gelosia irrazionale ed immotivata, un atteggiamento paranoico ed insicuro. La condizione di non sapere mai se credere alle parole del partner innesca una situazione di totale sfiducia nelle persone e anche in se’ stessa. La paura che la relazione finisca pervade ogni giorno, poiché il narcisista arriva a minacciare di abbandonare il partner se non si sente amato e ricambiato come immagina di fare lui/lei. Il carnefice fa leva sulla paura di abbandono della vittima e sul timore della solitudine, riattiva antichi schemi relazionali disadattivi di cui la vittima non e’ a conoscenza ma che ancora la guidano nella scelta del partner. L’incontro con il narcisista crea un paradosso esistenziale poiché da un lato vi e’ la tossica illusione di aver trovato finalmente una persona disposta ad amare ma  allo stesso tempo e’ presente la paura dell’abbandono.
Apr
09
Filed under (PsicologiaSessuologia ClinicaSocietà) by Antonio Dessì on 09-04-2016
Il tradimento in una coppia è un evento molto doloroso, e spesso l’epilogo drammatico di una sofferenza. Ma cosa è tradimento? C’è da dire che spesso la versione delle storie delle coppie non sono così romantiche, e chi tradisce non necessariamente soffre.Anzi, ci sono uomini e donne che tradiscono senza soffrire per niente e senza pensare al dolore che infliggono nell’altro/a. Però spesso mi chiedo perché per chi soffre spesso è più dolorosa la presenza dell’altro/a, l’amante, e non invece tutti quei tradimenti quotidiani perpetrati con crudeltà, come spesso ascolto nelle storie di tante coppie. Si, proprio quelli che spesso si accettano passivamente, giustificando, stringendo i denti nella speranza tutto cambi. Quei sacrifici dove ogni sforzo è invano. Quello strano altruismo che porta le storie alla distruzione senza fermarsi un attimo prima.
La mancanza di rispetto. Ignorare l’affetto e i gesti. Non voler fare niente per l’altro. Le assenze e l’essere lasciati/e soli/e. L’algida indifferenza. L’avidità. Il controllo psicologico sull’altro attraverso il silenzio, il minimizzare, il negare, l’allontanare. Il liberarsi di discorsi troppo impegnativi ed essere accusati di sollevare sempre questioni pesanti. Questo molto spesso sento in tante storie di coppie. E non basta come elenco.
Forse questi aspetti non sono tradimento? Cambierebbe qualcosa nel vissuto emotivo se comparisse un/una amante? O vi farebbe un grande favore a prendersi qualcuno che non vi ama?
A volte la triste realtà è che cambiano le forme, ma non i contenuti, e anche l’amante prima o poi non verrà risparmiato/a dallo stesso epilogo. Cambiano solo i tempi.


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